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Casey Stoner: “Contro questo Marquez sarebbe difficile anche per me”

“Ha un vantaggio su tutti gli altri perché si ricorda come si guida senza elettronica. Avere Marc come compagno di squadra potrebbe essere la migliore cosa per Bagnaia, può imparare e diventare più forte”

MotoGP: Casey Stoner: “Contro questo Marquez sarebbe difficile anche per me”

Maglietta bianca, faccia sorridente, il tempo sembra non essere passato per Casey Stoner. I guai fisici sembrano essere alle spalle: "sto sempre meglio, soprattutto dallo scorso anno” assicura, seduto davanti a una schiera di giornalisti. “Non accade più molto spesso” sorride. Non sembra dispiacergli. Mancava dal 2022 da paddock, è tornato al Red Bull Ring per partecipare alla parata delle leggende che si terrà sabato. Appena prima della gara della MotoGP.

Dopo avere ‘scaldato’ il pubblico, potrà godersi il GP. In tanti vorrebbero avere un bacchetta magica per vedere il Canguro Mannaro sfidare Marc Marquez. Cosa accadrebbe?

Contro questo Marquez sarebbe difficile - ammette Casey - Con quello prima forse avrei avuto qualche possibilità, ma ora sembra avere qualcosa in più. Marc sa come guidare una moto senza tutto questi controlli perché ha il ricordo del passato. È lo stesso motivo per cui quando Dani Pedrosa torna per una wild card riesce a essere così veloce, perché il pilota è ancora migliore dell’elettronica. Se sai dove interviene, cosa succede, puoi anticiparla, sai dove trovare grip quando la moto derapa, sono tutte cose che la nuova generazione di piloti ha mai dovuto imparare perché aprono semplicemente il gas e gli ingegneri fanno tutto il resto. Penso che Marc abbia un vantaggio su tutti gli altri perché sa ancora come aprire il gas, come gestire le gomme perché, anche se l’elettronica nasconde tutti questi problemi, poi ancora fare qualcosa in più”.

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Se ne sono accorti tutti, soprattutto Bagnaia, con cui condivide il box. Pecco sta faticando.

Quando arriva qualcuno come Marc e fa cose che non ti aspetti, non è facile da accettare, senza dubbio - l’opinione di Stoner - Però non penso che sia solo Bagnaia ad avere problemi con Marquez, ce l’hanno tutti. Negli scorsi anni tutti avevano la possibilità di vincere una gara, ma ora succede solo in condizioni particolari, come a Le Mans. Marc sta facendo un lavoro straordinario e per Pecco è difficile capirlo, ma non è la prima volta che lo vediamo faticare nella prima parte della stagione. Ha un carattere che lo porta a procedere passo dopo passo e avere un compagno di squadra come Marquez potrebbe essere una delle cose migliori per lui. Forse non per quest’anno, potrebbe metterci un po’ a venire fuori da questo momento, ma se ci riuscirà, grazie anche a Cristian (Gabarrini, che è stato capotecnico anche di Casey ndr), potrà imparare molto da Marc e diventare più forte.

Anche il campione del mondo Jorge Martin sta cercando di uscire dal momento più nero della sua carriera.

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Sicuramente sta passando un momento difficile. È diventato campione del mondo e immediatamente dopo gliene è capitata una dopo l’altra - riflette l’australiano - Vale quello che ho detto per Pecco, anche se non sono nella stessa situazione, impari di più e trovi delle risorse nel tuo carattere nei giorni peggiori. Lo abbiamo visto anche con Marquez, sembrava non poteva più tornare al top e guardate dove è adesso, sta facendo probabilmente la sua migliore stagione di sempre. Non sappiamo cosa ci sarà nel futuro di Jorge, ma sicuramente penso che abbia tutto le possibilità per tornare più forte di prima. Sappiamo che ha un talento incredibile, se farà le cose giuste e procederà passo dopo passo, non c’è ragione perché non possa lottare per il titolo il prossimo anno”.

Stoner non ha dimenticato Marco Bezzecchi, per cui in passato aveva speso parole di elogio.

Ha faticato a mostrare il suo potenziale perché quando è arrivato in MotoGP c’erano già tutti questi controlli ed è molto difficile fare la differenza, sei limitato. È qualcosa contro cui ho lottato anch’io già nel 2012, non mi divertivo a guidare la moto - il parallelo - E ora hanno messo un controllo in più (quello di stabilità ndr), perché? La ragione non è certo la sicurezza, perché non ho visto questo campionato diventare più sicuro negli ultimi anni. Nella scorsa stagione mezzo schieramento era infortunato. Io penso che quando vieni disarcionato e ti fa male, o ti spaventi, allora fai più attenzione, c’è più sicurezza, ma non quando non hai niente di cui avere paura. Ormai, l’unica area in cui si può fare la differenza è la frenata”.

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Matteo Aglio