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Espargaró: “Martin? Non capisco perché Aprilia voglia trattenerlo”

“Credo sia una situazione difficile da gestire per entrambi e non sarà facile capire cosa accadrà. Il mio GP? Un incubo, avevo un sacco di vibrazioni e non riuscivo a guidare. Chantra? Felice abbia preso un punto, è in una posizione complicata”

MotoGP: Espargaró: “Martin? Non capisco perché Aprilia voglia trattenerlo”

Non è stato un GP d’Olanda da ricordare quello del team Honda HRC. Mentre Joan Mir ha concluso la sua corsa al settimo giro, in incidente con Fermin Aldeguer, Aleix Espargaró si è fermato a un passo dalla zona punti, chiudendo in scia a Somkiat Chantra questo suo primo Gran Premio da sostituto dell’infortunato Luca Marini. Una domenica piuttosto complicata quella del collaudatore Honda, trovatosi a lottare per tutta la gara con le vibrazioni della sua RC213V

Prima di raccontare il suo Gran Premio da incubo, il pilota spagnolo, grande amico di Jorge Martin e per anni capitano dell’Aprilia, non poteva non esprimere un parere sulla disputa tra le due parti. Tornata prepotentemente sotto ai riflettori, questo fine settimana ad Assen. 

“La vedo dura e molto triste da entrambe le parti - ha riconosciuto Aleix - Posso capire entrambi, però se c’è una clausola che gli permette di andarsene e lui (Martin ndr.) non vuole restare non riesco a comprendere la posizione della sua controparte, che vuole trattenere un pilota che non vuole stare lì. Credo che per entrambe le parti non sia facile gestire questa situazione. Jorge ha un manager brillante e sarà difficile capire che cosa accadrà”.

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Volgendo lo sguardo alla sua gara, il maggiore dei fratelli Espargaró non ha invece potuto far altro che ammettere che chiudere alle spalle di Chantra è stato l’unico aspetto positivo.

Ho disputato una gara da incubo, con un sacco di vibrazioni. Ho lasciato passare Somkiat nell’ultimo giro, poi sono andato largo in Curva 12 e ho visto che era 15°. Sono contento che abbia preso un punto, perché non sta vivendo un buon momento in MotoGP - ha osservato - È una categoria molto dura e non sta guidando una moto con cui è facile avviare la propria carriera. Spero soltanto che possa migliorare, perché la stagione è sempre molto difficile per i giovani piloti in arrivo dalla Moto2”.

Aleix lo ritiene un pilota abbastanza bravo per la MotoGP?

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- ha risposto senza esitazioni - Credo che lo abbia dimostrato in Moto2, vincendo delle gare e lottando per dei podi. Soltanto un anno fa, tutti spingevano per portare Sergio Garcia in MotoGP e adesso non è nemmeno più nel Mondiale. È difficile giudicare quando un pilota è abbastanza bravo o non lo è. Ci sono dei piloti che adesso stanno ottenendo dei buoni risultati in MotoGP, ai quali è servito tanto tempo per arrivare al top. Prima che arrivassi in MotoGP, ci sono stati alcuni momenti nel corso della mia carriera in cui ero davvero lento e non ero bravo abbastanza, ma poi ho vinto delle gare e ho lottato per il titolo. È veramente difficile giudicare, ma credo che Somkiat sia in una posizione davvero difficile, trovandosi in una squadra non ufficiale, con una Honda. È ancora giovane e non ha tanta esperienza, quindi per lui non è facile”. 

Il collaudatore e pilota Honda è poi entrato più nello specifico dei problemi che hanno condizionato la sua corsa.

La morbida al posteriore è stata la scelta sbagliata, ma quando abbiamo parlato con gli uomini Michelin il calo della gomma non era drammatico e quindi abbiamo deciso di optare per quella. Il mio problema però sono state le vibrazioni e credo che montare la soft al posteriore non abbia aiutato, perché il chattering della moto è aumentato con le alte temperature raggiunte dalla gomma dietro. Devo dire che l’aderenza non è calata molto nell’ultima parte di gara, ma le vibrazioni all’anteriore erano pazzesche. Non riuscivo a guidare e dopo otto o dieci giri ero disperato e così ho deciso di chiudere il gas: dopo aver commesso un sacco di errori ed essere andato largo una decina di volte, ho pensato solo a concludere la gara”, ha raccontato.

Le vibrazioni si sentono davanti, ma arrivano sicuramente dal posteriore - ha chiarito il pilota Honda - La cosa strana è che non riusciamo a capire perché e quando cominciano. È davvero frustrante, perché avrei potuto fare di più. Joan e Johann riescono a guidare con queste vibrazioni, giù il cappello, ma Honda deve migliorare sotto questo aspetto, perché i piloti devono essere concentrati sull’essere veloci nel punto di corda e non sull’evitare di cadere per via delle vibrazioni. Abituarsi al chattering? Se corressi tutta la stagione sarebbe la cosa più importante, perché è il mio lavoro e sono pagano per trarre il massimo dalla moto. Ma non è comunque questo il modo, perché, per quanto abbia detto tante volte che è compito del pilota adattarsi alla moto, è colpa nostra: spetta al test team e agli ingegneri migliorare la situazione, non ai piloti”.

Honda ha già in mente come risolvere il problema?

Abbiamo un paio di idee e abbiamo già provato un paio di cose a Barcellona, giocando con la distribuzione dei pesi e provando un forcellone, ma in realtà siamo ancora un po’ persi - ha commentato Espargaró - Sembra strano, ma pur avendo ottimi ingegneri e una grande azienda, non riusciamo a trovare il problema”.

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Daniela Piazza