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Marc Marquez: "Finalmente degli applausi per me al Mugello, era ora"

"Ognuno può scegliere chi tifare, è giusto così. Ma oggi abbiamo dato spettacolo e penso che lo faremo anche domani. Il mio approccio non cambia, questa non è la pista in cui attaccare per me"

MotoGP: Marc Marquez: "Finalmente degli applausi per me al Mugello, era ora"

Marc Marquez prima di arrivare al Mugello aveva ampiamente annunciato di essere pronto a vivere un fine settimana tutto in difesa. La pista italiana non è mai stata una delle sue preferite e l'ultima affermazione risaliva, fino ad oggi, al 2014. Eppure Marc in qualifica è stato mostruoso, sbriciolando il record che apparteneva a Jorge Martín e poi in gara ha dato spettacolo. Al via ha pasticciato con il launch control, ma è rimasto freddo ed ha risolto brillantemente limitando i danni a qualche posizione persa allo start, recuperata in pochissimo tempo. 

Marc ha passato suo fratello Alex e Bagnaia e poi ha iniizato a martellare sul suo passo, che oggi era di un altro pianeta per tutti. Ma la cosa che di più l'ha colpito a quanto pare è stata l'accoglienza del pubblico al Mugello, storicamente poco propenso ad essere entusiasta nei confronti di Marc. Questa volta è andata diversamente.

"Direi che questo era l’anno perfetto per vincere al Mugello - ha detto Marc - I tifosi come sempre possono scegliere i propri idoli, sono liberi di farlo. Io penso solo a fare il mio lavoro in pista. Penso che oggi si siano divertiti parecchio, per la partenza, per la rimonta. Ad un certo punto eravamo tre in parallelo. Stavamo dando spettacolo ed ho sentito molti applausi. Era ora. Spero domani di poter offrire altro spettacolo per tutti".

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Non ti aspettavi di poter essere così forte qui?
"Oggi per tutta la giornata sono rimasto sorpreso. E’ stata una sorpresa essere così veloce in qualifica e poi fare quella pole. E’ stata una sorpresa anche correre questa Sprint e vincerla, nel modo in cui è avvenuto. Perché ho fatto un errore in partenza con il launch control, l’avevo inserito, poi ho sbagliato a leggere il messaggio sul display e l’ho rimosso. Quando il semaforo era già acceso, ho visto che dando gas i giri erano troppo alti ed ho capito che non era inserito, quindi ho chiuso il gas e l’ho inserito di nuovo e sono partito con un po’ di ritardo. Direi che poteva essere un grave errore che per fortuna sono riuscito a camuffare. Tolta questa parentesi, è andata bene! Anche se per domani si dovrà capire meglio cosa fare con la gomma posteriore e soprattutto non perdere punti. So di essere in ottima forma, ma qui il mio obiettivo principale è solo di non perdere punti".

Cosa è cambiato nel tuo approccio al Mugello rispetto al passato?
"Di solito questa è una pista in cui devi essere molto fluido nella guida. Il mio stile di guida invece è tutto incentrato sulla frenata. Ieri ho cercato di essere fluido, di mantenere linee fluide e pulite. Ma alla fine ho semplicemente chiesto una moto che frenasse bene, poi al resto avrei pensato io".

Sembravi calmo in partenza nonostante il problema, era così?
"Io non ero affatto calmo, ho avuto una reazione del tutto istintiva. In quei pochi istanti ho capito che sarebbe stato meglio chiudere il gas, inserire il launch control e poi partire anche se in ritardo. Perché se fossi partito senza il controllo inserito, magari sarei partito nel momento giusto, ma avrei perso tanta velocità e qui la prima curva è lontana. Avrei perso tante posizioni. Io in pratica sono partito senza neanche guardare il semaforo, ho solo sentito le altre moto ed ho lasciato la frizione. Penso di essere partito due o tre decimi dopo gli altri".

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Alla viglia avevi detto che avresti corso in difesa, ma non sembra sia andata così oggi. 
"Prima di iniziare il weekend ho deciso di avere un certo approccio, ovvero quello di non perdere troppi punti. E durante il fine settimana, il mio approccio non cambia. Ma questo non significa che non ci proverò domani, significa piuttosto che voglio essere realistico. Se per qualche motivo domani Pecco e Alex saranno più veloci, e loro possono esserlo domani, dovrò accettarlo e prendere punti. Me lo ripeto costantemente, so di essere in ottima forma ma questa non è una pista su cui attaccare per me. Oggi sono stato in grado di farlo, e se domani potrò lo farò di certo".

In alcune curve sembra che tu guidi la Ducati in modo molto diverso rispetto agli altri pilota, come mai?
"Si, in alcune curve so di avere una linea molto diversa dagli altri piloti Ducati. Il fatto è che in alcune staccate preferisco entrare leggermente di traverso, mi trovo meglio anche se so che così perdo del tempo in staccata. Ma poi quel tempo lo recupero altrove".

Alex sta continuando ad offrire prestazioni di alto livello. In cosa è cambiato secondo te rispetto al passato?
"Alex è il mio più grande rivale per il titolo in questo momento e parlando onestamente, lottare con tuo fratello per il mondiale è speciale. Ma è anche uno di quei rivali che è sempre lì. Non si tratta di trovarlo davanti magari in una sessione di libere e basta. E’ sempre al top, è molto costante. E’ finito secondo in ogni Sprint Race. Questo significa che con lui in pista non puoi fare degli errori. Quando è arrivato in MotoGP nel primo anno, è salito due volte sul podio e correva con la Honda in HRC. Ha un grande talento, quest’anno secondo me appena è salito sulla GP24 qualcosa è cambiato ancora, già a Barcellona era stato velocissimo nei test".

Aveva capito che sarebbe cambiato qualcosa quest'anno?
"Anche a Barcellona sapeva di poter essere avanti, me lo disse subito. Ed io sono orgoglioso di lui e di quello che sta facendo".

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Marco Caregnato