Marc Marquez incassa 12 punti ed un altro successo, l'ottavo da inizio stagione, e lo fa nella sprint di Jerez, terreno amico. Il tesoretto di vantaggio in classifica sul fratello Alex primo degli inseguitori sale a 20. Il sole splende sul circuito intitolato a Nieto, i tifosi gioiscono e così fanno anche i due fratelli Marquez. Unica macchia, forse, quella pole mancata per un soffio. Appena tre centesimi, strappata da un diabolico Fabio Quartararo che ha persino 'osato' sfidare il re rosso incrociandone le traiettorie nelle prime concitate curve. Il tracciato spagnolo lo tradirà pochi giri dopo, lasciando via libera al leader del campionato.
Sullo spettacolo mancato Marquez fa spallucce, "non è colpa mia" ammette scherzando ai giornalisti, dopotutto "sono i miei avversari che devono preoccuparsene" dirà poi con una punta d'ironia, ma forse il punto è proprio questo, perchè vincere è bello, ma vincere lottando lo è ancora di più, lui che di duelli in passato ne ha affrontati molti, e forse ora comincia a sentirne la mancanza. Non che la MotoGP sia facile per Marc Marquez, intendiamoci, e lo sottolinea lui stesso. Le aspettative riposte su di lui sono una costante difficile da gestire anche per lo spagnolo, anche se rispetto al 2013 ora ha tutta la maturità per farlo. Non risparmia poi una lode alla tifoseria spagnola, "sanno come rendere omaggio al motociclismo", ed il pensiero, immaginiamo, forse è tornato indietro, posandosi su quei fischi di Misano che tanto fecero discutere.
"Ieri la performance non era stata ottimale, mancava qualcosa - esordisce lo spagnolo - così siamo tornati un po' alla base che abbiamo usato nelle prime gare, le sensazioni sono migliorate ed oggi ne abbiamo avuta la conferma. In gara, anche se le temperature più alte hanno reso tutto più difficile, mi sentivo più a mio agio. Per la gara il piano era di partire subito in testa. Oggi abbiamo ottenuto dodici punti preziosi, ma sopratutto volevo davvero festeggiare e sapere cosa si prova a farlo dopo una sprint alla curva Nieto e Peluqui. Era la cosa che aspettavo di più ed è questo il senso del motociclismo. Mi è piaciuto molto, perché hanno urlato Márquez, hanno urlato il nome di Alex, anche lui è un Márquez ma hanno chiamato lui Álex e me Márquez (sorride), ma hanno celebrato anche Pecco. Questa è una delle cose che mi piace dei tifosi spagnoli, qui a Jerez sanno come rendere omaggio al motociclismo”.
Le sprint dovrebbero regalare più spettacolo, ma così non è stato oggi, sei uno showman la cosa ti preoccupa?
"No, sono felice, sono i miei avversari che devono preoccuparsene, prosegue scherzoso, devono cercare di mettermi in crisi e so che ci riusciranno, non tutte le sprint saranno come questa. Non dobbiamo dimenticarci che ora siamo in Europa, questo significa tracciati più stretti e difficoltà nei sorpassi. Oggi ho sorpassato Fabio ma si trattava di una Yamaha, farlo con una Ducati sarebbe stato più difficile. La mancanza di spettacolo? Non è colpa mia", sorride quindi lo spagnolo.
A proposito del francese, ti aspettavi una lotta?
"Non mi aspettavo quella prima curva da Fabio, ma stiamo parlando di Quartararo, ha un grande talento. Ha sorpreso voi come ha sorpreso me alla prima curva perchè pensavo di aver già conquistato la testa della gara, invece è tornato all'attacco con una frenata al limite. Poi ho notato di essere più veloce e l'ho sorpassato di nuovo, ma è stato bello tornare a lottare con lui ancora una volta. Sono contento per lui e per il campionato, abbiamo bisogno di avere nomi come Quartararo davanti, e anche degli altri marchi, anche se corrono contro la Ducati. Noi continueremo a lavorare per avere sempre la moto migliore, ma anche avere più varietà è bello e penso aiuti molto il campionato".
Il podio qui lo scorso anno fu un sospiro di sollievo, oggi che emozioni provi dopo questo successo?
"Le emozioni in un weekend di gara spagnolo sono una delle cose più difficili da tenere sotto controllo, specialmente in questo momento. Sembra facile dall'esterno, tutti si aspettavano una vittoria oggi, un'altra domani, tutti si aspettano un Marc incredibile, ma non è facile. Sono umano, lo abbiamo visto ad Austin, tutti possono commettere errori. Per me la cosa importante è che ho conquistato un altro piccolo vantaggio in classifica, il che mi da la chance di essere ancora lì qualora commettessi un altro errore".
E rispetto al tuo primo podio spagnolo in MotoGP nel 2013?
"Sicuramente le mie emozioni sono più sotto controllo. Avevo solo venti anni quando arrivai qui con la Honda dopo la vittoria ad Austin, le mie emozioni subivano molti più alti e bassi. Ma quando sei sulla moto le emozioni sono le stesse, sei lì e spingi".
Oggi in qualifica hai ricevuto una multa per quell'episodio all'uscita della pitlane.
"A essere sinceri, mio fratello era leggermente più avanti e stavo guardando lui, mi stavo riscaldando poi ho notato la bandiera rossa ed il semaforo e mi sono fermato. Penso che lui invece non se ne sia accorto. Uscire dalla pitlane per primi non è un vantaggio di per sé, ma è importante per evitare le bandiere gialle. Ieri ero 4° per via di una bandiera gialla così oggi ho cercato di uscire prima, l'ho fatto anche alla seconda uscita".
Hai avuto problemi di vibrazioni?
"Qualche piccola vibrazione c'è stata ma solo in alcune curve, è un qualcosa legato alla frenata, ma se hai un vantaggio dai tuoi avversari puoi tenere tutto sotto controllo, perchè sai in quali curve si presenterà il problema. Ho capito come gestire questa cosa a patto di avere un distacco da sfruttare".
Che aspettative hai per la gara di domani?
"Per domani, sarà importante capire a che punto siamo con la media posteriore. La pista cambia molto dalla mattina al pomeriggio con quei 20 gradi in più di temperatura sulla pista, questa sarà la chiave. Ovviamente tra i miei avversari vedo le tre Ducati, ma anche Quartararo, anche se dice di non averlo, ha un ottimo passo. Alex con la media ieri è stato il più veloce, quanto a Pecco poi, la domenica fa sempre uno step, quindi sarà dura.”