Lasciato il Sachsenring con un 22° posto nella Sprint e il 7° nel Gran Premio di Germania, Pedro Acosta è pronto per toccare con mano il mondo della KTM, sfruttando le settimane di vacanza che separano i piloti della MotoGP dal prossimo appuntamento a Silverstone, in programma a inizio agosto, per recarsi in Austria alla scoperta della fabbrica della Casa di Mattighofen.
“Ho un biglietto di sola andata, ma non di ritorno. Vedremo quanti giorni e quante settimane resterò lì” ha spiegato il giovane spagnolo al termine del weekend tedesco, spiegando le motivazioni dietro al suo viaggio nel cuore della KTM: “È sempre meglio comunicare le cose faccia a faccia. Anche se resterò lì per una settimana, o comunque per tutto il tempo necessario, ogni giorno ci sono nuove domande, nuove cose da fare e persone da conoscere. Sebbene abbia vestito di arancione per molto tempo, anche se ora sono in rosso, nel team della Moto3 ci sono soltanto tre persone e in Moto2 avevamo una Kalex, quindi non conosco tutte le persone che stanno lavorando al progetto. È bene conoscerli e sapere chi posso sfruttare in certi momenti e perché. Andrò lì con il mio capotecnico Paul Trevathan e ‘Oli’, il tecnico delle sospensioni”.
Proprio nel fine settimana in Germania è arrivata la notizia della separazione tra la KTM e il suo responsabile tecnico Fabiano Sterlacchini, su cui si è espresso anche lo stesso Acosta.
“Quello che è successo questo weekend sarebbe successo con o senza di lui. La conclusione a cui sono giunto è che la gestione della parte Racing in KTM è stata un po' strana, perché Fabiano non è venuto a tutte le gare. L’ho visto soltanto in tre appuntamenti - ha osservato - Uno dei motivi per cui volevo andare in Austria era proprio quello di sedermi con lui e farmi spiegare un sacco di cose che magari per un altro pilota possono essere normalissime, ma che io non capisco e non ho trovato nessuno che mi spiegasse. Per questo volevo parlargli, ma alla fine, Roma non è stata costruita in un giorno. Non so se la nostra torre sarà come quella di Pisa, ma cercheremo di farla dritta”.
Chiare quindi le intenzioni del due volte Campione del Mondo, che vuole sincerarsi dell’organizzazione interna della KTM e del funzionamento della fabbrica, per accertarsi del fatto che ci siano tutti i presupposti per poter ricevere ciò di cui ha bisogno per rendere al massimo.
“La prima cosa che farò sarà incontrare le persone e vedere cosa succede e come funziona tutto. Quando andrò a dormire il primo giorno, capirò tutti i ruoli, chi comanda dove e perché si fanno le cose. Perché adesso è molto facile criticare o chiedere cose che io al momento non so nemmeno come vengono fatte. Preferisco prima informarmi e vedere perché le cose vengono o non vengono fatte, o chi dà il potere a uno e lo toglie a un altro, in modo da capire che strada prendere”, ha spiegato.
Interrogato poi sul divario tra la Casa austriaca e i rivali della Ducati, Acosta ha risposto con filosofia: “Roma non è stata costruita in un giorno. Devi entrare nel problema per vederlo. Sapevo di voler essere qui e lo voglio ancora. Nessuno mi ha messo nella tana del leone e ora sta a me aprirla un po’ e uscirne”.
Il portacolori del team GasGas Tech3 punta in alto ed è anche per questo che ha valutato con una certa severità il suo rendimento nella prima parte di stagione.
“Mi darei un 4,5 su 10, non su 5 - ha affermato - Dobbiamo essere realisti e riconoscere che avremmo potuto fare molto peggio e molto meglio. Errori da parte mia? Le cadute a Le Mans, a Barcellona e la scorsa settimana ad Assen. Non so quanti punti avrei potuto ottenere, ma ne abbiamo persi molti. Questa mentalità austriaca con cui sono cresciuto nel Mondiale, secondo cui ‘siamo migliori di quello che stiamo facendo’, mi fa capire che si può sempre migliorare. Non cerco scuse”.