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MotoGP, Nakagami: “Soffriamo dal 2022, quando la Honda ha perso il suo DNA”

“Honda ha sempre cambiato la moto ogni anno, ma il concetto generale era sempre lo stesso. All'improvviso è cambiato tutto e usare i dati che avevamo è diventato impossibile”

MotoGP: Nakagami: “Soffriamo dal 2022, quando la Honda ha perso il suo DNA”

Takaaki Nakagami non ha usato mezzi termini per parlare della situazione che si vive in Honda, definendola al Sachsenring “la più grande crisi di HRC e della mia carriera”. Divenuto una pedina ormai fondamentale per gli equilibri della Casa giapponese, anche ad Assen il 31enne di Chiba è stato l’unico dei piloti titolari della Honda a portare al traguardo la RC213V, firmando, con un ottavo posto, il suo miglior risultato in stagione.

La quarta Top 10 di Nakagami in questa prima travagliata metà di campionato, che è stata segnata dagli infortuni di Alex Rins, Joan Mir e Marc Marquez. Con quest’ultimo costretto a rinunciare al secondo Gran Premio consecutivo, dall’aggravarsi dell’infortunio riportato in Germania. 

“Finora è stata una stagione molto dura, con molte cadute e alcuni infortuni. È un periodo molto difficile ha ammesso l’alfiere del Team LCR in un’intervista a Speedweek, in cui ha analizzato più nel dettaglio la crisi che ha portato la Honda a vincere una sola gara nell’ultimo anno e mezzo. “Nel 2022 abbiamo iniziato a soffrire alcuni fine settimana, anche se non in tutte le gare. Da pilota, credo che questa situazione non si sia verificata solo nel 2023, ma che si trascini dal 2022, ha spiegato Takaaki.

Secondo Nakagami, infatti, proprio la decisione della Honda di adottare una RC213V totalmente rivista per la scorsa stagione è stata la ragione alla base delle difficoltà dei piloti della Casa giapponese, che hanno perso di punto in bianco tutte le caratteristiche della moto a cui erano abituati. 

Sono arrivato in MotoGP nel 2018 e ogni anno cambiavano la moto e ne portavano una nuova. Il concetto generale però rimaneva sempre lo stesso, cambiava il carattere del motore, che aveva più coppia o un'erogazione di potenza diversa, ma il telaio e il feeling con la ruota anteriore e posteriore rimanevano gli stessi. La moto aveva sempre lo stesso carattere, ma all'improvviso tutto è cambiato - ha raccontato il 31enne - La moto del 2022 ha cambiato completamente concetto. Era completamente diversa su tutti i livelli. Il telaio, la geometria, la sensazione all'avantreno... La moto ha perso il DNA Honda, quindi ho dovuto cambiare lo stile di guida che avevo acquisito quattro anni prima”.

Persi i riferimenti, i portabandiera della Honda hanno faticato a trovare la giusta direzione da seguire, ritrovandosi nella confusione più totale quando è stata concessa loro la piena libertà di sviluppo.

“La prima impressione non è stata negativa. Mi piaceva che la moto fosse diversa da quella che avevamo guidato fino ad allora, ma quando è iniziata la stagione il problema più grande è stato il fatto che non potevamo attingere a tutta l'esperienza accumulata negli anni. Prima utilizzavamo i dati raccolti quando ci perdevamo con la messa a punto nel fine settimana, ma nel 2022 era impossibile - ha sottolineato il nipponico - I quattro piloti avevano telai diversi e seguivano strategie di sviluppo diverse. Non potevamo copiare nulla, non potevamo scambiarci dati, non potevamo nemmeno condividere le idee perché ognuno aveva le sue”.

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