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Tutti i dubbi di Honda e Marquez: un rompicapo per solutori esperti

Mir e Marc correranno ad Assen? A HRC interessa ancora fare moto da corsa? La crisi non è solo tecnica ma interna e per uscirci servirà tempo

MotoGP: Tutti i dubbi di Honda e Marquez: un rompicapo per solutori esperti

La Honda è uno di quei rompicapi che sulla Settimana Enigmistica riporterebbe la scritto “solo per solutori esperti”. Raccapezzarsi fra quello che sta succedendo nei meandri del box giapponese non è semplice, perché anche quello che sembra chiaro può diventare oscuro. 

Mir e Marquez saranno ad Assen?

Partiamo dalle certezze: sicuramente Nakagami correrà ad Assen, come è altrettanto certo che Rins non lo farà (nei prossimi giorni dovrà sottoporsi alla seconda operazione a tibia e perone fratturati al Mugello). Se qui c’è chiarezza nel team LCR, in quello ufficiale molto meno. L’infortunio alla mano di Mir è stato più grave del previsto, al Sachsenring non c’era e ad Assen non si sa ancora. E Marquez? In teoria dovrebbe correre in Olanda, perché i medici l’avevano dichiarato ‘fit’ (cioè idoneo a salire in moto) già domenica in Germania, prima che Marc decidesse di alzare comunque bandiera bianca. Quindi sulla carta non dovrebbe avere problemi, ma prima di una comunicazione ufficiale si rimane nell’incertezza.

Quindi Honda, ad Assen, avrà sicuramente almeno uno dei suoi piloti titolari, con gli altri tre in dubbio. Per regolamento, Rins dovrà essere sostituito e lo stesso varrebbe per Mir nel caso non ci fosse, quindi la scelta ricadrebbe sul collaudatore Bradl e sul pilota SBK Iker Lecuona, che a Jerez aveva già riempito il buco lasciato da Marquez infortunato.

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Qui, però, nasce un’altra domanda: perché Stefan non è stato chiamato già al Sachsenring, dove c’erano solo Marc e Takaaki? La risposta è complicata, perché non avere un altro pilota nella situazione in cui si trova la Honda ha a prima vista solo contro e neppure un pro. Il tedesco avrebbe potuto raccogliere dati, fare delle prove, mentre tutto è stato lasciato (ancora una volta) sulle spalle di Marquez che, a un certo punto, hanno ceduto. 

Secondo quanto riporta Speedweek, Marc nel warm up del GP del Sachsenring avrebbe dovuto provate due assetti diversi in appena 10 minuti. Troppo e infatti il piano non ha funzionato.

L’asse Spagna-Giappone si è sgretolato

Sarebbe già difficile in una situazione tecnica buona, ma quella della Honda rende tutto peggiore. Anche perché ormai è chiaro che l’asse Spagna-Giappone stia scricchiolando, per non dire che è già collassato. Da una parte ci sono il team manager Alberto Puig e gli uomini di Marquez, dall’altra i vertici di HRC. La misura è colma e i primi segnali sono arrivati.

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Emilio Pérez de Rozas è un giornalista molto vicino a Marquez e in un articolo pubblicato su El Periodico ha raccolto lo sfogo di un dirigente di Honda che ha voluto restare anonimo: “i giapponesi si sono dimenticati come si fanno le moto da corsa. Anzi non sono più interessati a farle. A loro non interessa quello che si succede. Forse la decisione di Marc di non correre al Sachsenring, il suo regno, li sveglierà dal letargo, ma ne dubito”.

La spaccatura non potrebbe essere più netta, anche se Marquez ha cercato di ricucirla chiedendo al Mugello un incontro con il vicepresidente di Honda Motor Aoyama. Difficile dire se darà dei frutti, ma ci ha comunque provato. perché a Marc non piace arrendersi come ha fatto in Germania e, ora che le sue condizioni fisiche sono buone, sa che è la moto a essere il problema.

Servirebbero le concessioni

Ecco l’ennesimo rompicapo: come fare a renderla nuovamente competitiva? HRC ha le risorse economiche e professionali per farcela, ma non il tempo. Perché la MotoGP è cambiata, i test sono sempre meno e il nuovo format di gara non lascia tempo ai piloti per fare delle prove, altrimenti butterebbero all’aria ogni speranza di fare qualche risultato.

Serverebbero le concessioni. Lo aveva detto in tempi non sospetti Pol Espargarò, prima di lasciare la barca che sta affondando. È vero perché darebbero la possibilità a Honda di fare test al di fuori delle gare e sviluppare veramente la moto. Invece così, gli uniche giornate di prova disponibili quest’anno saranno un giorno a Misano dopo il GP e un altro a Valencia. 

Peccato che si già sicuro che le concessioni la Casa giapponese non le potrà avere, ‘colpa’ di Rins che ha vinto ad Austin. Quindi bisognerà rimboccarsi le maniche e scoprire se alla Honda interessa ancora fare moto da corsa, cosa in cui ha dimostrato in passato di riuscire alla perfezione.

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Matteo Aglio