MotoGP, Pernat: "Yamaha & Rossi, disastro tecnico e psicologico"

FAST BY PROSECCO DOC - "Spero di vederlo di nuovo in forma presto, intanto onore ad una grande Suzuki. Bravo Brivio, bravi in Giappone. Adesso speriamo che gli italiani vincano in Moto2 e Moto3"

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Uno dei titoli più incerti della storia della MotoGP è stato assegnato. Ma definirlo come un titolo 'assegnato' non rende giustizia al talento di Joan Mir, che questo titolo in realtà l'ha conquistato con un rendimento di gran lunga migliore di quello dei tanti rivali in pista. Ad aiutare il giovane spagnolo c'è stata senza dubbio la crescita della Suzuki, in grado di mettere in pista la moto più equilibrata del lotto. Un'arma fondamentale in una stagione in cui era importantissimo avere un rendimento costante su tutti i circuiti.

Il nostro Carlo Pernat si è meritato un paio di bicchieri di Prosecco DOC dopo il Gran Premio ed ha affrontato tante altri temi nella sua analisi successiva alla gara. Dai tanti problemi della Yamaha e di Valentino Rossi, alla definitiva esplosione del grandissimo talento di Franco Morbidelli. Senza dimenticare ovviamente i campionati Moto2 e Moto3, che vedono in lotta diversi italiani che potrebbero conquistare il titolo. 

"Allora ragazzi, il mondiale MotoGP è finito qui a Valencia, con la vittoria di Mir. Cento anni di storia della Suzuki, vittoria del mondiale, coincidenza perfetta. Erano praticamente 20 anni che mancava il titolo alla Suzuki, aveva vinto Kenny Roberts Jr nel 2000. C’è voluto un gran lavoro, soprattutto tecnico da parte degli ingegneri, da Ken e da Sahara San, il capo. Ma soprattutto di Davide Brivio, che ha fatto un team veramente favoloso, con due piloti giovani, incredibile come Mir e Rins. Bravo Davide, brava Suzuki. Ora bisognerà rifarsi anche il prossimo anno".

Secondo Pernat questa stagione è stata strana sotto tanti punti di vista. 

"Un anno difficilissimo, un anno strano con tre gare consecutive, poi uno stop, poi altre tre gare consecutive. Si corre nei circuiti con temperature completamente diverse rispetto al soltio. Quindi ci sono stati problemi grossi delle gomme. Le gomme quest’anno hanno avuto una grande importanza secondo me nel mondiale. La Michelin si è trovata i Gran Premi in dei circuiti dove lei non aveva quasi mai provato con temperature completamente diverse da quelle previste. Quindi questo è stato un po’ il leit motiv del mondiale".

Le Michelin hanno condizionato molto la stagione di tutti, penalizzando in particolar modo qualcuno, secondo il nostro Carletto. Valencia 2 ha anche regalato un grandissimo spettacolo in pista. 

"Le Michelin non si sono adeguate purtroppo a tante Case. La Ducati francamente quest’anno ha fatto un po’ un disastro. C’è voluto Miller ieri per far vedere che la Ducati va. Contento Gigi Dall’Igna e c’è stato un ultimo giro che è stato uno spettacolo. Io penso che sia stata una goduria per gli sportivi l’ultimo giro di Morbidelli e di Miller è stato meraviglioso. Abbiamo un gran pilota, che è Franco Morbidelli. Sembra che sia l’unico che faccia andare la Yamaha. Bravo, ha fatto un pacchetto particolare. La sua moto è la più lenta di tutte, anche delle altre Yamaha. Però è una moto che lui guida veramente bene e per quello che ha fatto domenica, se doveva fare un salto di qualità, l’ha fatto ma non ce n’era bisogno. Per me Morbidelli è uno di quelli che il prossimo anno il mondiale lo può sicuramente vincere".

Chi sorride a metà è la Yamaha, che ha vinto ancora con Morbidelli, ma si è mostrata in grande difficoltà con gli altri piloti. 

"La Yamaha pur avendo vinto sei Gran Premi, ha fatto dei mezzi disastri, perché poi Quartararo non è più il Quartararo che conosciamo. Vinales è un po’ imbarazzante. Su Valentino, io direi che è meglio non dire niente perché gli ultimi sei o sette Gran Premi sono stati un disastro sia tecnico che psicologico. Si dovrà rimettere a posto. Comunque onore ad una Suzuki fortissima".

In Moto2 e Moto2 ci sono tanti italiani in piena lotta. La speranza è di portare almeno un titolo iridato a casa a fine stagione. 

"Adesso tocca un po’ vedere cosa succederà in Moto2 e Moto3. Perché abbiamo degli italiani che si giocano tutto. Abbiamo Enea Bastianini che è il testa con 14 punti, ci sono anche Marini e Bezzecchi ancora in gioco, è bellissimo questo campionato. E c’è anche la Moto3, dove sicuramente Arenas è in testa, però Arbolino dopo la gara di domenica è arrivato a 11 punti. Sta pensando che se non l’avessero fermato per un Covid che non aveva, ed era negativo, probabilmente oggi le cose sarebbero diverse. Però è tutto in gioco ancora a Portimao. Quindi vediamo questi due mondiali se due italiani la potessero spuntare. Sarebbe veramente meraviglioso per noi, per i giovani, per il nostro futuro".

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