MotoGP, Rossi: "Nel 2021 al 99% correrò con Petronas e forse anche nel 2022"

"Manca solo la firma, dobbiamo sistemare la mia squadra ma non ho molto potere decisionale, la prima scelta spetta a Quartararo. Lo stop? Ho scoperto che mi piace stare a casa"

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Questo non sarà l’ultimo anno in MotoGP per Valentino Rossi, e forse nemmeno il penultimo. Il Dottore non ha messo ancora nero su bianco la sua firma sul contratto con Petronas, ma la decisione è già stata presa e solo la scaramanzia non concede al Dottore di dare una certezza assoluta.

È stato scritto che ho firmato, ma non è vero - sottolinea il Dottore da Jerez, dove ha chiuso al 5° posto la giornata di test - Però siamo molto vicini a farlo, voglio continuare a correre e ho già parlato con Yamaha e Petronas. Ci sono solamente alcuni dettagli da sistemare, parlo della mia squadra tecnica, ma posso dire che al 99% continuerò a correre con loro”.

Sarà un accordo per un solo anno?

Ho ragionato su questo, non mi piaceva di andare in Petronas sapendo che sarebbe stato sicuramente la mia ultima stagione, così ne ho parlato con Jarvis e con la Yamaha. Il contratto sarà per il 2021 ma con un’opzione per il 2022. Il prossimo anno, durante la pausa estiva, decideremo insieme se continuerò o meno”.

Prima però c’è da finalizzare l’accordo.

Stiamo parlando della mia squadra, perché anche Quartararò cambierà team e quindi ci molto pedine da muovere, è come una partita a scacchi. Per questo motivo ci vorrà ancora un po’ di tempo per sistemare tutto. Andando nel team ufficiale, sarà Fabio a scegliere per primo, io non ho molto potere decisionale. Sicuramente David (Munoz, il nuovo capotecnico ndr) verrà con me, per gli altri si deciderà. Ci saranno sicuramente dei cambiamenti, se saranno grossi lo saranno sia per me che per Quartararo, lo stesso se saranno piccoli”.

È la prima volta che dici di non avere potere decisionale in Yamaha…

Non ho grossi problemi da questo punto di vista, questo stop mi ha fatto capire tante cose. Mi è piaciuto stare a casa, sapevo che continuare avrebbe significato un grande sforzo da parte mia, ma questo periodo mi ha fatto prendere questa decisione a cuor leggero”.

Si può vivere senza moto?

Quello no! Come avrete visto sui social ci sono andato molto in queste ultime settimane. Quello che mi preoccupava era lo stare a casa, senza muoversi, senza avere la pressione delle gare. All’inizio è stato noioso, ma poi ogni giorno che passava mi sentivo meglio. Alla fine mi piace stare a letto e non fare un cazzo! (ride) È stato interessante pensare al mio futuro e capire delle cose”.

Com’è stato tornare nel paddock?

Non penso di essere mai stato in tutta la mia vita per così tanto tempo senza gare, tornare sulla M1 è stata una sensazione fantastica. Certo le cose sono un po’ diverso, bisogna mettere la mascherine, fare attenzione, ma c’è anche tanta tranquillità. Ho potuto passeggiare nel paddock senza problemi, non mi capitava dal 1997 (ride)”.

In moto come è andata?

Al mattino non male, ho usato la gomma morbida per fare il tempo e sono 5° nella classifica combinata. Nel pomeriggio ho provato diversi pneumatici, ma con il caldo ho fatto più fatica. Non sono contento del bilanciamento della mia M1, c’è da lavorare”.

Un campionato così diverso potrà avvantaggiarti?

Lo spero, ma penso anche che non cambierà molto. Ci sono molte gare ravvicinate, ma sono minori come numero. Solitamente a luglio siamo già a metà campionato, ora invece siamo freschi e non sarà un problema affrontare tanti GP di seguito. Però sono curioso della doppia gara sullo stesso circuito, sarà interessante vedere cosa succederà nella seconda gara”.

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