Profile picture for user Paolo Scalera

Aprilia in nero, MotoGP in rosso: la crisi silenziosa degli sponsor

MotoGP, lo show senza sponsor: Liberty Media davanti alla montagna più ripida. Il motociclismo il rodeo perfetto: ma non ha ancora imparato a vendersi, manca il racconto: senza personaggi non esiste business

Aprilia in nero, MotoGP in rosso: la crisi silenziosa degli sponsor

La prime presentazioni del 2026 hanno evidenziato - o meglio, confermato - l’assenza di un reale interesse dei grandi sponsor per la MotoGP. La carenatura nera, con la grande scritta Aprilia la cui ‘A’ è stata trasformata in una testa di leone in omaggio alle origini della casa veneta ne è la conferma: a Noale il principale sponsor è ancora la Piaggio di Colaninno.

Il che suona incredibile se si pensa che la RS-GP con Marco Bezzecchi e Raul Fernandez ha vinto  4 Gran Premi risultando seconda nel mondiale marche alle spalle della Ducati e nelle sue fila ha Jorge Martin, iridato nel 2024.
Intendiamoci, nulla di male. La Honda spesso ha scelto la medesima strategia ai tempi di Mick Doohan. Quando esistono risorse interne e il finanziamento non è adeguato ai costi, meglio il proprio marchio che regalare spazi.
La realtà, però, è che se si eccettua Ducati con il marchio cinese Lenovo, KTM con Red Bull, Yamaha con Monster, non vediamo granché di marchi realmente internazionali.

Il logo più riconoscibile sulla carenatura dell’Aprilia infatti è Sterilgarda che non può essere considerato un “marchio internazionale”. E’un brand fortemente riconosciuto e distribuito in molti Paesi con una presenza stabile e capillare. Sterilgarda può vendere anche fuori Italia, ma la notorietà e il mercato principale restano italiani.

Pertamina, al contrario, sulla carenatura del team VR46-Ducati,  è una compagnia energetica statale indonesiana (PT Pertamina) e opera anche fuori dall’Indonesia, soprattutto tramite esplorazione e produzione (upstream) in alcuni Paesi, trading e shipping di petrolio e gas, partnership e joint venture con gruppi esteri. Detto questo, il suo mercato principale e la riconoscibilità più forte restano in Indonesia.

D’altro canto anche Prima assicurazioni, sponsor di Pramac-Yamaha dal novembre 2025 è entrata nel gruppo assicurativo francese AXA, che ha acquisito la maggioranza del 51% del capitale e può quindi essere considerata un brand internazionale. Il team Prima-Pramac sulla carenatura sotto il marchio Alpine, che è un brand automobilistico, parte del Gruppo Renault, con presenza e riconoscibilità globale, ha anche 21.com è una piattaforma di casinò online e scommesse sportive accessibile via web, attiva su mercati esteri e operante con licenze del settore gambling.
Più sfumati sono i contorni di BK8, lo sponsor del team Gresini tramite BK8 News. BK8 infatti è un brand di iGaming (scommesse e casinò online). In pratica offre servizi digitali come: scommesse sportive, casino online (slot, giochi live, ecc.) promozioni e programmi VIP. Opera online e punta a un pubblico internazionale, soprattutto dove questo tipo di servizi è legale o molto richiesto.

Trackhouse, attuale sponsor del team satellite Aprilia ha ottenuto considerazione internazionale proprio grazie alla visibilità globale della MotoGP, anche se nasce e si sviluppa in USA.
Da questa brevissima analisi si comprende facilmente che il cammino che Liberty Media dovrà affrontare per far salire il valore commerciale ella MotoGP è lungo ed arduo. Il prezzo pagato per acquisire i diritti della categoria: 4,2 miliardi di euro, è una cifra che certifica ambizioni alte, ma anche il peso della sfida.

Il confronto con la Formula 1 è inevitabile e, soprattutto, impietoso. A gennaio 2026, la F1 vantava una capitalizzazione di mercato di circa 19,8 miliardi di euro, mentre i ricavi annuali del 2025 hanno superato i 3,5 miliardi di euro. Numeri che raccontano un ecosistema ormai maturo, con un modello di business consolidato e una capacità di monetizzazione globale.

L’unica scossa, possiamo definirla economica, del 2025 è arrivata in MotoGP quando l’ex team principal Haas in Formula 1, Guenther Steiner ha acquistato il team KTM Tech 3 di Hervé Poncharal per una cifra stimata attorno ai 20 milioni. Importo che però il manager francese non ha confermato. Molto denaro? Insomma. Secondo Forbes la Haas è valutata 1,5 miliardi di dollari e genera 150 milioni di dollari di ricavi, mentre al top della F1 c’è ovviamente la Ferrari con 6,5 miliardi di valutazione e 670 milioni di dollari di ricavi.

Follow

OK, il mondo dell’auto è un’altra galassia, imparagonabile. E’ l’oceano, la MotoGP il mar Mediterraneo, eppure la MotoGP avrebbe l’appeal di uno sport globale se non fosse visto solo come ‘motociclismo’, ma piuttosto come un grande show in cui il rischio è trasformato in uno spettacolo. Un rodeo, e forse è ciò che potrebbe piacere agli americani. Perché, diciamocelo, l’attuale F1 è noiosa e slegata dal mondo delle commerciale delle quattro ruote anche se legata a doppio filo.

C’è molta più similitudine fra una attuale MotoGP ed una Supersportiva da strada che fra una F1 e qualsiasi Supercar. Ad iniziare dall’aspetto.

Il problema del motociclismo, però, sono i suoi attuali (pochi) sponsor che non investono al di fuori della sponsorizzazione. Prendiamo Lenovo: vince gare a ripetizione, il mondiale, mette il marchio sulla Casa più riconoscibile del campionato e cosa fa all’esterno? Poco o nulla. 

Podcast

Ci si lamenta, però, che la visibilità attuale è scarsa, ma non dipende, come dicono alcuni, dall’attuale presenza di altre due categorie, Moto2 e Moto3, sempre più ridotte ai margini dello show. Nel prossimo futuro ci sarà un ulteriore giro di vite sulle cosiddette ‘classi minore’, in termine di meno spazio per i box, che saranno allargati solo per la MotoGP, ma anche su tutto quello che concerne la visibilità delle gare.

Un errore, perché nel passato la Spagna è diventata grande nel mondo delle due ruote grazie ad Angel Nieto, 12+1 titoli iridati nelle piccole categorie, e solo grazie a lui oggi abbiamo un personaggio come Marc Marquez. Ricordiamolo alle nuove generazioni: durante il GP di Spagna il pubblico abbandonava anzitempo le tribune quando partiva la classe 500 di Mick Doohan. Ciò significa che il pubblico ama i personaggi che gli si propongono, indifferentemente da quale cilindrata cavalcano.

Purtroppo nel recinto manageriale del nostro sport non vediamo personaggi con una visione allargata, periferica, e forse ciò è dovuto all’impossibilità di attrarre figure di alto livello. Se si vogliono menti eccelse, bisogna pagarle di conseguenza. E purtroppo gli stessi team non sfuggono a questa logica: gli investimenti delle Case sono eminentemente tecnici. Si spende più in riparazioni di moto distrutte nelle inevitabili cadute, che in comunicazione. Questo è un dato di fatto. Incontrovertibile.

Share this article
Italian