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Moto o monoposto di una F.1 su due ruote? Per fortuna che c'è Marquez

Quando la meccanica e l'elettronica vanno a braccetto le MotoGP viaggiano sui binari, divise da pochi centesimi concendendo poco o nulla alla fantasia...a meno di chiamarsi Marquez


Moto o monoposto di una F.1 su due ruote? Per fortuna che c'è Marquez

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Se vi entusiasmano sorpassi e controsorpassi, nel più puro Superbike-style e vi siete persi il Gran Premio di Jerez, non riguardate la gara. Non fa per voi.

Se invece siete fra quelli che amano stare con il fiato sospeso per 25 giri non proseguite nella lettura e fate partire la registrazione: non rimarrete delusi. A posto? Avete abbandonato questo pezzo, possiamo proseguire? Bene, vado.

A Jerez non è successo niente, ma è stato proprio questo ‘niente’ ad essere emozionante perché abbiamo assistito a due Gran Premi distinti: quello per la vittoria, fra Pecco Bagnaia e Fabio Quartararo che, com’era nelle previsioni dopo le qualifiche, hanno fatto corsa a sé e quello per il terzo posto fra Jack Miller, Marc Marquez e Aleix Espargarò.

Due sfide identiche con finali profondamente diversi, perché se il pilota della Ducati non ha mai concesso al campione del mondo alcuna possibilità di sorpasso, guidando sempre sul filo del rasoio, ma apparentemente con pieno controllo e la moto (le moto) sempre in traiettoria come su un binario, a movimentare l’altro confronto ci ha pensato un Marc Marquez, chiuso fra Jackass ed il pilota dell’Aprilia, assolutamente determinato a provarci. A qualunque costo.

Un primo attacco vincente a Miller, una perdita di controllo salvata come ai vecchi tempi con il risultato però di ritrovarsi quinto dietro ad Aleix e Jack e poi un improbabile staccata profonda, tutto all’esterno, con traverso per chiudere la traiettoria, che gli ha consentito di rimanere davanti e di terminare il Gran Premio ai piedi del podio.

Marquez: un 4° posto festeggiato come una vittoria

Un quarto posto festeggiato come una vittoria con tanto di lancio dei guanti al pubblico. Un gesto che la dice lunga sulla soddisfazione del fuoriclasse di Cervera che ha guidato al limite delle possibilità della Honda RC213-V, non alle sue.

Fatto confermato dal 7° posto di Takaaki Nakagami, sempre veloce a Jerez, alle spalle di Mir, ad appena due secondi da Marc.

I cinque giri finali del terzetto, e l’ultimo di Pecco e Fabio che hanno concluso sul traguardo divisi da meno di tre decimi, sono bastati ad illuminare un Gran Premio corso da questi sei piloti sempre sul filo del rasoio. Che poi quello di Bagnaia e Quartararo fosse particolarmente affilato se confrontato con il terzetto degli inseguitori poco conta: questa MotoGP ipertecnologica ci ha ormai abituato - può piacere o no - a sfide di questo tipo. Perché basta che qualcosa non funzioni per trasformare un pilota vincente in un comprimario.

E’ il caso di Enea Bastianini i cui sforzi gli hanno fruttato appena una ottava posizione, centrata grazie ad un guizzo sul meno esperto ma estremamente promettente Bezzecchi.

La MotoGP oggi concede poco allo spettacolo se tutto funziona alla perfezione

Il resto è sotto-clou con le cadute di Zarco e Bradl e Martin, poi rientrato in gara dead last.

Purtroppo questa MotoGP poco concede alla fantasia se l’elettronica e la meccanica non si sposano alla perfezione, e ci perdonino il protagonisti se, dopo sei Gran Premi la classifica che vede Quartararo ed Aleix Espargarò al comando del mondiale divisi da appena 7 punti, davanti a bastianini a -20 non ci convince.

I primi due, infatti, sono gli unici a non avere nel tabellone nemmeno uno zero. Pugilisticamente sono rimasti sempre al centro del ring. E se pensiamo che Marquez con un no-show ed uno zero è 9° a -45 dalla vetta, bene, ci aspettiamo che le emozioni siano ancora di là da venire.

Abbiamo visto boxeur coriacei e fisicamente molto validi, ma sul tappeto, scusate sull’asfalto, l’unico a danzare è stato Marquez che, come dice giustamente il nostro Carlo Pernat è un Marc ‘meno qualche cosa’, ma sempre in possesso, dentro al suo guanto destro, di un colpo risolutore. Una volta, ovviamente, che avrà recuperato sé stesso.

Detto questo, il mondiale comincia ora, con Pecco 5° assoluto che ha recuperato i primi 5 punti a Quartararo ed ora è a -33.

Si riparte fra due settimane, il 15 maggio, a Le Mans. Sarebbe bello poter dire ‘fuori i secondi’, ma qui si ragiona sui decimi e centesimi. Confronto stellare? Sì e no. Ci dobbiamo abituare a queste nuove macchine sempre più perfette che chiamiamo ancora ‘moto’, ma sono sempre più simili a monoposto di F.1 con due sole ruote.

 

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