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Campinoti-Pramac ad un bivio fra Ducati e Yamaha, ma la prima guida dov'è?

Il manager senese deve ancora decidere il futuro della sua squadra, ma al momento, se vuole restare dov'è - e con due Ducati ufficiali - gli ci vorrebbe un top rider, che non ha più

Campinoti-Pramac ad un bivio fra Ducati e Yamaha, ma la prima guida dov'è?

Marquez ha giocato benissimo le sue carte la settimana scorsa al Mugello scatenando un terremoto con la sua dichiarazione di non voler accettare un eventuale passaggio in Pramac. Una scossa tellurica che Richter avrebbe valutato di magnitudo 9.

Il risultato ottenuto è stato quello di spaventare così tanto manager e piloti coinvolti da farli correre ai ripari: e mentre Enea Bastianini si rifugiava con un precontratto fra le braccia della KTM, Jorge Martin si buttava in quelle della Aprilia.

Era necessaria tutta questa fretta? Forse no. E questo soprattutto perché, di fatto, c’era sul mercato ancora una squadra con due moto ufficiali Ducati: il team Pramac di Paolo Campinoti. Anche se è vero che il manager senese è da tempo sul punto di perpetrare un tradimento con la Yamaha.

Ora è vero che Jorge Martin aveva sbandierato ai quattro venti di non voler restare in Pramac, ma le intenzioni sono una cosa, i fatti un altra. E per quanto riguarda Enea Bastianini probabilmente non c’erano molte preclusioni ad un trattamento da ufficiale in Pramac in coppia con Aldeguer.

Il risultato, oggi, è invece che - sulla carta - Paolino Campinoti ha ancora la possibilità di restare con Ducati, visto che l’opzione a suo favore scade a luglio, ma senza alcun top rider. Dunque, come la mettiamo con la dichiarazione di Campinoti: “Il 'no' di Marquez a Pramac? E' un problema suo, non nostro"?

A noi al contrario sembra che un problema al momento Campinoti (e anche la Ducati) ce l’abbia: senza Bastianini e senza Martin gli rimangono Morbidelli e Aldeguer. Un po’ poco per puntare al mondiale, ma ancora abbastanza per essere la squadra di ‘crescita’ per i giovani, ruolo al quale la Ducati la aveva destinata.

La nostra impressione è che l’intera faccenda sia stata trattata con troppo testosterone e poca logica. Perché al momento, con questa situazione, Pramac ha meno potere contrattuale anche con Yamaha, che potrà offrirgli tutte le facilitazioni del mondo, e siamo coscienti anche che alla Dorna la situazione piacerà perché in qualche modo riequilibrerà il campo dei partenti con un team satellite anche per la casa di Iwata, ma la domanda è: è questo che voleva Paolino Campinoti? Oppure, al contrario, desiderava continuare a crescere per essere sempre più appetibile al suo main sponsor - Prima - che, peraltro, ha già riconfermato il suo appoggio per i prossimi due anni?

Ecco, questa è la domanda e la successiva che si pone è per la Ducati: dopo aver perso in mezza giornata due piloti da podio, Martin e Bastianini, accetterà anche di perdere una squadra per lei importante come Pramac?

Al momento, comunque, il manico del coltello ce l’ha la Ducati, anche se la prima decisione spetta a Pramac.

Per chi pensava che la telenovela fosse finita, adesso c’è da attendere, dopo quella di Martin, l’ufficializzazione di Bastianini, ma soprattutto la destinazione del team Prima Pramac, a caccia disperata di una prima guida. Sempre che Morbidelli non si svegli definitivamente, cosa che ci auguriamo. Questo sempre che Pramac rimanga in Ducati, anche perché non ce lo vediamo proprio Frankie seguire Paolino Campinoti in Yamaha!

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