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Di Giannantonio: "L'incidente di Alex? Mi sono nascosto in carena, ho avuto paura"

"La vittoria oggi è che stiano tutti più o meno bene. La dedico al team e a Vale, mi hanno dato amore quando tutti mi voltavano le spalle. Io un contendente al titolo? Ci provo tutti gli anni, ora ho una opportunità"
Di Giannantonio: "Mi sono nascosto in carena e ho chiuso gli occhi, ho avuto paura"

Velocità, adrenalina, paura e gioia per una vittoria che mancava da tanto. Se si dovesse riassumere la domenica di Barcellona, sarebbe un mix di emozioni per Fabio Di Giannantonio,  il pilota romano, quello che sa stringere i denti quando il mondo attorno gli cade a pezzi. Metaforicamente, come nel 2023 quando rischiava di veder naufragare il sogno della MotoGP e tutti "gli voltavano le spalle". Realmente, come oggi quando nascosto dietro al cupolino della propria Ducati evitava i frammenti del terribile incidente di Alex Marquez, prima di tornare sul gradino più alto del podio per la seconda volta in classe regina.

Una prima vittoria questa col team di Valentino Rossi che arriva al culmine di una parabola positiva, in un inizio di stagione in cui il numero 49 sta dimostrando la costanza dei forti, quella che ti permette di sognare il premio più ambito. Una costanza che vede Di Giannantonio terzo in classifica a 26 punti dal riferimento Aprilia e migliore dello schieramento Ducati. Due vittorie diverse, "arrivate in momenti particolari" racconta così ai giornalisti, ma al netto dei risultati "la vera vittoria è che oggi stiano tutti bene", il giudizio del romano, perchè nell'Olimpo della velocità in fondo "siamo ancora umani".

"Una domenica tosta, con tanti alti e bassi, non tanto per i risultati. La vera vittoria oggi è che stiano tutti più o meno bene - esordisce Fabio - è un'ottima notizia per lo sport, uno sport fantastico in cui diamo spettacolo, ma siamo anche umani e vedere queste cose in pista non è facile. La caduta di Alex è stata spaventosa. In quei momenti sei pieno di adrenalina e pensi tante cose, non sai quale sia la cosa migliore da fare, anche se non hai ancora il quadro chiaro sai che devi ripartire e lo fai. Sono solo felice che questi incidenti siano solo immagini per noi per il futuro e non qualcosa di peggiore".

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Ti sei trovato ad un passo dall'incidente di Acosta con Alex e ne sei rimasto coinvolto, cosa hai visto?
"Sono arrivato e ho visto un sacco di pezzi ovunque di cui molti venirci addosso sul rettilineo. Onestamente non so cosa sia successo esattamente, non penso di aver reagito nel modo giusto, tutto è accaduto molto velocemente, ho solo cercato di nascondermi dietro alla carena e ho chiuso gli occhi, ho avuto paura. Forse avrei dovuto spostarmi più a sinistra ma ero spaventato e non sono riuscito a reagire, mi sono bloccato e non è stata la cosa migliore da fare. Arriviamo in quarta a oltre 200kmh e vedi dei pezzi che ti vengono addosso, è una situazione difficile da analizzare. Quando ho visto i pezzi grandi ero ancora nascosto ma non è stato sufficiente e sono stato colpito da qualcosa, una ruota mi dicono. Siamo stati davvero fortunati".

Cosa aiuta nel box a focalizzarsi dopo eventi del genere per risalire in sella?
"Non è stato un momento facile, il team mi ha aiutato a tornare in sella ma senza mettermi pressioni. Erano aperti alla possibilità che mi fermassi dopo il warm up, ma mi sentivo bene e sono tornato in sella con tutta la voglia e la cattiveria che serviva. Ma non è mai facile senza sapere come stanno gli altri, il pensiero c'è sempre. La cosa migliore che puoi fare è cercare di dimenticare e tornare alla normalità per quanto possibile. E' quasi una regola, come nella vita  possono succedere cose negative, facciamo un lavoro particolare e ci assumiamo dei rischi. Dobbiamo tenere questi momenti negativi lontano dalla pista ed il team mi ha aiutato a concentrarmi come se fosse una normale partenza".

Hai vinto il GP dopo il podio di ieri, il tutto sotto gli occhi di Valentino Rossi.
"Se guardiamo solo ai risultati in pista, è stato un weekend fantastico per noi, pazzesco. Siamo stati sempre veloci e a parte l'errore in qualifica la nostra velocità è stata incredibile. Quando è iniziata la gara sapevo di avere un'opportunità e non volevo sprecarla, alla ripartenza non mi aspettavo di andare così forte con la morbida ma quando ero lì in mezzo ho visto che ne avevo un po' di più e abbiamo fatto un buon lavoro. Ce ne andiamo con una grande vittoria, la prima assieme col team, la dedico a loro perchè hanno fatto un lavoro incredibile per arrivarci. Voglio anche ringraziarli per l'amore che mi hanno mostrato quando tutti mi voltavano le spalle, non lo dimentico. La vittoria è per loro e per Vale".

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Rossi si è congratulato con te.
"E' stato un momento bello, la nostra prima vittoria assieme".

Due vittorie con due team satellite diversi.
"Sono due vittorie arrivate in momenti particolari. Sono contento per questo successo e lo devo a questo team. Sono entrato in punta di piedi e ho sempre cercato di dar loro il massimo. Sono un team pazzesco e iper professionale, ci vogliamo bene. Questa vittoria ci voleva ed era giusto dedicarla a loro".

Sul podio ti sei emozionato, più il sollievo di esserne uscito illeso o la gioia di essere tornato a vincere?
"Mi sono emozionato perchè ho vissuto tanti momenti di adrenalina, vai veloce, ti fermi, riparti, sei lì e vinci. Vedi le immagini e tutto ciò che ti accade attorno, mi sono emozionato e non volevo tenere tutto dentro. E' stata una emozione forte, la vittoria sicuramente bella, il resto meno".

Ora con questa vittoria sei a 26 punti da Bezzecchi. Ti senti un contendente al titolo?
"Sicuramente l'obiettivo di questa stagione è arrivare ad esserlo. Ho un'ottima opportunità quest'anno con una grande moto ed un grande team e sto dando il massimo per esserlo. Ogni volta che lo dico vengo massacrato sui social e dai giornali, ma il mio obiettivo è diventare campione del mondo, ci sto provando, ci provo tutti gli anni. Ci ho provato quando andava male e ci provo ora che forse ho una opportunità in più. Penso che stiamo facendo un buon lavoro, non ancora un grandissimo, stiamo cercando di rimanere il più vicini possibile alle Aprilia.  Sicuramente è presto per dare giudizi sulla stagione ma fino ad ora abbiamo dimostrato un ottimo livello e vogliamo continuare a lavorare in questa direzione. Voglio continuare a lavorare, imparare dal team e dalla moto, e migliorare come pilota. Lavorando in questo modo può essere la strada per diventarlo".

L'incidente alla curva 1 ha riportato i riflettori sulla sicurezza alla partenza.
"Diamo spettacolo arrivando alla prima curva così veloci, ma partendo lontano non ci arriviamo con la velocità alla quale eravamo abituati in passato. Non sappiamo sempre bene quale sia il punto di frenata perfetto, un piccolo errore può diventare un grande errore e creare un disastro. La cosa perfetta, quella su cui tutti i piloti sarebbero d'accordo, sarebbe partire il più vicino possibile alla prima curva in modo che tutti possano posizionarsi. Arrivarci come facciamo adesso in quinta con tanta aerodinamica e turbolenze cambia tutto. Quando sei nel mezzo la moto si comporta in maniera diversa, è un'esperienza che provi due volte nel fine settimana ed è davvero difficile da gestire".

Da pilota, desta preoccupazione che le KTM abbiano questi problemi tecnici?
"Sinceramente no, quando sei alla guida non pensi o ti aspetti problemi tecnici da un altro pilota, il pensiero è che tutto vada bene".

Tra due settimane il Mugello.
"La cosa che ti fa andare forte sono le emozioni forti che ti da la moto. Vincere e fare risultati e sentirti bene ti fa andare avanti, ma adesso ho bisogno di disconnettere. Resettiamo per arrivare al Mugello carichi, sarà un weekend pazzesco".

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Andrea Scalera