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Bezzecchi: "Oggi siamo stati graziati. Ci arrivavano addosso i pezzi di moto"

"Le MotoGP vanno molto forte, servirebbero piste nel deserto. Io ho faticato e cercato di sopravvivere. Troppa foga nelle partenze? E' successo a tutti di sbagliare"
Bezzecchi: "Oggi siamo stati graziati. Ci arrivavano addosso i pezzi di moto"

In mezzo al caos di Barcellona, tra spaventi, moto esplose in mille pezzi, paura, ambulanze, bandiere rosse, ripartenze e penalità varie, Marco Bezzecchi e la sua Aprilia, hanno veleggiato di soppiatto fino alla quarta posizione. In realtà il #72 ha tagliato sesto il traguardo, ma la penalità ad Ogura per la carenata ad Acosta e quella assegnata a Joan Mir per la pressione pneumatici, con un pò di fortuna lo hanno tirato su fino ai piedi del podio.

In un weekend dove c’è solo da rivolgere un bel “grazie ai piani alti, Bezzecchi porta da uno a 15 i punti di vantaggio su Jorge Martin, anche lui a terra per un’entrata garibaldina di Raul Fernandez nel corso della “terza” gara.

"Non è stata un’ottima giornata, questa. Non so ancora le condizioni generali di tutti, quindi spero che stiano tutti bene - apre il romagnolo - Alex in primis, perché è stato quello che ha fatto l’incidente più grosso, ma anche Johann nella ripartenza. Se veramente è tutto a posto, oggi siamo stati graziati. Perché il primo incidente soprattutto è stato bello tosto”.

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Come si gestisce una situazione così, soprattutto mentalmente?
Una volta che risali in moto, è come se tornassi nella tua comfort zone, almeno per me. Mi agita di più stare fermo tra una partenza e l’altra che essere in moto. La gestisco cercando di fare dei bei respiri, provo a stare calmo. Poi mettetevi anche nei nostri panni: ti arrivano addosso duemila pezzi. Io ero anche lontano, quindi non immagino Fabio, per esempio, che si è visto arrivare addosso la forcella con la gomma intera. L’ho vissuta come una gara in cui cercare di sopravvivere. Fortunatamente al box sono stati tutti bravi. Anche nei momenti di agitazione e confusione sono riusciti a farmi stare tranquillo, a non farmi percepire il nervosismo. Dovevano preparare tutto in poco tempo, senza sapere quando si sarebbe ripartiti e senza sapere come stavano gli altri. Quindi, se devo dire un grande grazie, lo devo dire alla mia squadra. Perché non è semplice”.

Vicissitudini a parte, in questo fine settimana non sei sembrato il Bezzecchi dei giorni migliori in sella alla RS-GP.
Nella sfiga di tutti questi episodi, sono stato fortunato che erano tutti davanti a me. Non che questo mi renda contento. Io, bene o male, andavo più o meno come ieri: il primo giorno avevo fatto una giornata decente, poi sono rimasto sempre lì. Ho faticato a migliorare, non ce l’ho fatta, e il mio passo è sempre stato quello. Ho faticato e guidato in sofferenza sempre. È stato un weekend intero passato a guidare sopra i problemi. Però sono riuscito comunque a sbagliare poco. Questo penso sia l’unico lato positivo, anche se davvero ce ne sono pochi. Un altro lato positivo è che domani c’è il test, quindi possiamo provare a sistemare queste sensazioni che ho. Magari dipendono anche dal modo in cui guido, che per questa pista forse non è perfetto. Però almeno abbiamo subito una possibilità per lavorarci”.

Sai che forse con tutte queste penalità potevi arrivare anche a podio oggi?
“Ho visto! Però onestamente non ho chiesto più di tanto, anche perché sono cose che devono guardare gli addetti ai lavori”, ha detto il pilota aprilia prima conoscere la penalità di Mir.

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Ma questa è un pista “ok” o si dovrebbe lavorare su qualche aspetto per renderla più sicura?
Sicuramente ci sono un po’ di temi di cui si può parlare. È anche vero che un incidente come quello di Alex e Pedro, nessuno se lo poteva immaginare. Per come si guidano le moto e per come succedono di solito le cadute, normalmente cadi in curva. La sicurezza nelle piste è migliorata tantissimo, hanno fatto lavori fantastici in tutti i punti dove solitamente si cade. Però una caduta del genere, dovuta a un contatto in quel punto della pista, è chiaro che non te l’aspetti. Ovvio, ci vorrebbe la pista in mezzo al deserto, ma non penso sia possibile. Sicuramente si può provare a fare qualcosa, ne parleremo, però cosa verrà fuori non lo so”.

Mir ha detto che secondo lui andrebbe spostata la partenza più avanti. Marini invece ha detto che senza abbassatori sarebbe molto meno pericoloso. Tu cosa ne pensi?
“Qua il rettilineo è lungo e il punto in cui partiamo è lontano. Non penso che siano gli abbassatori a fare la differenza. Il problema è che le MotoGP vanno molto forte. Tutti vogliono provare a fare bene, e adesso due posizioni in più nel primo giro magari ti possono fare la differenza. Quindi può succedere. Ultimamente non era più successo, fortunatamente, però purtroppo può capitare. Ci metti davvero un istante a fare un errore. È successo a tutti, è successo a me, è successo veramente a tutti”.

Forse meno foga nelle fasi iniziali, quando siete tutti vicini, potrebbe aiutare.
“Il punto è che tutti vogliono provare a fare bene, e adesso due posizioni in più nel primo giro magari possono fare la differenza. Faccio fatica a esprimermi, onestamente. Tante volte magari ho sbagliato anch’io. Mi metto anche nei panni di Zarco oggi: aveva il potenziale per far bene, magari non gli era venuta una partenza fantastica, ha provato a rischiare quel qualcosa in più e purtroppo gli è andata male. A volte ti va da dio, come per esempio a Jorge a Le Mans. Sono quelle cose in cui devi essere bravo, ma anche fortunato. Quindi non mi sento di dire troppo”.

Una piccola cosa bella: tra due settimane arrivi al Mugello, primo nel Mondiale e con una moto forte.
“Sono molto contento. Anche perché ho voglia di girare ancora, dai. Sono rimasto un po’… guzzo, questo weekendche dal romagnolo all’italiano si traduce “con l’amaro in bocca” - Non è venuto il weekend che speravo, mi piacerebbe poterlo rifare!”, ha concluso Bezzecchi.

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Gianluigi Mazza