Lo aveva sottolineato Bagnaia nel corso del weekend e Fabio di Giannantonio non lo ha smentito. Miglior Ducati in questo inizio di stagione stando alla classifica, che lo vede ora quarto, se si potesse riassumere l'inizio di stagione del numero 49 in una parola sarebbe costanza. Una costanza di risultati in questo sabato dolceamaro di Barcellona, come sottolinea ai giornalisti.
Da un lato la dolcezza di un altro podio ed altri punti preziosi nella sprint. Dall'altro l'amarezza per una qualifica un po' opaca ma sulla quale il romano in gara è riuscito a correre ai ripari. Nella sprint Il portacolori VR46 risale la classifica lottando tra le agili Aprilia e le robuste KTM arrivando infine a battagliare con Acosta. Il passo dei migliori gli avrebbe forse permesso qualcosa in più, ma per oggi si deve accontentare.
"Considerando che partivamo dalla seconda fila siamo contenti di ciò che abbiamo raggiunto - il commento di Fabio - il podio era importantissimo e l'abbiamo portato a casa. Ho commesso un errore in qualifica guidando aggressivo con questo nuovo pacchetto aerodinamico che pensavo fosse più redditizio, invece mi sono accorto l'ultimo giro che andando a spasso ho fatto lo stesso tempo della qualifica. Ho sbagliato approccio, è stato un errore perchè partire qui in prima fila è molto importante e quel secondo e mezzo perso all'inizio da Alex e Pedro non sono mai riuscito a recuperarlo. Nel complesso però sono soddisfatto, abbiamo fatto tanti sorpassi, è stata una gara che mi ha tenuto occupato diciamo", scherza il romano.
Con quel passo sul finale bastava qualche giro in più.
"Magari ci avremmo provato, ma i giri oggi erano solo dodici. Penso che sul finale fossimo i più veloci in pista, stavo recuperando su Alex e Pedro ma ormai non c'era più tempo. E' un peccato perchè quando parti sesto poi devi compiere diversi sorpassi per recuperare. Penso che dobbiamo essere contenti anche se c'è un po' di retrogusto dolceamaro per la qualifica".
A inizio gara c'è stato anche un contatto con Binder, poi non sanzionato.
"Abbiamo frenato tutti nello stesso punto, io ero nel mezzo e sono stato risucchiato dall'aria. Ho visto che l'unica chance per non fare danni era buttarmi all'interno. Alla seconda curva ho tirato un sospiro di sollievo pensando che non fosse successo nulla, perchè io non mi ero accorto di nulla, invece dopo ho saputo della caduta di Brad e Joan. Non ho sentito il contatto, ma non avrei comunque potuto far nulla".
Hai avuto modo di lottare con le Aprilia e le KTM da vicino, cosa hanno di diverso?
"Penso che le KTM e le Aprilia abbiano un ottimo anteriore, ho visto Pedro guidare in maniera incredibile. Guardando le Aprilia sembra che riescano a ritardare l'ingresso in curva anche col corpo, questo gli permette di sfruttare l'anteriore in sicurezza, spingono la moto e poi rientra, così migliorano anche le traiettorie. In uscita però noi siamo leggermente avanti, oggi eravamo là".
Sul passo gara sei competitivo.
"Mi sento bene, la moto si sta comportando bene. Il problema è che partiremo sesti e quindi molto dipenderà dalla partenza. Se perdi all'inizio poi per spingere e recuperare non si potrà gestire bene le gomme. Sarà una gara non facile come sembra, dovremo impegnarci tanto. Gli ultimi giri saranno critici, qui a Barcellona in MotoGP sulla moto è come stare in barca, con la moto che si muove e slitta molto. Il più lento sarà il più veloce. Sarà come una gara di motocross in cui le condizioni variano e devi cambiare stile di guida cinque volte durante la gara, sarà interessante ma mi piace questo tipo di gare".
Una curiosità: Jorge Martin oggi ha fatto delle prove di partenza in pitlane.
"Non lo faccio mai, la pista non è così pulita e col muretto così vicino..."