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Lo strano caso della Yamaha: perché vince nel CIV e fatica nel Mondiale SBK?

Parla Canepa: “Il regolamento del CIV è più bilanciato di quello Superbike: questo è l'unico campionato con elettronica libera, che comporta un aumento dei costi. Pirro? Dopo una gara l’adrenalina pompa forte nelle vene”
Lo strano caso della Yamaha: perché vince al CIV e fatica nel Mondiale SBK?

Dopo aver fatto tappa a Misano per vedere da vicino l’ultima gara del Round di apertura del CIV Superbike, Niccolò Canepa si è recato a Balaton Park per il quarto appuntamento del Mondiale di categoria, portando con sé diversi spunti su cui riflettere in ottica futura. In una chiacchierata con il nostro reporter, il Road Racing Sporting Manager di Yamaha Motor Europe non ha infatti nascosto di essere rimasto molto colpito dalla strada battuta dal Campionato Italiano.

“La mia presenza al CIV non era programmata visto che io mi occupo della Superbike e dell’Endurance, ma quando ho visto la griglia piena al sabato e la vittoria di Delbianco, sono salito in macchina e sono andato a Misano. Sono molto contento del fatto che il cambio di regolamento abbia portato a una griglia piena, con quasi 40 moto al via. È bellissimo da vedere, perché significa che abbassando il livello tecnico e rendendo il campionato più accessibile a tutti, si ottiene un campionato molto interessante - ha osservato - Anche dal punto di vista del bilanciamento, pur essendo la prima gara, ho visto quattro costruttori lottare lì davanti. Tanti costruttori che possono fare bene e tante moto in griglia è ciò che servirebbe anche a noi e ho deciso di andare al CIV proprio perché l’ho trovato interessante da seguire e anche abbastanza illuminante nell’ottica del futuro di questo campionato, visto che si corre con moto nate per la produzione e destinate alla vendita al pubblico”.

Un primo Round trionfale per la Yamaha, che ha centrato una doppietta con Alessandro Delbianco.

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“Sono molto contento. Conosco benissimo il suo valore, dato che è il nostro collaudatore e ha fatto qualcosa di eccezionale. Lui, Yamaha e la squadra sono stati bravissimi, hanno messo insieme un pacchetto che funziona davvero bene e mi fa piacere vedere come la R1 sia ancora competitiva in tanti campionati: siamo primi nel Motoamerica; nel BSB che inizia questo weekend siamo campioni in carica; abbiamo vinto la 24 Ore di Le Mans con YART e due gare nel CIV. Sono segnali positivi, che in Yamaha ci servono” ha commentato l’ex pilota ligure, che non ha voluto entrare troppo nel merito delle polemiche sollevate da Michele Pirro.  

“Ho profondo rispetto per Pirro e per ciò che ha fatto nella sua carriera e so che per un pilota può essere difficile esprimersi nel modo migliore subito dopo una gara, quando hai l’adrenalina che pompa forte nelle vene. Capisco il suo punto di vista, ma penso anche che in entrambe le gare c’era lì davanti la Ducati di Rinaldi, il che mi fa pensare che la moto sia competitiva - ha osservato - Non so come mai Michele non sia riuscito a sfruttare il suo pacchetto al 100% questo fine settimana, ma credo che se Rinaldi avesse finito le gare forse lui e Delbianco avrebbero chiuso con una vittoria a testa. Come ci aspettiamo da un campionato combattuto e bilanciato. Quanto al fatto che la moto di Delbianco non sia di serie, penso che nessuna delle moto che corre lì lo sia. Come stabilisce il regolamento del campionato, che si chiama appunto Superbike”.

Perché la Yamaha al CIV è fortissima e nel Mondiale sta attraversando un momento così complicato?

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“Ci sono un insieme di fattori e, se guardiamo ad Assen, stiamo vivendo un momento complicato così come altri quattro costruttori. Anche se siamo arrivati settimi, infatti, non mi posso lamentare  perché la nostra gara è andata meglio rispetto a quella di altri costruttori che partecipano. È chiaro però che in altre gare abbiamo fatto più fatica - ha risposto Canepa - Sono curioso di vedere cosa riusciremo a fare qui a Balaton. Saremmo contenti se riuscissimo a confermare le prestazioni di Assen, a continuare a crescere e a metterci alle spalle qualche moto privata in più. Quello che ho visto è che alcuni regolamenti adottati nei campionati nazionali sono più bilanciati rispetto a quello del Mondiale. La mia non vuole essere una critica, ma può essere uno spunto di riflessione sulla direzione in cui andare in futuro: forse l’obiettivo non dovrebbe essere avere più cavalli o più velocità massima, ma griglie piene e gare combattute”.

Un altro aspetto di cui tenere conto è quello legato alla riduzione delle prestazioni.

“Dobbiamo interrogarci su come sia possibile che ad Assen, che l’ultima gara che abbiamo fatto, il tempo totale di gara sia migliorato di 30 secondi rispetto a due anni fa e di più di 20 rispetto all’anno scorso, nonostante il flusso di carburante sia sceso di anno in anno e le gomme quest’anno fossero più dure rispetto al 2025. Visto che l’obiettivo è quello di ridurre le prestazioni, bisogna effettivamente intervenire per farlo, perché ad oggi non lo stiamo facendo nel modo giusto - ha affermato Niccolò - È vero che noi siamo stati un pochino più veloci rispetto alla scorsa edizione, ma la prestazione che nel 2025 ci era valsa la vittoria quest’anno ci ha dato il 7° posto. Bisogna trovare un equilibrio per fare in modo che il passo avanti da un anno all’altro non sia così ampio ma resti uguale, se non vogliamo rallentarlo”.

Interrogato su cosa porterebbe dal CIV al Mondiale se spettasse a lui riscrivere il regolamento, il responsabile Yamaha ha risposto: “È difficile da dire, perché ci sono gli interessi di tanti costruttori coinvolti e, per avere un campionato sano, bisogna trovare un compromesso che faccia felici tutti quanti. Ci sono però delle cose che possono sicuramente essere migliorate. Come magari il fatto di dare la possibilità a più costruttori di entrare nel campionato, aprendo a moto che hanno delle capacità diverse di motore come l’Aprilia, o la Ducati V4 S. Credo che andare un po’ nella direzione della Supersport potrebbe essere la soluzione giusta per rendere questo campionato un po’ più accessibile, ridurre un po’ i costi, e avere una griglia più piena e dove sono tutti competitivi. Ritengo sia ciò che dovremmo cercare di avere anche in Superbike e che sia anche l’obiettivo di Dorna, perché non piace a nessuno vedere un costruttore che domina”.

Sono lontani i tempi in cui Yamaha, Ducati e Kawasaki si contendevano le vittorie e il titolo con Toprak, Bautista e Rea.

Secondo me adesso è importante ritrovare l’equilibrio che c’era in quel periodo e l’unico modo per farlo è intervenire a livello regolamentare. La centralina unica potrebbe essere la soluzione, oppure ci vorrebbe un Balance of Performance tipo quello della Supersport, che permette a moto con filosofie diverse e diverse capacità di motore di dividere la griglia, di essere competitive e di lottare per la vittoria. Sempre premiando il migliore, perché nello sport deve sempre vincere il miglior pacchetto - ha sottolineato - Questa è una cosa a cui bisogna stare attenti e che avviene in Supersport, dove l’anno scorso abbiamo vinto con Manzi perché credo avessimo il pilota migliore, la squadra migliore e la moto migliore. Questo è ciò che dovrebbe succedere anche in Superbike, chiudendo un po’ il gap e dando anche agli altri costruttori la possibilità di essere competitivi. Anche perché il Mondiale SBK è l'unico campionato dove c'è l'elettronica libera e questo va ovviamente ad influenzare i costi, comportando di conseguenza un aumento”. 

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Daniela Piazza