Alex Marquez si scopre mattatore, le Aprilia superano un altro esame a (quasi) pieni voti. Tutti contenti? Nemmeno per idea, le Rosse ufficiali zoppicano e deludono. Ecco com’è che va il mondo.
IL BELLO – Nessuno è profeta in patria, almeno di non chiamarsi Alex Marquez. L’aria dell’Andalusia è un vero toccasana per il pilota del team Gresini. Nessuno poteva batterlo, infatti il sabato lo ha fatto da solo. La domenica si è però preso la rivincita su se stesso. Riesce anche a mascherare i problemi della Ducati, di meglio non gli si può chiedere.
IL BRUTTO – Le Ducati peggiori sono state quelle rosse. Una domenica finita fra cadute e ritiri, non c’è nulla da ricordare. Marc Marquez e Pecco Bagnaia hanno usato il loro istinto da campioni e un po’ di fortuna per salvare la Sprint, ma non è piovuto sul bagnato. C’è poco da festeggiare.
IL CATTIVO – Quest’anno alla MotoGp piacciono le voragini. Dopo quella sul rettilineo di Goiania, a Jerez ne abbiamo scoperta una nel regolamento. Nessuno aveva mai pensato di vietare il taglio della corsia di entrata ai box. Marc Marquez ha un futuro come avvocato, con un giuria del genere vincerebbe facile anche in tribunale.
L’ERRORE – Tanti applausi per Marco Bezzecchi, ma anche una tirata d’orecchie. La domenica è sempre perfetto, ma al sabato continua a buttare via punti. Chieda all’amico Bagnaia quando possono contare le Sprint per il risultato finale.
LA DELUSIONE – Il progetto è appena nato, stanno lavorando per il 2027, non si possono pretendere miracoli: tutto vero, ma non si vedono nemmeno grossi miglioramenti. I nervi in Yamaha sono tesi, i piloti scoraggiati. E siamo solo al 4° GP.
LA CONFERMA – Per qualcuno il campionato inizia in Europa, per altri è iniziato in Thailandia e la classifica dà ragione a loro. Nemmeno Jerez è riuscita a spaventare l’Aprilia. Anche questo spauracchio è stato superato senza intoppi, sono gli avversari a non dormire sonni tranquilli.
IL SORPASSO – Premio della critica ad Ai Ogura, che rimonta e offre quello spettacolo che è mancato per decidere il podio. Il giapponese ci piace sempre di più, a Trackhouse e Aprilia mancherà in futuro.
LA SORPRESA – Guai a dare per finito Johann Zarco. In qualifica sfiora la pole position, nelle gare lotta come un mastino. Fino a dove la Honda glielo permette, ma non è colpa sua.
LA CURIOSITA’ – È il nono Gran Premio consecutivo in cui non c’è nessun pilota del team ufficiale Ducati sul podio. Ci avevano abituato ad altri primati.
IO L’AVEVO DETTO – Pedro Acosta: “Aspetto la vittoria da tre anni, posso farlo per un’altra gara”. Detto e fatto.