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Marc Marquez: "Ora che siamo in difficoltà vedo il vero potenziale di Ducati"

"Io, Pecco e Alex siamo allineati nei nostri commenti. L'Aprilia funziona molto bene, è per questo che stiamo lavorando così tanto"
Marc Marquez: "Abbiamo trovato qualcosa che può aiutarci da subito"

Marc Marquez è tornato in pista a Jerez dopo lo zero rimediato nel GP a causa di una caduta. Nei test di oggi, il 93 ha chiuso quarto a tre decimi dal riferimento. Davanti a lui, dettaglio non proprio secondario, tre Aprilia: quelle di Ogura, Fernandez e Bezzecchi. Tradotto: a Borgo Panigale c’è da lavorare, e infatti Ducati ha portato materiale da provare. Marquez  racconta di riscontri abbastanza allineati tra lui, Pecco e Alex sul nuovo materiale. Il punto, più che il cronometro, è quello di ritrovare fiducia con l’anteriore. Perché quest’anno, anche la tra le mani di Marc, la Ducati non è più quella moto che vinceva quasi per inerzia. 

Ad ogni modo, per il Campione del Mondo il bilancio della giornata è positivo. Sembra infatti che in Ducati abbiano trovato qualcosa che potrebbe migliorare la situazione fin da subito. La controprova arriverà a Le Mans tra due settimane.

Abbiamo lavorato soprattutto sull’aerodinamica, ma allo stesso tempo anche sulla ciclistica - esordisce lo spagnolo - Avevamo alcune modifiche interessanti da provare. Più o meno, abbiamo tutti dato lo stesso commento: Pecco, Alex, e soprattutto io, sono stato molto chiaro. Io non dico quale direzione bisogna prendere, semplicemente riferisco le reazioni della moto. Però credo che tutti abbiamo avuto lo stesso feedback, e questo è positivo. Era importante cercare di recuperare un po’ il feeling con l’anteriore, perché è lì che stiamo faticando di più quest’anno. Da quel punto di vista qualche passo avanti lo abbiamo fatto. Anche l’aerodinamica mi ha aiutato in alcune aree, soprattutto per il mio stile di guida”

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Hai anche fatto diversi passaggi sul passo del 1'36".
“Per capire se le cose funzionano, girando in 1’37” non fai niente. Quando ho voluto provarle nel modo giusto, mi sono messo a girare in 1’36”. È vero che per gran parte della giornata ho girato a un ritmo più alto, però quando è arrivato il momento di provare bene e prendere decisioni, lì bisogna spingere e andare su quei tempi”.

Sei riuscito a capire perché sei caduto ieri? 
No, semplicemente sono caduto. Non stavo andando particolarmente forte, non ero più piegato del solito, ero già sul gas, però ho perso l’anteriore. Come ho detto, a volte è meglio non perdere troppo tempo a cercare di capire una caduta. Quella è stata così: sono caduto, ho preso zero punti, fine”

Dopo quattro giorni, confermi che la tua condizione fisica è simile a quella del 2025?
“Sì, la mia condizione è dentro i miei standard. Il fatto di non aver corso ieri mi ha aiutato: oggi ero molto fresco e sono riuscito a fare 80 giri con un buon livello. Fisicamente sto bene”.

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Con questa giornata pensi di aver trovato qualcosa di davvero utile per il resto della stagione, oppure non ancora?
Ducati sta lavorando tantissimo, più di così è impossibile. Come avete visto, avevamo tanti pezzi da provare in questo test. Questo mi rende contento, perché è stato un test impegnativo ma interessante. L’anno scorso avevamo una base con cui tutte le Ducati vincevano. Quest’anno siamo un po’ più in difficoltà, ma proprio per questo sto vedendo tutto il potenziale che c’è in Ducati. Adesso bisogna valutare bene tutti i pezzi provati e capire quando introdurre queste novità. Tra tre settimane, dopo due gare, avremo un altro test a Barcellona”.

C’è qualcosa che può aiutarvi da subito?
Si, ci sono cose che possono aiutare già subito, alcune più grandi, altre più piccole. Poi magari andrà meglio o peggio, dipende. A Le Mans arriveremo su un’altra pista, probabilmente con un altro clima. E poi c’è una cosa da confermare, come in tutti i test: dalle due del pomeriggio in poi funziona tutto, perché in pista c’è tanta gomma”.

Tra la GP24 e la GP25, lo scorso anno, è parsa esserci una grossa differenza. Se confronti la GP24 con la GP26, quanto è grande il divario?
Io in realtà la GP24 non l’ho mai provata davvero. Solo una volta nel test a Barcellona, credo. Due uscite, niente di più. Poi sono passato direttamente alla GP25. Da quello che capisco parlando con gli ingegneri, comunque, possiamo tornare a usare parti della GP24. Alla fine è un mix di componenti. La base è buona, poi vengono introdotte novità. È quello che dicevo già l’anno scorso e che mi ripetono anche gli ingegneri: la base della moto è la stessa. Poi, se vuoi tornare a una certa configurazione, puoi”.

Secondo te sarebbe meglio tornare sulla strada della GP24 dati i problemi che quest'anno state avendo sia tu che Bagnaia? 
Quest’anno Alex, qui a Jerez, è stato sette secondi più veloce con la GP26 rispetto alla GP24. Nelle corse, hai sempre la sensazione di ricordare lla moto con cui hai vinto e pensare: “Era fantastica”. Però intanto gli avversari migliorano decimo dopo decimo, quindi bisogna continuare ad andare avanti. Gli ingegneri valutano tutti gli aspetti. Noi piloti diamo semplicemente i nostri commenti”.

Sentite un po’ più pressione sulle spalle, considerando il livello di Aprilia e il fatto che resta solo un altro test?
Quando vai su tre piste diverse, con tre layout diversi, con tre carcasse diverse, e a vincere è Aprilia, vuol dire che la loro moto funziona bene. Non solo con Bezzecchi, ma anche con Ogura, Fernandez, che abbiamo visto oggi, e Martin. Per questo Ducati sta lavorando, come abbiamo mostrato oggi. Anche come squadra stiamo cercando di migliorare. Però ieri il pilota che ha vinto guidava una Ducati”.

Prima hai detto che fisicamente oggi sei riuscito a fare 80 giri senza essere troppo stanco. E’ tornata al 100% anche la spalla o devi ancora essere più accorto in qualche movimento?
“È tutto a posto”, chiude laconico il 93.

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Gianluigi Mazza