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Alex Marquez: "Lo sport ha la memoria corta. Marc? Sa cosa deve fare"

"Non conta ciò che hai fatto in passato, è stato un weekend inaspettato. Le prossime gare ci diranno se il passo avanti è reale o è stata solo una giornata"
Alex Marquez: "Lo sport ha la memoria corta"

Alex Marquez, fresco dei suoi 30 anni, non poteva concedersi regalo migliore di una vittoria, quella nella domenica di Jerez arrivata al termine di una gara in cui ha saputo imporsi sugli avversari, Marco compreso, per poi dettare il suo passo indisturbato fino al traguardo. Un successo che bissa quello dello scorso anno sul tracciato spagnolo, e che pone fine ad un inizio di stagione forse più complicato del previsto.

Allo spagnolo quindi l'onere e l'onore, assieme a Di Giannantonio, di tenere alto l'onore di Borgo Panigale, in un inizio di stagione in cui alla difficoltà delle due rosse fa da contraltare la presenza sempre più difficile da ignorare di una Aprilia che ha piazzato ben quattro moto nelle prime sei posizioni.

A inizio weekend non sentivi di poter replicare il successo dello scorso anno.
"In quel momento non me la sentivo di aumentare le aspettative - esordisce Alex - venivo da un inizio di stagione complicato. Ma da venerdì le sensazioni sono state ottime, volavo e mi sentivo a mio agio sulla moto, nel passo e nelle traiettorie e tutto veniva facile. Oggi sono riuscito a seguire la mia strategia, dopo il sorpasso su Marc alla curva sei ho iniziato ad impostare il mio ritmo evitando di commettere errori e tenendo a bada Bezzecchi. Sono molto felice perchè è stato un weekend inaspettato. Non sento di essere diventato il re di Jerez, ma sono uno di quelli che verrà ricordato in questi 40 anni del tracciato".

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Hai avuto modo di festeggiare nuovamente alla Nieto-Peluqi.
"E' una delle cose più magiche che si possono fare durante il campionato, i fans sono lì dalle sei di mattina a svegliarci e fare rumore, se lo meritano. Penso di essermela goduta di più quest'anno, l'ho vissuta di più coi piedi per terra mentre lo scorso anno aspettai lunedì per assimilare ciò che era successo".

Dove senti di aver fatto un passo avanti per ottenere questo risultato?
"Abbiamo cambiato alcune cose sulla moto, ma si tratta di piccole cose, ma l'unica cosa che potete vedere dall'esterno è l'aerodinamica posteriore. Abbiamo analizzato il mio stile di guida ed ho cercato di correre sopra ai problemi piuttosto che soffermarmici. Sarà altrettanto importante ora analizzare anche i dati per capire dove abbiamo fatto la differenza".

Sono le stesse sensazioni che avevi sulla moto la scorsa stagione?
"Al momento sono molto simili, anche se è presto per dare un giudizio. Tracciati come Le Mans, Barcellona e Mugello saranno importanti per capire se il passo avanti che abbiamo visto qui è reale o si tratta solo di una giornata. Domani avremo delle cose importanti da provate nei test, penso che Aprilia sia ancora un passo avanti rispetto a noi e dobbiamo trovare qualcosa per migliorare".

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Marc ha dichiarato che aveva un vantaggio nelle curve a sinistra, tu nelle curve a destra. Ora sei migliorato anche in quelle a sinistra.
"Cerco sempre di migliorare, mi alleno spesso con Marc e osservo ciò che fa. Ma il più delle volte è solo una questione di sensazioni. Sento di aver fatto un passo avanti nelle curve 6-7-8, ma non abbastanza per fare la differenza rispetto a Marc, quello è impossibile, ma ci siamo avvicinati".

Le Ducati del team ufficiale stanno avendo più difficoltà rispetto a quelle dei team satellite, perchè?
"E' difficile dare una risposta. In parte penso dipenda dal tracciato, abbiamo visto un Marc competitivo in diverse occasioni, anche se Di Giannantonio fino ad ora è stato il più costante. In realtà tutti e quattro siamo ad un livello simile, ma Marc e Fabio sono riusciti ad estrarre più potenziale dalla moto, mentre io e Pecco abbiamo avuto più difficoltà. Sono state quattro settimane in cui Ducati ha sempre lavorato. Sarà interessante vedere cosa succederà nelle prossime due o tre gare, e domani sarà una giornata importante".

C'è la sensazione che qualcuno abbia dimenticato che sei un campione del mondo?
"Lo sport è così, non importa ciò che abbiamo fatto in passato. Se si inizia con tre gare difficili senza un podio o aver lottato per uno, lo sport ha la memoria corta quindi bisogna vincere ogni giorno. Bisogna tenere la testa bassa e non ascoltare i commenti, ma solo continuare a lavorare che i risultati arrivano".

Marc sembra in difficoltà.
"Credo che Marc sia il tipo che più di tutti ha ricevuto sia elogi che critiche,  sa perfettamente cosa deve fare".

Si parla molto anche di futuro, c'è chi ti vede in KTM proprio con Di Giannantonio.
"Al momento il più fortunato è Bezzecchi, che ha già risolto - scherza lo spagnolo - bisognerà essere pazienti ma al momento sto bene dove sono".

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Andrea Scalera