È inutile nascondere che Pecco Bagnaia non ha iniziato il 2026 con il piede giusto ed è lui stesso il primo a non farlo. Né in Thailandia né in Brasile ha ottenuto i risultati che avrebbe voluto e sperato, quindi il fine settimana di Austin sarà particolarmente importante. Perché questa è una pista in cui in passato è stato veloce, in cui lo scorso anno aveva vinto la domenica. “Sì, avevo vinto, ma Marquez era caduto” precisa prontamente.
Però il Cota è nelle tue corde.
“Ho sempre dei bei ricordi di questo circuito, mi piace veramente anche se è uno dei più tosti del campionato. Il meteo sembra buono per il fine settimana, ci sarà solo un po’ di vento domani, e penso potremo fare un ottimo lavoro”.
Qual è l’obiettivo?
“Sarà importante capire perché, come era successo in Brasile, durante i turni di prove sono competitivo e poi la domenica fatico molto. Bisogna migliorare”.
Sei nella stessa situazione del 2025?
“È diverso, perché lo scorso anno per me era difficile essere costante e migliorare anche durante i turni di prove, mentre ora riesco a sentire le differenze nell’assetto, a progredire, fatico solo in gara. È meglio essere in questa situazione, ma dobbiamo capire cosa fare”.
Questa pista potrebbe aiutarti?
“Austin è completamente diversa da Goiania. La qualifica è importante, come sempre, ma ci sono più punti per superare. Sarà importante soprattutto riuscire a essere veloci con le gomme usate”.
Bezzecchi ha vinto i primi due GP, Marquez potrebbe sentire la pressione su questa pista?
“Quanti anni ha Marquez? (sorride). No, penso che sia solo felicissimo di essere qui e che voglia godersi questo fine settimana”.
Torniamo in Brasile, cosa pensi a mente fredda di quanto successo fra i problemi di asfalto e la riduzione della distanza di gara?
“Parlando da pilota, la pista è bella, è vero che ci sono stati dei problemi ma ho anche visto degli sforzi per risolverli e farci correre. Il circuito non era pronto per riceverci, ma siamo riusciti a fare un fine settimana normale. Stanno lavorando per il prossimo anno, ma ci sono stati dei problemi”.
Pensi che la FIM dovrebbe cambiare il modo in cui ispeziona i nuovi circuiti?
“È difficile da dire. Ci sono delle regole che possono essere interpretate, per esempio le piste dovrebbe essere lunghe almeno 4,5 chilometri e Goiania è 3,8. Penso che per il futuro dovremmo avere assolutamente la possibilità di fare un test prima del GP in modo da potere trovare eventuali problemi. Se giri in una pista con una moto di serie, non riesci a vederne i limiti. Penso che questo dovrebbe essere un cambiamento da fare”.
Basterebbero i tester o servirebbero i piloti?
“I collaudatori sono sufficienti per me. Nel 2022, quando avevamo potuto fare i test in Indonesia, era stato bello, perché avevamo potuto provare le gomme, capito non erano perfette e infatti poi erano state cambiate per il GP. È vero che non tutti i tester portano la moto al limite, ma sarebbe comunque meglio di niente”.