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Domenicali: "In Ducati conta il talento, non il passaporto. Acosta? Ha un carattere ducatista"

"Il mondiale? Non partiamo favoriti. Davanti a Marc ci sono quattro piloti e sarà decisivo capire quale Marquez vedremo dopo l'estate"
Domenicali: "In Ducati conta il talento, non il passaporto. Acosta? Ha un carattere ducatista"

 
Ducati guarda al futuro senza perdere di vista il presente. In un'intervista concessa alla Gazzetta dello Sport , l'amministratore delegato Claudio Domenicali affronta i temi che vanno dalla situazione del mercato motociclistico alla MotoGP, spiegando la filosofia con cui Borgo Panigale affronta le sfide sportive e industriali.

Sul piano economico, Domenicali non nasconde le difficoltà del momento. Il rallentamento del mercato è legato soprattutto allo scenario internazionale.

"Le scelte geopolitiche, i costi dell'energia e l'inflazione rendono molto complessa la manifattura europea."

Secondo il numero uno Ducati, però, Borgo Panigale parte da una posizione privilegiata.

"Noi siamo più difendibili perché operiamo nella fascia alta del mercato e al prodotto abbiniamo servizi, corse e una community. La nostra storia e il rapporto con i clienti non sono replicabili, anche se per molti costruttori il futuro sarà complicato."

Sul fronte sportivo, Domenicali riconosce che il dominio Ducati non è più assoluto. Aprilia è cresciuta e il livello della MotoGP si è alzato.

"Negli ultimi due anni abbiamo fatto più fatica del solito a migliorare la moto, mentre altri hanno risolto i loro problemi e si sono allineati. Fa parte della competizione."

La Ducati del futuro sarà affidata a Marc Marquez e Pedro Acosta, una coppia tutta spagnola che ha fatto discutere. Domenicali, però, è netto: a Borgo Panigale non si guarda alla nazionalità.

"Il primo criterio è la performance, non il passaporto. Non volevamo fare una nazionale spagnola, volevamo la coppia di piloti più forte possibile."

Un principio che non esclude la volontà di riportare un italiano nel team ufficiale. Per questo Ducati continua a lavorare per portare Nicolò Bulega in MotoGP.

"Se un giorno dovessimo scegliere tra due piloti dello stesso livello e uno fosse italiano, sceglieremmo l'italiano."

Parole importanti anche per Pedro Acosta, indicato come uno dei piloti destinati a segnare il futuro della MotoGP.

"È uno dei giovani con più potenziale e ha un carattere molto diretto."
Alla battuta sul fatto che sia "molto ducatista", Domenicali sorride e conferma.

"Abbastanza ducatista. Penso che gli appassionati si innamoreranno presto di lui."

Infine uno sguardo al Mondiale. Ducati non si considera favorita nella rincorsa al titolo e molto dipenderà dal rendimento di Marc Marquez nella seconda parte della stagione.

"Non partiamo favoriti. Davanti a Marc ci sono quattro piloti e sarà decisivo capire quale Marquez vedremo dopo l'estate."

Un'analisi che fotografa una Ducati consapevole di non avere più il vantaggio di qualche stagione fa, ma convinta che la strada per restare al vertice passi ancora da due elementi: investire sui piloti migliori e continuare a innovare, indipendentemente dal loro passaporto.
 

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Paolo Scalera