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Bagnaia:"Oggi pattinavo fino alla 5a marcia. Ducati non è la moto più veloce"

"Non ho mai potuto spingere, ho pensato solo a gestire la gomma. C'è stato un problema di usura, ma gli altri piloti Ducati sono stati più competitivi di me. Ho fatto un passo indietro rispetto ai test"

MotoGP: Bagnaia:"Oggi pattinavo fino alla 5a marcia. Ducati non è la moto più veloce"

Quantomeno oggi la #63 non è stata l’unica Desmosedici a soffrire. Pecco Bagnaia ha inaugurato il suo 2026 con una nona posizione nel GP della Thailandia, lo stesso risultato raccolto sabato al termine della gara Sprint. Davanti a lui entrambi i VR46, dietro di lui, tra i piloti Ducati, solo il collaudatore-sostituto Michele Pirro, in abiti Gresini. E di questo Pecco ne prende atto: “dopo i test gli altri piloti Ducati sono rimasti più competitivi di me, io ho fatto un passo indietro”.

Che Bagnaia non abbia confermato al velocità dei test è un dato di fatto, ma è anche vero che quest’oggi Ducati ha visto interrompere la striscia di 89 podi consecutivi. Sesta la miglior Desmosedici, quella di Di Giannantonio. Spia, forse, di un di una difficoltà localizzata non solo nel box del torinese. Marquez avrebbe dato ancora da bere alla statistica, vero, ma gli è stato impedito da una foratura allo pneumatico posteriore. Gomma posteriore che è anche stata la spina nel fianco di Bagnaia, “sgommavo e spinnavo fino alla quinta marcia, ha detto, e il tema di usura e gestione pneumatici è forse il cruccio principale con cui Ducati lascia la Thailandia. Battuta da Aprilia.

Ho gestito molto le gomme, ma non sono mai riuscito a spingere davvero. Provavo a farlo solo per capire il reale comportamento dello pneumatico. A otto giri dalla fine la moto ha cominciato a pattinare anche sul dritto. E’ stato veramente strano e ho perso altre posizioni. Anche gestendo, come ho fatto, era impossibile restare su un passo costante”.

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Dopo una striscia di 89 Gran Premi, la Ducati non sale sul podio.
Dopo i test ti avrei detto che era impossibile. Giravamo veramente forte, grande passo, ritmo veloce anche con gomme molto usate. Poi nel week-end io ho accusato molto la differenza di condizioni alle quali non mi sono adattato. Ho fatto un passo indietro. In generale, gli altri piloti Ducati sono stati più competitivi di me, soprattutto sul giro secco, ma oggi Marquez stava facendo anche una bella gara. Comunque non sono nelle condizioni di poter dire qualcosa. Ero li che remavo cercando di finire la gara

È stato comunque un weekend utile in vista del finale di stagione?
“Per me, finire una stagione come l’anno scorso è stato importante per ripartire da zero e ricominciare a trovare feeling. Non sono così preoccupato per il risultato. È vero, non è la posizione in cui voglio finire, ma è un punto di partenza. E poi è anche vero che durante il weekend di gara non mi sono sentito bene. La FP1 è stata la miglior sessione che ho avuto. Dalla FP2 fino alla gara, invece, ho iniziato a faticare tantissimo. È stato completamente il contrario rispetto al test, perché nel test mi sentivo benissimo: riuscivo a spingere bene, riuscivo a controllare molto le gomme. Poi, per qualche motivo, durante il weekend abbiamo iniziato a soffrire molto. Dobbiamo migliorare, perché in questo momento non siamo più i più veloci”.

Le Ducati non hanno gradito la specifica portata qui da Michelin?
“No, non è vero. Questa è una pista molto buona per noi. Qui abbiamo sempre vinto. Anche in Austria abbiamo sempre vinto. Quindi è una pista molto favorevole per noi e anche la gomma, in teoria, lo era. Ma per qualche motivo questa volta è stato più difficile. E Aprilia ha fatto un lavoro incredibile, perché alla fine è andata bene e sono migliorati molto”.

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Hai idea del perché sia stato così più difficile? L’anno scorso non ti sentivi benissimo, ma eri comunque sul podio.
“Perché gli altri sono migliorati e noi abbiamo fatto un passo indietro, quindi dobbiamo capire il perché”

E dove avete fatto questo passo indietro?
La nostra moto gira un po’ meno. Nei test no, ma nel weekend di gara la Ducati curvava un po’ meno. Ed era molto difficile gestire la gomma posteriore con il gas”

Fisicamente com’è andata oggi? Ieri avevi sofferto molto il caldo
E’ stata tosta, perché la temperatura era altissima. Non so dire esattamente quanto fosse, ma era davvero molto alta. Con tutte le spie che si accendevano, la mia moto sembrava illuminarsi tipo albero di Natale, ma ho cercato di gestire il più possibile. Quando ho iniziato a vedere alcune spie, sono rimasto un po’ nel gruppo, cercando solo di controllare bene le gomme e gestire tutto al meglio, ma la situazione era la stessa. Quindi penso che fosse difficile in ogni situazione”.

Il termometro segnava due gradi in più rispetto al 2025. Pensi possano fare tutta questa differenza?
“Non credo così tanto. Normalmente la nostra moto va piuttosto bene con temperature alte. Quindi, come ho detto, dobbiamo lavorare e capire che cosa è successo”.

Le Aprilia oggi sono state impressionanti.
“Vediamo il prossimo weekend di gara. È vero che per me Bezzecchi e Aprilia hanno fatto un ottimo lavoro a partire dai test. Anche Ogura, appena mi ha passato, mi ha lasciato lì. Ha accelerato, dalla 3 alla 4, e  mi ha dato quattro decimi. Aspettiamo di vedere come andrà in Brasile”

Ma c’è stato un problema di elevata pressione o di usura?
“Usura. Come ho detto prima, negli ultimi 8 giri ho sgommato e spinnato fino alla quinta”.

Per Bezzecchi invece sei contento?
“Certo, molto. Peccato per ieri perché avrebbe potuto fare doppietta. Io di cagate così ne ho fatte diverse quindi non posso dirgli nulla. Almeno lo abbiamo battuto sul Tuk-Tuk", chiude il torinese scherzando.
 

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Gianluigi Mazza