Al debutto nella classe regina Diogo Moreira sarà uno dei nomi da tenere d’occhio nel 2026 almeno per quanto riguarda i giovani. A dispetto di un titolo Moto2 appena conquistato, il portacolori del team LCR si troverà comunque a partire da zero, anche se negli scorsi giorni a Sepang ha potuto continuare il suo apprendistato. “Lo shakedown è andato molto bene. Sono stati tre giorni davvero utili. Abbiamo accumulato giri e cercato di capire la moto. Alla fine per me è tutto nuovo: le gomme , ma moto e il team, ma abbiamo fatto un buon lavoro”, ha dichiarato alla vigilia del test ufficiale.
Sei cresciuto in maniera costante durante la tre giorni. Ritieni di avere ancora margine, o che possa essere dura recuperare gli ultimi decimi?
“Ho chiuso a un secondo da Espargaro, di conseguenza devo ancora capire come fare per diminuire il divario ed è la cosa più difficile. Adesso sarà importante girare, conoscere la moto e provare c cose differenti. Come inizio comunque non è male e dobbiamo andare avanti così”.
A Valencia eri spaventato dalla velocità delle MotoGP, adesso come va?
“Solo nel primo giro mi sono sentito come al Ricardo Tormo, ma alla fine è stato più semplice capire le cose, a partire dai punti di frenata. In generale è andata meglio”.
E’ stato difficile adattarsi e trovare il ritmo?
“Credo sia normale. Alla fine si tratta di una nuova moto e nello specifico di un nuovo telaio per Honda. E’ chiaro che ci siano dei problemi, ma in questi giorni ho completato 53 giri e sono via via migliorato. Come detto, pian piano capirò sempre di più la moto. per adesso abbiamo trovato l’assetto di base per partecipare ai test ufficiali”.
Qual è la cosa più difficile che hai trovato finora in MotoGP?
“La velocità, ma anche le traiettorie. Con una Moto2 devi essere veloce in percorrenza, mentre su una MotoGP è l’uscita di curva ad essere cruciale, di conseguenza occorre adattarsi”.
Durante l’inverno ti sei allenato in maniera diversa?
“Sì ho cambiato maniera di allenarmi sia in palestra, sia in moto. Inoltre non mi sono mai fermato quest’inverno, credo solo una settimana dopo l’ultima gara del 2025 a Valencia. Sono sempre stato in sella e questo è positivo”.
Fisicamente è più dura guidare una MotoGP rispetto ad una Moto2?
“Sicuramente. Il primo giorno ero molto nervoso, ma è normale perché c’è molto da imparare. Credo che in Thailandia sarà diverso e più semplice guidare”.
Tra i cambiamenti che hai dovuto affrontare figurano anche le gomme, non più le Pirelli della Moto2, bensì le Michelin…
“Sì, con le Pirelli si guida in un modo differente, per cui ho dovuto modificare un po’ il mio stile, però grazie allo shakedown sono riuscito a capire la direzione. Si tratta solo di accumulare chilometraggio”.