Profile picture for user Matteo Aglio

Meregalli: "La M1 V4 è come una nuova fidanzata, ci dobbiamo conoscere"

ESCLUSIVO "Mi aspetto un prima parte di stagione difficile e buoni risultati dopo l'estate. Stiamo lavorando anche in ottica 2027. L'obiettivo è mantenere i vantaggi della vecchia M1 con quello che le mancava"

MotoGP: Meregalli: "La M1 V4 è come una nuova fidanzata, ci dobbiamo conoscere"

Il meno è fatto, anche se sembra già tanto. Nessuno può negare gli sforzi (e gli investimenti di Yamaha) sul nuovo V4, progettato e costruito a tempo di record, eppure la strada è appena all'inizio. A Sepang, i quattro piloti ufficiali (Quartararo, Rins, Miller e Razgatlioglu) e i due collaudatori (Fernandez e Dovizioso) stanno cercando di trovare la base con cui correre. Ci sono 10 M1 e tanti altri pezzi per comporre il puzzle. A tenere la barra del timone a dritta Maio Meregalli, team manager della squadra ufficiale Yamaha.

Maio, penso che non siate andati in vancanza quest'inverno...
Il 9 gennaio alcuni meccanici sono andati in Giappone per montare le 8 moto dei due team, ma oltre a quelle sono stati prodotti anche parecchi pezzi per svilupparle. Durante lo Shakedown non siamo riusciti a provare tutto quello che avevamo, speriamo di concludere tutto alla fine dei tre giorni di test ufficiali. Già dall’anno scorso era stato fatto un lavoro incredibile. Portare avanti lo sviluppo di due progetti e mezzo (la M1 con il 4 in linea, la M1 V4 e la nuovo 850, ndr) è stato impegnativo, ma anche significativo. Contiamo di andare via da Sepang con una prima idea di quella che sarà la base della moto che useremo nelle prime 4 gare, che saranno tutte oltreoceano. Anche perché di alcune parti di sviluppo sono stati realizzati magari solo due esemplari, quindi è importante capire la direzione da prendere, poi servirà un periodo di 3 o 4 settimane per avere i pezzi per tutti”.

Per il primo Gran Premio in Thailandia riuscirete dare a tutti e quattro i piloti l’identica moto?
Dipenderà da quale opzione sceglieranno, ce n’è una che potrebbero avere tutti, se invece decidessero per il materiale prototipale, potrebbe succedere che qualcuno inizi con delle parti diverse dagli altri”.

Follow

È impensabile seguire due direzione diverse di sviluppo?
Sarebbe più complicato, ma noi solitamente cerchiamo sempre di seguire le sensazioni dei piloti. Quindi non è detto che uno non possa fare scelte diverse. Per ora, fortunatamente, sono tutti allineati sulla stessa opzione, per esempio per quanto riguarda il telaio. Per noi questo è importante sia sotto l’aspetto delle tempistiche che dei costi. Detto questo, se un pilota avrà bisogno di qualcosa di diverso, cercheremo di accontentarlo.

Avete deciso di abbandonare il motore 4 in linea per il V4 per motivi ben precisi, state già trovando delle risposte alle vostre domande?
La nuova moto ha delle caratteristiche che la vecchia M1 non aveva. Per esempio, in frenata tende a mettersi di traverso e la ruota posteriore ha più contatto a terra, prima eravamo sempre su una ruota in staccata. Stiamo già vedendo queste cose dopo i tre giorni di Shakedown, siamo ancora in uno stato embrionale ma il lavoro che è stato fatto è stato fatto bene. Chiaramente non potevamo nemmeno pensare di fare una moto nuova, arrivare qui e fare il miglior tempo. È normale pensare di avere molto lavoro da fare e dei problemi da risolvere, non che vada tutto bene. Abbiamo raccolto parecchie, buone informazioni”.

Il problema della vecchia M1 era in gara, non riuscivate a lottare con le V4. Come si può essere sicuri in un test che sia risolto?
La vecchia M1 era arrivata a fine sviluppo e avevamo estrapolato tutto quello che potevamo. Vorremmo che la nuova avesse il buono della vecchia più quello che le mancava e servirà del tempo per riuscirci. Se tutto dovesse andare bene, potremmo ottenere verso metà stagione qualche risultato. Ci manca tantissima esperienza ovunque, dobbiamo conoscere la moto. Mi aspetto anche dei problemi di affidabilità, è tutto troppo nuovo, sicuramente avremo dei problemi”.

Podcast

Come si tiene motivato il gruppo sapendo che le difficoltà non sono ancora finite?
Sicuramente, avere un progetto completamente nuovo è una motivazione per tutti. Quando mi dissero che era stato deciso di fare questo progetto, era stato stimolante. Quando tutti hanno visto tutti la nuova moto era come se avessero trovato una nuova fidanzata (ride). Abbiamo un gruppo di persone incredibili perché, nonostante le difficoltà di questi ultimi anni, nessuno ha mai mollato. L’anno scorso è stato pesantissimo, oltre ai 22 GP, abbiamo avuto tantissimi test, ma nessuno si è mai tirato indietro. Alla fine, siamo tutti qui per cercare di vincere e tutti fanno di tutto per riuscirci”.

In molti hanno la sensazione che nel 2027, complice anche il cambio regolamentare, Honda e Yamaha torneranno ai livelli a cui ci avevano abituati. Sei d’accordo?
Il passaggio dal 4 in linea al V4 è stato fatto anche in funzione del nuovo regolamento, abbiamo deciso di fare questo grosso investimento per arrivare al 2027 più preparati. Il prossimo sarà un anno nuovo di tutto, ci saranno le Pirelli, ma non credo che tutti partiranno allo stesso livello. Chi è più competitivo ora, potrà partire con un minimo margine di vantaggio. L’anno scorso abbiamo dovuto lavorare su due progetti e mezzo, quest’anno lavoreremo su due progetti, ma c’è chi lavorerà su un progetto e mezzo, questo li favorirà. Spero di sbagliarmi (ride)”.

Questa nuova moto avrà una vita breve, solo un anno, quindi il 2026 sarà un anno in preparazione del 2027?
Lo è molto, altrimenti fra 12 mesi ci saremmo trovati qui nella situazione in cui siamo ora. Invece, fra un anno conosceremo di più il funzionamento della moto”.

Hai quattro piloti molto variegati: Quartararo senza esperienza di V4, cosa che ha Miller e in misura minore anche Rins, poi c’è un debuttante come Razgatlioglu. È una buona combinazione?
I piloti, dopo una paio d’ore, si adattano a qualsiasi cosa. Stanno fermi due mesi e dopo tre uscite portano già al limite una MotoGP. Fabio si adatta in una maniera mostruosa, senza magari accorgersene. Noi lo vediamo dai dati, gli facciamo provare qualcosa di diverso e lui cambia il modo di aprire il gas, ad esempio. Sicuramente è meglio avere esperienza, ma per me non fa una grande differenza”.

E un pilota completamente vergine di MotoGP come Razgatlioglu?
Adesso lui si deve adattare, ha lo stesso programma di lavoro degli altri, ma parte con uno svantaggio perché deve conoscere ogni cosa. Dovrà adattarsi a come si utilizza la MotoGP, ma anche alle gomme perché se vuoi essere veloce con le Michelin devi usarle in un certo moto. Anche quando gli diciamo che sta facendo bene, non ti dà la soddisfazione di ammetterlo (ride). A Valencia aveva fatto un buon test, non era caduto, aveva fatto dei tempi in linea, se non meglio, di altri piloti Yamaha: per me lui sta facendo veramente bene. Non conosceva Sepang, il primo giorno è andato forte, poi il secondo e il terzo hanno giocato la stanchezza o la voglia di fare il tempo”.

Dovizioso potrà aiutarlo in questo processo di apprendimento?
La figura di Andrea è importante perché, oltre a fare il collaudatore, è anche una sorta di traduttore tra il pilota e il capotecnico. Tutti i nostri piloti si fidano di Dovi e vanno da lui a parlargli. In questo momento gli abbiamo chiesto di spendere un po’ di tempo con Toprak”.

Avete già un programma di wild card per questa stagione con Augusto Fernandez?
Ne abbiamo 4: Jerez, Barcellona, Assen e Silverstone o Aragon. Le faremo nella prima parte del campionato e una dopo la pausa estiva, poi basta perché ci concentreremo sulla 850”.

Hai qualche obiettivo in testa da qui a fine anno?
Spero, anzi, penso che la prima parte di campionato non sarà facile, altrimenti non sarebbe normale e… spero anche di sbagliarmi (ride). Credo che dopo la pausa estiva potremo riuscire a ottenere gradualmente qualche buon risultato. La moto funziona abbastanza bene, ci manca sicuramente della potenza, ma quella va insieme all’affidabilità”.
 

Share this article
Matteo Aglio