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Marquez e Pirro in pista con la Ducati V2: "sta bene, gli sto dietro solo due giri"

Il collaudatore della Ducati in pista sul circuito Aspar con il campione del mondo: "si è divertito e l'ho visto veramente bene". Mistero sul motivo della caduta di Aldeguer: "è avvenuta la mattina con l'asfalto molto freddo"

Giornata intensa di test e allenamento per Michele Pirro e Marc Marquez, impegnati in una sessione invernale su pista con la Ducati V2. Nonostante le temperature rigide – circa 15 gradi, comunque migliori rispetto all’Italia innevata – il lavoro svolto è stato positivo sotto tutti i punti di vista.

"Faceva freddo, sì, ma la pista era in buone condizioni - racconta Pirro - Rispetto all’Italia è già qualcosa". In pista, oltre a lui, anche diversi piloti del paddock: Arbolino, Navarro, Aldeguer, Quiles e Holgado. La giornata è stata però segnata dalla caduta di Fermín Aldeguer, avvenuta al mattino dopo pochi giri su asfalto ancora freddo. Il pilota è stato trasportato in ospedale e gli esami hanno evidenziato la frattura del femore. "La dinamica non è chiarissima, ma è stata una brutta caduta. Speriamo possa recuperare presto", ha commentato Pirro.

Marquez e la V2: “Si è divertito molto”

Grande attenzione ovviamente su Marc Marquez, impegnato con la Ducati V2 da allenamento. Nel box c’era parecchio fermento per mettere a punto la moto, ma il bilancio di giornata è stato più che positivo. "Marc ha girato tanto, tutto è andato bene. Abbiamo fatto anche qualche giro insieme e si è divertito molto", spiega Pirro.

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Il lavoro sulla V2 non è casuale. Secondo il collaudatore Ducati, su circuiti tecnici e con vie di fuga limitate, le moto da 1000 cc risultano eccessive: "Si raggiungono velocità troppo alte e, se succede qualcosa, non c’è abbastanza spazio di fuga. La V2 è il miglior compromesso tra prestazioni e sicurezza".

Una moto quasi di serie

Dal punto di vista tecnico, la Ducati V2 utilizzata è molto vicina alla versione standard. "Ha scarico, carene, pedane e semimanubri, ma per il resto è una moto di base. Anche Marc ha detto che va davvero molto bene. Con qualche regolazione alle sospensioni ci si diverte parecchio", racconta Pirro.

Non a caso, in tanti chiedono informazioni su un eventuale kit V2. Noi a GPOne abbiamo ricevuto molte email da amatori che vogliono più cavalli.

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"Ma il nostro obiettivo non è aumentare la potenza. Serve equilibrio: prestazioni sì, ma anche affidabilità e controllo. Non vogliamo una moto veloce ma poco affidabile", spiega il collaudatore.

Tra esperienza e futuro

A 40 anni, Pirro continua a dimostrare di essere competitivo anche in mezzo a piloti molto più giovani.

"A questa età si può ancora essere una macchina da guerra", gli abbiamo detto scherzando. Ma il lavoro di Michele sulla V2 guarda anche al futuro, con progetti come la V2 Future Champs e nuove opportunità per giovani (e meno giovani) piloti.

Tra i presenti nel paddock anche Graziano Milone, impegnato nelle selezioni del trofeo. Milone, CEO di V-Moto, e organizzatore ogni anno di un riuscitissimo incontro a Misano che miscela piloti professionisti di grande liveerro, giornalisti ed amatori: "Vuole provare l’emozione di diventare pilota a più di 50 anni. Perché no?", sorride Pirro.

Sguardo al domani

Il programma prosegue anche domani: è atteso in pista Alex Marquez, mentre Marc continuerà il lavoro di messa a punto. Nel box si lavora già per rendere la moto “perfetta” per la giornata successiva, con tanto di action cam Insta360 pronte a catturare le immagini migliori.

"Qui si continua a lavorare - conclude Pirro - La moto di Marc è quasi pronta e domani sarà davvero bellissima".

Guardate il video perché c'è di più ;-)

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Paolo Scalera