Come ogni anno, è arrivato il momento della classifica in cui nessun pilota vorrebbe mai primeggiare: quella delle cadute. Questo 2025 è stato l’anno di Johann Zarco, che con 28 contatti con l’asfalto ha surclassato la concorrenza in MotoGP. Il francese, vincitore del GP di casa a Le Mans, è costato non poco in ricambi a Lucio Cecchinello e il 2025 per lui è stato l’anno con più cadute. Abbastanza per mettersi alle spalle Jack Miller, arrivato comunque a quota 25, non poche. Sul podio della classe regina c’è anche un Marquez, ma questa volta non è Marc, bensì il fratello Alex, arrivato a 23, come Franco Morbidelli, che condivide così con lo spagnolo il terzo gradino del podio.
Hanno superato quota 20 anche Mir (22) e Acosta (21), mentre si è fermato a 19 Bezzecchi, riuscendo così ad avere la meglio sul debuttante Aldeguer. Il già citato Marc Marquez questa volta non è nelle prime posizioni, si è fermato a 14 cadute, un risultato che non otteneva dal 2019. Per quanto riguarda Bagnaia, le sue cadute sono state 11.
Di tutt’altra pasta Luca Marini, che ha collezionato appena 3 ruzzoloni. Ha migliorato anche rispetto ai 4 dell’anno scorso, rivelandosi come il pilota con il miglior senso dell’equilibrio.
Abbiamo iniziato dando il premio di miglior cascatore a Zarco, ma in verità nelle altre classi c’è chi ha fatto peggio (o meglio) di lui. I ragazzi terribili della Moto3, infatti, non hanno avuto timori reverenziali in questo senso. Cormac Buchanan è riuscito infatti nell’impresa di toccare terra per ben 35 volte (e senza nemmeno le Sprint). A nulla sono valsi gli sforzi di David Almans di togliergli lo scettro, le 31 cadute non sono bastate. Non male nemmeno il nostro Guido Pini, 6° assoluto grazie a 22 cadute. In Moto2, invece, è stato Jorge Navarro il più sensibile alla gravita, con 21 ruzzoloni che gli sono valsi il 7° posto assoluto.
In generale, le cadute totali quest’anno sono state 965: 349 in MotoGP, 275 in Moto2 e 341 in Moto3. Non è un record e soprattutto questa è stata la prima stagione in cui si sono corsi 22 Gran Premi.
Naturalmente, il turno dove si è caduto di più sono stae le gare, dove i piloti rischiano maggiormente. Il secondo le prequalifiche, diventare importantissime (soprattutto in MotoGP). I piloti in quel caso devono fare il tempo senza essere ancor perfettamente a posto con le moto.
Passando ai circuiti, il più insidioso si è rivelato il Bugatti di Le Mans. Nel weekend in Francia (complice anche un meteo instabile la domenica) si sono collezionate ben 70 cadute. Ad Assen invece 64 e a Mandalika 59. Qatar e Aragon i GP dove si è caduto meno, solo 27 volte, non male nemmeno il Mugello con 29. Se però parliamo della curva più insidiosa, il primato va alla prima del Sachsenring: 21 le cadute in quel punto.




