In questa due giorni di test in Andalusia sta continuando il percorso di apprendistato di Stefano Manzi in sella alla Yamaha R1 che guiderà il prossimo anno, nella sua stagione di debutto nel Mondiale Superbike. Dopo aver già saggiato la moto a Misano e nel primo test in ottica 2026 disputato il mese scorso qui a Jerez, il portacolori del team GRT ha macinato altri 95 giri quest’oggi. Chiudendo con il settimo tempo, a 8 decimi dal riferimento siglato dal suo compagno di marca, Andrea Locatelli. Un risultato che non rende del tutto felice il 26enne.
“Non sono completamente soddisfatto, perché nel pomeriggio abbiamo fatto delle prove che ci hanno fatto un po’ perdere la direzione e la velocità. Quindi, a fine giornata non sono riuscito a raggiungere il tempo che mi ero prefissato questa mattina - ha detto tracciando il bilancio della sua giornata - A parte questo sono molto soddisfatto, perché è bello guidare la Superbike e lavorare con questa squadra. Stiamo facendo un bel lavoro e, pur non avendo brillato tantissimo, non sono andato nemmeno pianissimo. Per fortuna domani avremo un’altra giornata e vedremo di portare avanti il lavoro e, magari, di ritrovare un po’ di velocità”.
Lo stile di guida di Manzi è più adatto alla Superbike che alla Supersport?
“Penso di sì, ma devo adattarmi un po’ perché la posizione del corpo sulla moto è completamente diversa. Però, in Supersport ero forte in frenata e sembra che lo sia già anche qui in Superbike. Il che è positivo per me. Sono forte, o forte quanto Toprak? Più forte di Toprak!” ha risposto scherzando il diretto interessato, che è stato poi incalzato sul fatto di trovarsi su una moto più adatta alle tue caratteristiche.
“Più che per la moto, sono contento di essere cresciuto anche a livello di campionato. Uno punta sempre ad andare dove c’è il meglio e questo è un altro passo avanti. In generale è tutto più difficile. In Supersport avevi più margine per fare e per sbagliare, mentre qui tutti i piloti sono velocissimi e c’è poco margine d’errore. È tutto più difficile, ma molto più bello e sono molto contento di guidare questa moto. Al momento non la sento completamente mia, perché questi sono ancora soltanto i primi test. Però penso di essere in una categoria che mi piace di più della Supersport”, ha raccontato il campione in carica della Supersport.
“Con questa moto sembra il tuo primo giorno in sella, sembra che tu non abbia mai guidato una moto. È completamente diversa dalla Supersport, è tutto diverso. Devi pensare a gestire la potenza e anche la velocità quando freni e quando fermi la moto, che sono due fasi in cui la moto si muove anche di più. È bello, ma più complicato”, ha aggiunto l’alfiere Yamaha.
Possibile che Stefano non avesse mai guidato una Superbike, privatamente, prima d’ora? “Ho guidato qualche R1 stock in passato, ma era diverso - ha puntualizzato - Non so come spiegarlo, ma è un altro mondo rispetto alla Supersport”.
Tra le cose che Stefano dovrà cambiare rispetto al passato ci sono i suoi risultati in qualifica. Spesso poco brillanti in Supersport.
“Lo so, ma il problema in Supersport non era che non fossi abbastanza bravo, ma il fatto che non avessimo tempo durante il weekend - ha sottolineato - Nella qualifica del venerdì mi concentravo soltanto sul ritmo di gara, perché per me non era importante essere davanti o meno in qualifica. Qui è tutta un’altra storia e so di dovermi qualificare nelle prime tre file, perché altrimenti la gara è andata”.
Parlando invece al lavoro svolto in giornata e delle regolazioni da fare alla sua R1, essendo uno dei piloti Yamaha più alti, il riminese ha affermato: “Ho provato il nuovo forcellone. Stiamo facendo delle prove comparative. Allungare la moto perché sono alto? Forse Gardner lo è quanto me e Toprak anche un pochino di più. Lui ha guidato questa moto in passato e le dimensioni non sono cambiate molto da allora. Bisognerà fare le solite regolazioni di pedane e manubri, ma mi trovo già abbastanza bene”.
A proposito di Razgatlioglu, Manzi non è rimasto sorpreso dalle prestazioni del turco nel test a Valencia: “È andato bene e da un campione così ci si aspetta quello che ha fatto. Le aspettative naturalmente sono alte e sono contento che sia andato forte, anche perché è una buona pubblicità per questo campionato”.
Il pilota ha poi concluso spiegando perché quest’anno dovrà fare da spettatore alla 100km dei Campioni: “Purtroppo non faccio in tempo perché venerdì ci sono le prove e noi arriveremo a casa al pomeriggio. È un peccato, ma la cosa importante è questa: fare i test con la moto con cui correrò”.