Come al solito Fabio Quartararo si è presentato alla vigilia del penultimo weekend di gara con una certa cautela. Attento a non sbilanciarsi, El Diablo ha preferito tenersi lontano dai proclami anche in ottica Mondiale venturo.
“La pista di Portimao mi piace ed ho dei bei ricordi. Qui sappiamo di poter fare bene perché ad esempio all’ultima curva si arriva in appoggio e si risolleva lentamente, per cui, dovrebbe andare meglio. Non dico che saremo veloci, ma il sollevamento è meno aggressivo dunque potrebbe esserci più congeniale a noi anche se comunque non abbiamo vantaggi. Più in generale questo layout dovrebbe garantirci meno svantaggi essendo fluido come Silverstone", ha dichiarato in parte speranzoso.
Portogallo e Spagna, almeno sulla carta, dovrebbero rappresentare le due ultime apparizioni della M1 in chiave attuale. "Non sapendo ancora come funziona la V4, non so se ne sentirò la mancanza. Sicuramente è positivo cambiare, ma forse l’anno prossimo mi mancherà. In ogni caso si tratta di un nuovo passo nella mia carriera. Vedremo come andrà. Da quanto ho capito comunque, queste saranno le ultime due gare con il motore in linea. Per me è al 99% così. La percentuale rimanente è solo perché se non risponde come previsto qualcuno potrebbe domandare di tornare alla quattro cilindri in linea, ma dipenderà da Yamaha", ha considerato con un occhio già all'anno prossimo.
Per adesso la prova in un contesto di gara non ha dato esito particolarmente positivo. In Malesia, infatti, Fernandez non ha fatto meglio dei colleghi di marca con la moto di oggi.
"Ho avuto modo di parlare con Augusto della nuova M1 visto che a Sepang gli avevo dato un mio forcellone nel tentativo di mitigare le vibrazioni che pativa. Sebbene dopo la situazione sia migliorata, il risultato ha dimostrato che siamo ancora lontani in termini di performance. Più che guardare i dati, ad oggi è cruciale per gli ingegneri provare a capire come chiudere il divario", ha considerato con pragmatismo prima di rispondere alla domanda sui miglioramenti effettuati in corso d'opera sulla 2025.
"Il focus dei tecnici era più sul 2026, quindi i progressi dalla Thailandia ad oggi sono stati limitati. Mi auguro che ne sia valsa la pena e che la prossima moto abbia un rendimento migliore perché da pilota è stata dura. Nel complesso i passi avanti hanno riguardato solo leggermente il propulsore, mentre il grande lavoro è stato incentrato sull’elettronica. Abbiamo cercato di capire come fare ad essere prestazionali avendone meno a disposizione", ha concluso.