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Bastianini: "Non ho ancora un set-up base. Anch'io a Sepang con poca elettronica

"Il mio set-up va bene sulle piste lente, meno su quelle veloci. In Malesia la domenica abbiamo riddotto l'intervento dell'elettronica, è un cammino da esplorare. Dico da inizio anno che l'erogazione della RC-16 non è eccezionale"

MotoGP: Bastianini: "Non ho ancora un set-up base. Anch'io a Sepang con poca elettronica

“Non ho ancora trovate una base per il set-up”, non è molto usuale sentire un pilota pronunciare queste parole al termine della stagione, dopo badilate di km di prove e 40 gare disputate. Tuttavia, è quanto ci ha confessato Enea Bastianini quest’oggi, alla vigilia del Gran Premio di Portogallo. La RC-16 nel corso della stagione non è stata per l’italiano una moto semplice da interpretare e alla quale adattare il proprio stile di guida. Quando sembrava esser stata raggiunta la quadra, come a Barcellona, è bastato spostarsi sul circuito successivo per capovolgere di nuovo tutto, come a Misano. Un setting, quello del pilota Tech3, adatto alla piste lente ma inadatto a quello veloci, così lo ha giudicato.

Portimao è un mix, presenta sia tratti da marce basse che curvoni veloci, e bisognerà dunque attendere di mettere le ruote in pista per scoprire questa volta come risponderà la lunatica RC-16. La stessa che in Malesia ha gradito essere spogliata quasi totalmente dalle vesti dell’elettronica. “Un cammino da esplorare”, inaugurato da Pedro Acosta e intrapreso anche da Bastianini nella domenica di Sepang.

Per queste due ultime gare l’obiettivo è partire col piede giusto - esordisce il riminese – Portimao è una pista molto particolare dove in passato sono stato veloce quindi mi piacerebbe ottenere un bel risultato. Dovremmo partire forte, cercare di stare nei primi 10 e poi da lì il weekend bene o male viene fuori da solo”.

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Già le FP1 allora saranno molto importanti per capire se hai il giusto feeling.
Quello che quest’anno mi manca è proprio trovare da subito il buon feeling. Domattina già dalle FP1 cercheremo di capire che strada prendere nel caso ci fosse qualcosa che non va. Molte volte ci metto veramente tanto a trovare belle sensazioni. A Sepang abbiamo modificato molto il set-up dal venerdì alla domenica, mentre solitamente non facciamo mai troppe modifiche, ma a volte sulla KTM bisogna cambiare, è una moto che lo richiede. Ancora non ho trovato un set-up base per lavorare bene”.

Dopo 40 gare fra Sprint e GP, non è un po' strano non avere ancora trovato una base?
E’ stranoammette il #23 – Però ci sono sempre delle piste sulle quali devi intervenire, il tuo pacchetto non funziona dappertutto. Credo che il mio pacchetto abbiamo funzionato bene nelle piste lente, ma nelle piste veloci come quelle extraeuropee dovevamo fare qualcosa di diverso e ci siamo arrivati a Sepang, dove sia nella Sprint che nella gara lunga siamo andati forte. Qui in Portogallo il circuito è un po' più lento anche se ha curvoni molto veloci come la Malesia, quindi è un mix. Vedremo”.

In Malesia Acosta ha guidato con un’elettronica ridotta al minimo. La reputi una soluzione che potrebbe funzionare anche per te?
A volte l’erogazione della KTM non è proprio eccezionale, io lo dico dall’inizio dell’anno, quindi la mossa di Pedro è stata sicuramente intelligente. Anche noi la domenica abbiamo tolto un po' di elettronica per cercare di essere più competitivi e avere la moto più in mano ed in effetti è andata meglio. Sarà un aspetto da non sottovalutare anche qui. E’ un cammino da esplorare”.

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A Sepang ci avevi detto di esserti anche un po' innervosito, di aver perso la pazienza. Stai lavorando anche un pò su questo? Sul riuscire ad accettare le cose quando non vanno subito per il verso giusto?
“Assolutamente si. Bisogna sempre lavorare su stessi. A Sepang credo di aver fatto degli errori perché in questo mondo il nervosismo non porta a niente e imparare a metterlo da parte sarà fondamentale”.

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Gianluigi Mazza