Secondo posto in qualifica e quarto nella Sprint, solo riassaporare la gioia di un podio avrebbe potuto rendere più dolce il sabato a Motegi di Joan Mir. Sulla pista di casa della Honda, il due volte iridato ha riportato una RC213V del team HRC in prima fila per la prima volta dal 2023, quando Marc Marquez conquistò la seconda posizione in griglia al Mugello. Per poi ribadire il ritrovato stato di forma della Casa giapponese anche in gara. Occupando a lungo la terza posizione alle spalle di Francesco Bagnaia e Pedro Acosta Acosta e mantenendosi in lotta per il podio fino agli ultimi cinque giri, quando è stato superato da un Marc Marquez in rimonta.
“Abbiamo lottato duramente, ma dobbiamo essere felici e soddisfatti del lavoro che stiamo facendo. Sono molto contento per me e per le persone in Honda, perché aspettavamo risultati come questo da tanto tempo e oggi abbiamo dimostrato cosa possiamo fare se non ci succede nulla. Questo è molto importante in termini di fiducia, sia per la mia mente che per la squadra”, ha sottolineato Mir.
Dopo essere stato spesso bersagliato dalla sfortuna, il maiorchino si è finalmente potuto godere una gara tranquilla e senza problemi.
“Nella Sprint di solito ci sono sempre caos e incidenti, ma oggi non è successo niente davanti. È stato tutto molto pulito - ha commentato - Mi aspettavo qualche errore da parte di qualcuno dei piloti davanti, ma non hanno commesso alcuno sbaglio. Credo sarebbe stata l’unica occasione che avremmo avuto oggi per lottare in particolare con Pecco e Marc, che erano di un altro livello. Ho provato a stare con Bagnaia nei primi giri, ma guidava veramente bene e faceva la differenza in uscita di curva. Proprio come Marc, quando mi ha superato. Quindi, credo che ci aspetti una bella lotta domani. Ritengo che possiamo lottare altri piloti come Acosta e Morbidelli, che era lì con noi. Sarà sicuramente una gara divertente”.
Pur non essendo riuscito a tenere il passo di Bagnaia, il pilota Honda è stato capace di tenere a bada per diversi giri il leader del campionato.
“Cosa mi passava per la testa in quel momento? Niente. Per me in gara non ci sono persone ma piloti, quindi non mi interessa chi c’è davanti - ha affermato - Il pilota che avevo davanti, che in quel momento era Marc, accelerava molto bene in uscita di curva, proprio come faceva Pecco al primo giro. Ho visto che stava disputando un bel finale di gara, probabilmente stava controllando all’inizio quando era alle mie spalle, mentre io non ero in grado di farlo. Lui era in controllo dietro di me e spingeva come un animale (ride ndr.). Questa è una cosa su cui dobbiamo continuare a lavorare”.
Un’altra area su cui c’è da intervenire sono sicuramente le vibrazioni, che ancora assillano il 28enne.
“Avevo molto chattering, è un aspetto che dobbiamo ancora migliorare, ma ero super motivato a restare lì e ho cercato di farlo provando a fare la differenza in frenata, perché le vibrazioni sono davvero difficili da gestire. Sono state un incubo per me negli ultimi due anni - ha ricordato Joan - La moto ha funzionato molto bene, ma abbiamo ancora qualcosa da migliorare sul fronte delle vibrazioni. La velocità che abbiamo un po’ perso a fine gara è dovuta proprio alle vibrazioni”.