Reduce da un rincuorante sesto posto Joan Mir guarda al fine settimana dell'Ungheria con cauto ottimismo. Forte di una moto leggermente migliorata rispetto ad inizio stagione, spera di poter sfruttare l'effetto novità.
“Non so se Balaton possa essere adatto alla RC213 V, di certo ogni nuovo circuito rappresenta un’opportunità per chiunque. Personalmente cercherò di dare il massimo e di adattarmi il più rapidamente possibile. Allo stesso modo però, dovrà essere reattiva anche la moto e bisognerà evitare di perdere tempo con gli aggiustamenti a livello di assetto. Nel complesso sono convinto che sapremo fare un buon lavoro”, ha affermato prima di condividere le proprie impressioni sul tracciato.
“Ho fatto un paio di giri in bici e mi sembra piccolo e stretto. Uno dei più peculiari del calendario, ma un layout diverso dagli altri è sempre interessante anche perché può premiare certi piloti anziché altri, visto che presenta diversi punti di frenata e zone di sorpasso”, ha spiegato.
Entrando nello specifico della morfologia del circuito, lo spagnolo ha sostenuto: “Per la tipologia di curve ricorda un po’ il primo settore del Red Bull Ring, solo un po’ più stretto, mentre il settore 2 è simile a Mandalika. Non ci sono molte curve veloci ed più uno stop&go. Solitamente dall’esterno le gare che si sviluppano in piste del genere sono più divertenti da seguire”.
Proseguendo con una disamina del valore attuale di Honda l’ex Suzuki ha rivelato: “Abbiamo fatto un ottimo lavoro ad inizio stagione come lo scorso anno. Il potenziale è più alto che in Austria dove per differenti ragioni non siamo stati in grado di portare a casa il risultato e dove sulla carta avremmo potuto fare bene. Personalmente sento di poter lottare più regolarmente nei primi 6 o 7 ed è su quello che dobbiamo concentrarci”.
Quindi, facendo un bilancio dei progressi della moto in questo 2025 ha argomentato: “Finora ci siamo focalizzati sui dettagli, ma non posso dire che abbiamo fatto un vero passo avanti. Nel 2024 siamo cresciuti molto e non ci siamo più fermati. Il test di Barcellona potrebbe essere d’aiuto”.
Da ultima dello schieramento a seconda forza assolutata, per riuscirci la Casa dell’Ala Dorata ha dovuto cambiare approccio ed essere più rapida negli aggiornatamenti. “In effetti i tempi di risoluzione dei problemi si sono accorciati rispetto al passato. L’azienda però si comporta allo stesso modo di prima ed è giusto che sia così”, ha valutato.
In ultimo, tornando sulle caratteristiche del circuito, secondo alcuni pericoloso per le MotoGP ha detto: “Prima di dare un’opinione bisogna provare. Da fuori non mi pare sia rischioso. Normalmente quando le curve sono lente i piloti sono più aggressivi, ma non saprei dire se è più pericoloso che lanciarsi a 250 km/h in 22 come quando si affronta la curva 1 del Montmelo in partenza. Anche lì si può creare una situazione critica”.