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Fermin Aldeguer, il debuttante che ambisce a battere Marc Marquez

Schiacciato dal peso della pressione nel 2024, il giovane spagnolo ha voltato pagina in MotoGP, con lo spirito di chi non ha niente da perdere: “Se c’è un pilota che può giocarsi la vittoria con Marc negli ultimi giri quello sono io”

MotoGP: Fermin Aldeguer, il debuttante che ambisce a battere Marc Marquez

Fermin Aldeguer è entrato in MotoGP in punta di piedi. Con la consapevolezza che il modo migliore per rispondere a chi, prima del suo esordio nella classe regina, aveva messo in discussione il suo valore e il fatto che meritasse di guidare una Ducati, fosse quello di lasciare tempo al tempo. Di concedersi il ‘lusso’  di prendersi qualche gara per imparare e adattarsi alla nuova categoria con calma e nervi saldi. Senza commettere l’errore di puntare sin dalle primissime gare a quei risultati di spessore che tutti volevano e si aspettavano da lui, già dallo scorso anno. Per suffragare la decisione dei vertici Ducati di ingaggiarlo con un biennale, con opzione per altre due stagioni, con quasi un anno d’anticipo sul suo esordio tra i grandi della MotoGP. La stessa mossa compiuta dagli uomini in Rosso nel febbraio del 2018, quando avevano concesso a Francesco Bagnaia la promozione in MotoGP per la stagione successiva, stipulando un contratto di due anni per gareggiare sulla Ducati del team Pramac Racing. 

Le stimmate del predestinato, o quasi. Un peso che Fermin non era riuscito a gestire nel 2024. Quando si era sciolto come neve al sole tra errori, pressione e difficoltà di adattamento alle nuove gomme Pirelli, e aveva chiuso quinto in campionato l’annata in cui era considerato all’unanimità il grande favorito. Dopo quell’impressionante finale di stagione del 2023 che aveva quasi messo in ombra le gesta del Campione Pedro Acosta, portandolo a un passo dal diventare il successore di Luca Marini tra le fila del team VR46.

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Capito cosa è andato storto, Aldeguer ha voltato pagina e si è presentato in MotoGP con uno spirito totalmente nuovo: quello di chi non ha niente da perdere ma tutto da guadagnare. La mentalità vincente per il 20enne murciano, che in un box esperto e familiare come quello del team Gresini ha trovato l’ambiente ideale per crescere in tranquillità e con il sorriso. Dopo un timido avvio, Fermin ha cominciato a prendere progressivamente fiducia e dimestichezza con la Desmosedici, potendo anche contare su un riferimento come Alex Marquez, e ha mostrato una crescita e una capacità di adattamento tanto rapide da mettersi in tasca un doppio terzo posto nel sesto appuntamento dell’anno a Le Mans; un altro podio nella Sprint di Aragon e poi la piazza d’onore nel GP d’Austria, dove è stato secondo solo al mattatore del campionato, Marc Marquez.

Scrollandosi di dosso tutta la pressione che aveva sulle spalle e ritrovando quella calma che gli era mancata nel 2024, il giovane spagnolo ha cominciato a divertirsi “sulla moto, in tutti i circuiti e con le persone e la squadra che ho intorno”, come aveva spiegato in Francia, e a guidare libero da qualunque pensiero e condizionamento. Proprio come ha fatto tra i saliscendi del Red Bull Ring. Dove ha sfruttato tutta l’intraprendenza tipica di un debuttante per calarsi appieno nella parte di un veterano.

“Non ricordo nulla della gara, è stata una di quelle in cui entri nel ruolo e le cose cominciano a venirti. Non ho fatto i primi giri al meglio, faccio sempre fatica nella fase iniziale, ma nel box sappiamo che se c’è un pilota che può giocarsi la vittoria con Marc negli ultimi giri quello sono io ha riconosciuto il portacolori del team Gresini, parlando a DAZN Spagna con tutta la spavalderia e il candore dei suoi vent’anni. Ma anche con la fiducia e la maturità di chi sa di rappresentare il futuro che avanza e di avere tutte le carte in regola per vestire di Rosso già nel 2027. Continuando a sognare in grande e a lavorare con la passione, la determinazione e l’umiltà messe in campo in questa stagione da esordiente.

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“Venerdì e sabato mattina abbiamo lavorato con pressioni elevate perché dovevamo essere pronti a gestire l’anteriore se fossi partito dietro. Sono riuscito a sorpassare, a essere competitivo, e quando ho superato Pedro e mi sono avvicinato a Bezzecchi e Marc ho detto: ‘Posso anche vincere’. Però non è facile lottare con un Marc Marquez che dà tutto, mi ha reso le cose molto difficiliha continuato il murciano, dando prova di aver dato tutto se stesso per tentare l’impresa: Ho consumato lo stivale, ho un buco sotto l’alluce, il dito mi bruciava e non potevo toccare il freno posteriore”.

Un piccolo aneddoto da raccontare, quando ripenserà alla prima volta in cui è arrivato a un passo dal contendere la vittoria al suo grande idolo. Con lo stivale destro bucato, e con il sorriso, e l’entusiasmo, di un bambino che sta giocando al più bel gioco che abbia mai avuto tra le mani.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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Daniela Piazza