Rientrato solo al Sachsenring dopo la violenta caduta rimediata a Suzuka a fine maggio mentre stava svolgendo un test in ottica 8 Ore, Luca Marini ha approfittato della pausa per proseguire nel recupero e riprendere fiato in compagnia della famiglia prima della seconda parte di stagione.
"Le vacanze sono state un mix di lavoro e riposo come è giusto che sia. Dovendo riprendermi dal punto di vista fisico mi sono concentrato soprattutto su quello e poi ho fatto il papà. Angelina sta crescendo molto bene, impara sempre qualcosa di nuovo e presto comincerà a camminare. E’ molto divertente da osservare. La metterò sulla moto? No, farà quello che vuole lei", ha affermato alla vigilia del round dell'Austria.
"Fisicamente mi sento recuperato. Sono andato a girare a Misano su una CBR ed è andata molto bene. Diversamente non sono ancora a posto con l’anca, per cui non riesco ancora ad allenarmi al ranch. Globalmente sto molto meglio che nelle precedenti due gare di Germania e Repubblica Ceco dove comunque avevo chiuso bene Mi manca solo qualcosina perché ci vuole tempo a riprendersi dagli infortuni gravi, ma da qui a fine campionato mi aspetto di stare benissimo", ha proseguito ottimista.
Durante il periodo di stop si è disputata proprio la gara di durata giapponese a cui il pilota HRC si stava preparando prima dell'incidente e che ha premiato la coppia della Casa dell'Ala Dorata Zarco – Takahashi. “L’ho seguita con attenzione perché mi interessava molto e mi complimento con Honda. Hanno fatto la differenza. Bravissimi anche Johann e Takumi in quanto hanno dato vita ad una prova difficilissima, ovvero disputarla in due. Considerate le alte temperature è qualcosa di davvero complesso. L’anno prossimo non escludo di esserci anch’io”.
Le prossime settimane saranno decisive per il futuro del marchigiano. “Ci sono state delle chiamate, ma è già tutto definito. Presto lo saprete”, ha svelato.
Quindi, a domanda secca su quale sia il suo peso, il fesco 28enne ha replicato: “70 kg come quando correvo in Moto2. Oggi in tanti stanno dimagrendo perché consente di andare più veloce. Ricordo quando a Misano vinse Pedrosa perché era stato l’unico in grado di montare le gomme soft. A mio avviso andrebbe introdotta la regola del peso minimo come in tutti gli altri sport. Manca solo da noi. Chi è basso basta che si alleni un po’ di più per mettere su kg, ma chi è alto sotto un tot no può scendere”.
Infine sul controllo di stabilità, ultima novità tecnica sul piatto voluta da Dorna, ha detto: “L’ho provato in un test e credo che sia da introdurre con calma poiché potrebbe rappresentare una variabile in più e creare delle complicazioni se non è a posto come succede sempre per l’elettronica. Se fuziona perfettamente magari non ti dà nulla in più, ma se sbagli qualcosa ti può togliere tanto in termini di sensazioni e tempi sul giro. Io comunque sono tranquillo perché i nostri tecnici sono i migliori del paddock sotto questo punto di vista”.