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Mercato piloti MotoGP: si prepara la rivoluzione per il 2023

Con la maggior parte dei piloti in scadenza di contratto, le trattative sono già iniziate da tempo. Osservati speciali Bastianini e Quartararo, con Joan Mir in odore di Honda

MotoGP: Mercato piloti MotoGP: si prepara la rivoluzione per il 2023

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Come ampiamente discusso in altre circostanze, il 2023 sembra destinato ad essere una sorta di anno zero per la MotoGP. La maggior parte dei piloti in griglia è infatti in scadenza di contratto e i manager di tutti stanno lavorando senza sosta per accaparrarsi la migliore moto disponibile al miglior ingaggio possibile.

Ci sarà chi punterà a farsi confermare da un top team e poi i piloti della nuova generazione che scalpitano per entrare nel tanto agognato Team Factory di turno, ovvero le uniche squadre che possono garantire ad un pilota di lottare per vittorie e titoli iridati. Abbiamo tentato di immaginare quale possa essere la griglia di partenza del 2023 in base alle informazioni che abbiamo ed il ritorno in pista di Marc Marquez ha di certo eliminato una variabile molto importante per tutte le pedine dello scacchiere. 

Yamaha Factory: Morbidelli e Quartararo, con Toprak alla finestra

Fabio Quartararo ha dichiarato senza mezzi termini di sentirsi un pilota sul mercato, aperto ad ascoltare le offerte degli altri Costruttori. Il francese ha riportato il titolo ad Iwata, ma si è costantemente lamentato per la competitività della M1 che a volte non è apparsa al livello delle migliori rivali, soprattutto nel confronto con una Ducati assolutamente perfetta verso fine stagione. Fabio punta ovviamente ad ottenere un ingaggio più alto ed anche a pungolare Yamaha per aumentare gli investimenti sullo sviluppo e non vedere le prestazioni della propria moto arenarsi. Alternative serie per Quartararo al momento non sembrano esserci, considerando che Marquez difficilmente lo accoglierà in Honda e Ducati sembra voler puntare sulla propria filiera di piloti anche per il futuro.

C’è poi da considerare anche il fattore ‘Zarco’. Come Johann, anche Fabio ha corso solo in sella alla M1 in MotoGP e potrebbe soffrire l’adattamento ad una moto spinta magari da un V4, visto che difficilmente Suzuki (unica moto spinta da un 4 in linea) sarebbe in grado di offrire un ingaggio allineato con le sue richieste. L’esperienza di Johann sulla KTM potrebbe insegnare tanto al riguardo.

Nell’altra metà del box, c’è invece un Franco Morbidelli che ha già il contratto in tasca per il 2023. Una sorta di premio per i tre anni passati nel team Petronas con una M1 meno evoluta rispetto ai rivali. Soprattutto nel 2020 Franco aveva dimostrato tutto il proprio talento e se dovesse essere in grado di tornare su quei livelli, Yamaha si troverebbe in squadra un osso durissimo per tutti.

Affacciato alla finestra in attesa di evoluzioni c’è Toprak Razgatlioglu, che ha più volte sottolineato che l’unica porta attraverso cui ambisce ad entrare in MotoGP è quella di un team ufficiale. Se Quartararo dovesse lasciare Yamaha per una nuova sfida, cosa che potrebbe anche prendersi il gusto di fare vista la sua giovanissima età, il turco sarebbe il candidato numero uno a sostituirlo ed un test sulla M1 è quasi certamente nell’agenda di Lin Jarvis in questa stagione. 

Ducati Factory: Bagnaia la certezza, Martìn e Bastianini pronti a fregare Miller

La Ducati è la Casa che ha lavorato meglio di tutte sia in pista che fuori nel 2021. La Desmosedici si è dimostrata nettamente la migliore del lotto e la politica sportiva orientata sui giovani ha pagato e lo farà con ulteriore interessi nel 2022. Con ben otto moto in pista, due rookie ed alcuni dei giovani più interessanti in circolazione, appare chiaro che qualcosa possa cambiare. Mentre Pecco Bagnaia sembra proiettato al ruolo di leader indiscusso, ruolo conquistato in pista, Jack Miller è in una situazione molto più complicata. 

L’australiano doveva esplodere definitivamente nel 2021, ma i fatti hanno raccontato una storia diverso con Jack spesso incline ad errori che l’hanno tenuto fuori dalla lotta per il titolo. Con Jorge Martìn in rampa di lancio ed Enea Bastianini pronto a sfidare gli altri piloti Ducati con una moto più recente, la lotta in pista per la seconda Desmosedici ufficiale sarà senza esclusione di colpi. Entrambi sono visti molto bene da Gigi Dall’Igna, ma solo uno potrà entrare nella squadra ufficiale e ad entrambi non mancano alternative di rilievo. Le prime gare della stagione saranno fondamentali, anche per lo stesso Miller che ancora non è fuori dai giochi ma dovrà offrire una vera prova di forza e carattere per farsi confermare. 

Honda Repsol: Marquez intoccabile, Joan Mir il giovane che punta al trono

Marc Marquez ha spazzato via tutti i dubbi sulle proprie condizioni fisiche saltando in sella ad una Honda RCV 213 VS a Portimao e confermando che a Sepang ci sarà. Una certezza che spazza via qualsiasi speculazione, perché per quanto Marc non sia ancora al 100%, la Honda è perfettamente consapevole di quanto sia assolutamente irrinunciabile. 

Diversa la situazione nell’altra metà del box, con Pol Espargarò che per adesso non è riuscito ad interpretare al meglio la moto della HRC. Il nuovo prototipo sembra più amichevole per tutti i piloti Honda, quindi la tendenza potrebbe anche cambiare e se Pol dovesse dimostrarsi abbastanza competitivo, potrebbe anche incassare la fiducia di Honda per un’altra stagione nel ruolo di fido scudiero di Marc. 

C’è però un’altra corrente di pensiero che vedrebbe due nomi in lizza per sostituire Pol. Il primo è quello di Joan Mir, che con la Honda ha una sorta di conto in sospeso. La HRC lo voleva infatti ingaggiare già all’epoca del suo passaggio in MotoGP, ma fu la Suzuki a vincere la gara ed alcuni sostengono che fosse proprio Marc Marquez a non volerlo in squadra. Uno scenario difficile da immaginare, perché lo stesso Marc ha poi accettato in squadra un mastino come Jorge Lorenzo nel 2019, ma è innegabile che tra i due non ci sia un buon feeling e spesso ci sono state scaramucce in pista e fuori. Eppure Mir è giovane, vincente e molto concreto. Un biglietto da visita che piace ad Alberto Puig e che potrebbe spalancargli le porte per entrare nell’orbita HRC.

Un altro pretendente è Enea Bastianini, un pilota che nel 2021 ha sorpreso tutti facendosi valere in sella ad una Ducati vecchia di due anni. Bestia è una delle giovani promesse della MotoGP ed in questa stagione puntava ad avere una Ducati ufficiale, seppure gestita da un team clienti. Non è andata così ed il suo talento probabilmente meritava di più, quindi è del tutto normale che si stia guardando attorno per entrare in un Team Factory quanto prima. E che dire di Toprak Razgatlioglu? Vuole una moto ufficiale per passare dalla SBK alla MotoGP. Se la Yamaha non fosse in grado di offrirgliela, perché no la Honda?

Suzuki: Grandi incognite, poche certezze

L’unica certezza che riguarda la Suzuki è che non ci sono certezze. Joan Mir si è lamentato moltissimo per il mancato sviluppo della moto che gli ha consentito di fare suo il mondiale 2020 ed Alex Rins nell’altra metà del box ha reso salatissimo il conto dei ricambi a fine stagione incappando in tantissimi errori e non riuscendo quasi mai a stupire. 

Sono entrambi in scadenza di contratto, ma mentre Mir sembra essere l’uomo su cui Suzuki deve puntare per continuare ad avere un top rider, nel caso di Rins la situazione è diversa. Alex dovrà dare vita ad una grande prima parte di stagione per incassare la conferma, anche perché la Suzuki rappresenta un’attrattiva non da poco per una nutrita schiera di piloti. Non è forse la moto migliore del lotto, ma continua ad essere una delle più equilibrate e facili. Un mix che attrae molto i rookie. Sono proprio i potenziali debuttanti nella categoria ad essere gli osservati speciali da parte di Suzuki, che ha sempre affermato di voler far crescere i giovani piuttosto che puntare su piloti esperti e magari più titolati, ma anche più cari dal punto di vista dell’ingaggio. 

Paradossalmente a salvare Rins in Suzuki potrebbe essere proprio la partenza di Mir in direzione Honda, perché la Suzuki probabilmente opterebbe per confermare almeno uno dei due piloti, piuttosto che puntare su una coppia totalmente inedita. Il nome di Aaron Canet sembra sull’agenda dei vertici di Hamamatsu, ma ci sono anche altri piloti in Moto2 che restano degli osservati speciali. Un’alternativa romantica ma non del tutto impossibile da vedere, sarebbe il ritorno di Maverick Vinales sulla GSX-RR. 

Proprio nelle scorse settimane, il Top Gun ha affermato che lasciare Suzuki è stato un errore. L’avventura in Aprilia è iniziata da poco, ma se il pacchetto non dovesse funzionare come tutti sperano, facilmente Mavericks si rimetterebbe sul mercato ed un ritorno sulla 4 in linea giapponese non sarebbe una utopia e forse gli permetterebbe di concludere un discorso lasciato a metà.

Aprilia: Aleix Espargarò potrebbe fermarsi, Vinales cerca conferme

L’inizio del 2022 sarà molto importante per entrambi i piloti in sella alla RS-GP. Aleix Espargarò è stato la vera anima del progetto di Noale in MotoGP, ma non è più un ragazzino e già due anni fa stava per fermarsi. Se dovesse trovare una RS-GP cresciuta ulteriormente ed in grado di lottare per la top five ogni domenica, di certo lo spagnolo cercherebbe di continuare la propria carriera. In caso di involuzione delle prestazioni, lo scenario potrebbe essere completamente diverso. La seconda parte del 2021 non è stata entusiasmante per la squadra veneta e dopo la separazione con Gresini Racing, il 2022 sarà uno spartiacque importante. 

Da parte sua, Maverick Vinales si è sempre detto felicissimo del proprio approdo in Aprilia. Si sente al centro di un progetto ed ha sempre affermato di sentire un potenziale elevatissimo in sella all’Apriia. Ma questo potenziale dovrà essere concretizzato e se non dovesse essere facile farlo ad inizio stagione, sarebbe del tutto naturale per Vinales guardarsi attorno. Lo spagnolo resta uno dei piloti più talentuosi del Paddock e non gli mancherebbero alternative. 

Aprilia dovrà anche dimostrare di non essere una moto ‘impossibile’ per i rookie, cosa che ha raffreddato l’entusiasmo di parecchi potenziali esordienti nella top class in sella alla RS-GP. Nessuno vuole ritrovarsi in sella ad una moto troppo difficile da interpretare al debutto in MotoGP, quindi il mercato piloti di Aprilia dipenderà molto anche da quanto emergerà nei test e nelle prime gare del campionato. Più che essere nella posizione di scegliere, sembra che Aprilia sia nella scomoda posizione di non doversi sentire rifiutata ed è una situazione che stride troppo con la competitività mostrata spesso nel 2021. Ora però toccherà confermarsi sempre al top, per tornare a poter scegliere davvero. 

KTM: Binder e Oliveira blindati forse troppo presto

Brad Binder ha incassato un rinnovo forse troppo generoso da parte di KTM, che ha deciso di tenersi stretto il sudafricano a lungo. Oliveira si è spesso mostrato più veloce, ma gli infortuni l’hanno rallentato nel 2021 ed il portoghese non ha potuto esprimere tutto il proprio potenziale. La speranza è che la moto arancione possa dimostrarsi nuovamente competitiva come nel 2020 e l’arrivo di Francesco Guidotti potrebbe aiutare moltissimo la gestione del box.

L’alternativa alla conferma di Oliveira potrebbe essere Jack Miller, che con la sua guida aggressiva potrebbe trovarsi a proprio agio sulla V4 austriaca. Per adesso però tutte le informazioni portano ad una conferma dell’attuale coppia di piloti anche per il futuro a medio termine, con la consapevolezza da parte di KTM di avere in famiglia un talento come quello di Raul Fernandez.

Se lo spagnolo dovesse esplodere nel 2022, potrebbe essere valutata una bella rimescolata al team Factory con l’offerta per la vittima sacrificale di correre sotto i colori Tech3. Abbiamo già visto varie volte che i contratti oggi valgono quanto i pezzi di carta su cui sono scritti. Quindi non parliamo di fantascienza, ma anzi. Senza dimenticare Pedro Acosta, che dopo un 2021 mostruoso, sembra destinato al ruolo di nuova promessa del motociclismo spagnolo. KTM non vorrà farselo scappare, ma ha solo 4 moto in MotoGP e qualche testa potrebbe saltare. 

Team privati: caos calmo

Se la situazione dei Team Factory è fluida, quella delle squadre satellite è semplicemente esplosiva. Pramac continuerà a puntare sui giovani, con Zarco che dovrà meritarsi la conferma e Martìn che punta alla squadra ufficiale. Se Bastianini non dovesse trovare un posto in un team Factory, Pramac potrebbe essere il posto giusto per ripetere il percorso di Bagnaia, ovvero disporre di un mezzo ufficiale seppure in un team satellite. 

LCR ha le mani legate a metà. Alex Marquez ha deluso nel 2020 e 2021 e per quanto sia il fratello di Marc, serve una stagione di buon livello per dimostrare di meritare una moto che fa gola a molti, soprattutto alla luce di quanto visto nei test di Jerez, in cui la nuova RCV si è dimostrata una belva più mansueta della moto da cui discende. Nakagami sfrutta il passaporto, ma deve fare un click che troppo spesso gli è mancato. 

Tech3 ovviamente si attiene pedissequamente alle istruzioni di KTM, con Hervé Poncharal che ormai non ha più il ruolo di puro talent scout che gli ha permesso di scoprire talenti del calibro di Crutchlow e Zarco, nonché di rilanciare la carriera di Dovizioso nel 2012. Pedro Acosta potrebbe essere l’uomo giusto per rinverdire quei fasti e sia Gardner che Fernandez sanno di avere una sorta di spada di Damocle che pende sul proprio collo.

Gresini Racing e VR46 Racing Team sono alla stagione di debutto in MotoGP. Per quanto riguarda la compagine di Valentino Rossi si tratta di un debutto assoluto, mentre per la squadra del compianto Fausto di una rivoluzione epocale con il passaggio dall’Aprilia alla Ducati. Difficile ragionare sul futuro di entrambe, con un presente ancora tutto da scrivere ed un’occhio al budget che per entrambe potrebbe condizionare la scelta dei piloti in futuro.

Chi invece è ancora alla ricerca di una identità è probabilmente WithU Yamaha RNF. Nato dalle ceneri del Sepang Racing Team sotto i colori di Petronas, questa nuova incarnazione della creatura di Razali sta costruendo una nuova identità. I rapporti con Yamaha non sono più idilliaci come in passato, anche perché la stagione 2021 è stata un vero disastro. L’esperienza di Dovizioso rappresenta una sorta di ancora di salvezza per la squadra, mentre la scommessa Darryl Binder appare un azzardo fin troppo forzato. Non si può pensare al futuro di questo team oggi, perché c’è prima da ricostruire un presente solido. 

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