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MotoGP, Rossi: "Già 10 anni senza il Sic, quel giorno non sapevo come continuare"

VIDEO - Tante emozioni diverse a Misano per Valentino. "Sono orgoglioso di Marini, ha avuto un lampo come fanno quelli forti. Col mio casco ringrazio tutti i tifosi, sarà l'ultimo"

MotoGP: Rossi: "Già 10 anni senza il Sic, quel giorno non sapevo come continuare"

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Questo Gran Premio è un concentrato di emozioni per Valentino. Sarà la sua ultima passerella a Misano, nelle pista di casa, ma è anche una ricorrenza triste, il decimo anniversario dalla scomparsa di Marco Simoncelli. Questo pomeriggio gli è stata dedicata una bellissima quercia, piantata sulla collina al centro del circuito.

Sono già passati 10 anni… da una parte sento che è stato tanto tempo fa, dall’altra mi sembra di avere visto per l’ultima volta Marco solo pochi mesi fa - ha raccontato Rossi - Mi ricorderò per sempre quel giorno in Malesia, uno dei momenti peggiori della mia vita. Ero chiuso nel mio ufficio, con Uccio e Max, e mi chiedevo come avrei fatto a continuare. Dopo è stato ancora peggio, perché tutti abbiamo perso un grande pilota, ma io ho perso anche un buon amico con cui ho passato tanto tempio insieme”.

Il ricordo del Sic non si è però mai affievolito e si rinnova ogni giorno.

Ho sempre detto che lui è stato il primo pilota dell’Academy, anche se non esisteva ancora - ha continuato il Dottore - È stato il primo che ho aiutato e nell’Academy vedo sempre il Sic”.

Dopo quella tragedia, Valentino aveva trovato la forza di continuare, fino a quest’anno. Ancora tre gare, poi finiranno i suoi giorni da pilota.

Da una parte è difficile correre a Misano, domani sarà un momento molto emozionante - ha confessato - Sono contento di potere salutare tutti i miei tifosi e ho voluto ringraziarli con il mio casco per la gara. Penso sarà la mia ultima grafica speciale, non abbiamo in programma di farne un’altra per Valencia, magari ci inventeremo qualcosa di diverso”.

L’unico rammarico è che partirà dall’ultima posizione.

“Peccato Savadori si sia fatto male, magari me la sarei potuta giocare con lui - ha scherzato il Dottore - In quelle condizioni, con l’asfalto umido, ci vogliono cuore e coraggio per spingere con le slick e io non mi sentivo bene in sella, non avevo buone sensazioni né con la moto né con le gomme. Spero che domani ci sia il sole, potrò fare un po’ meglio”.

L’onore di famiglia è comunque in buone mani, con Luca Marini che per la prima volta in MotoGP partirà dalla prima fila.

“È stato fantastico, sono molto orgoglioso di lui e contento - lo ha applaudito il fratello - Già ieri aveva guidato bene e oggi ha fatto un giro meraviglioso. Partire in prima fila è un grande risultato per un debuttante, il primo anno è sempre difficile ma i piloti forti hanno dei lampi. È un risultato importante, anche per il suo futuro, gli serviva dopo una stagione in cui ha faticato. L’anno prossimo sarà coinvolto in un progetto di altro livello con noi, avrà una moto buona e delle persone che hanno lavorato con me, credo che abbia la velocità e il talento per fare bene”.

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