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MotoGP, Ducati frecce rosse in Qatar: Zarco a 351,7 Km/h sul rettilineo

Le Desmosedici monopolizzano le prime 5 posizioni per velocità massima, Honda perde terreno e Suzuki lo recupera, ma con il motore 2022. Yamaha fanalino di coda

MotoGP: Ducati frecce rosse in Qatar: Zarco a 351,7 Km/h sul rettilineo

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Le gare non si vincono in rettilineo, ma non serve una laurea in ingegneria per capire che non c’è nulla di più facile di guadagnare tempo prezioso (e magari superare un avversario) sul dritto. Così, anche in MotoGP non c’è pilota che chieda a gran voce ai propri tecnici qualche chilometro all’ora in più. Ottenerli non è però sempre semplice, perché i CV servono, ma non bastano. Non c’è MotoGP che non abbia potenza da vendere, ma fare la differenza in rettilineo è un’altra storia. Aerodinamica, elettronica e tante altre componenti hanno la loro parte.

Non temete, non troverete formule e disquisizioni tecniche qui di seguito, ma solo quei 3 numeri a fianco delle parole top speed, velocità massima. Perché se è vero che lo sviluppo dei motori è stato congelato nell’inverno, gli ingegneri hanno comunque lavorato e il primo giudizio sul loro operato è arrivato nei test in Qatar.

Che Ducati fosse stata sempre un riferimento sul dritto è risaputo e le rosse non hanno deluso. Anzi, hanno monopolizzato le prime 5 posizioni per quanto riguarda la velocità massima in Qatar. Il migliore è stato Johann Zarco, accreditato per 351,7 Km/h sul rettilineo di Losail. Poco distante il suo compagno di squadra Martin, 349,5 per lui, poi ci sono Miller (348,3), Bagnaia (347,2) e Bastianini (345). Manca Marini, che paga l’alta statura e infatti si è fermato (si fa per dire) a 340,6 Km/h.

Le Rosse quindi si confermano il riferimento e sembrano avere staccato la concorrenza, che invece si era avvicinata negli scorsi anni. Soprattutto Honda, che infatti ha messo tre sue moto dietro alle italiane: Pol Espargarò con 343,9 Km/h, Alex Marquez con 342,8 e Stefan Bradl con 341,7, più indietro Nakagami (340,6 per lui), che ha fatto notare come la nuova carena non aiuti nella velocità di punta.

I dati dimostrano che i motori a V sono in vantaggio sotto questo aspetto su quelli in linea, infatti le KTM sono in coda alla Honda (Brad Binder è il migliore con 341,7 Km/h) ma non con Petrucci. Come Luca, anche Danilo paga la sua stazza e non va oltre i 337,5 chilometri allora, già una bella differenza dalle Ducati. L’eccezione che conferma la regola dei V4 è l’Aprilia, che deve ancora lavorare su questo punto, infatti Aleix Espargarò ha fatto registrare ‘solo’ 339,6 Km/h come velocità di punta.

E i 4 cilindri in linea? Sono in fondo, a parte Rins. C’è però una spiegazione, perché Alex nell’ultima giornata di test (a cui si riferisce questa classifica) ha provato il prototipo del motore Suzuki per il 2022, che si è dimostrato ben più performante dell’attuale. La sua prestazione massima (341,7 all’ora, come Bradl e Binder) dimostra che anche con questa architettura di propulsore si possono ottenere risultati interessanti. Alex, rispetto al giorno prima (quando usava il motore con cui correrà), ha migliorato la sua velocità massima di più di 3 chilometri orari. Mir che non ha usato il nuovo motore si conferma su quei livelli, addirittura un poco sotto alle Yamaha.

La M1 non è mai stata un fulmine in rettilineo e le cose non sono cambiate. Nessuno dei piloti è riuscito a superare i 340 Km/h e, come al solito, il fanalino di coda è Franco Morbidelli, che dispone della moto meno evoluta. È interessante notare come il campione del mondo Mir e il suo vice Morbidelli siano fra i più ‘lenti’ sul dritto, proprio vero che le gare non si vincono in rettilineo.

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