MotoGP, Guidotti: "Credo in Zarco e Martin, è ora della prima vittoria con Ducati"

Parla il team manager di Pramac: "Johann ha preso in mano la sua vita, per Jorge sarà un debutto difficile con pochi test e tutti vicini. Bagnaia e Miller si sono meritati il team ufficiale, faranno grandi cose"

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Le presentazioni e la convivialità sono due dei nostri punti di forza, quindi ci dispiace molto non avere potuto fare una festa”, Francesco Guidotti commenta con una battuta il lancio virtuale della stagione del team Pramac. Del resto l’epidemia non permetteva altre soluzioni e, come tutte le altre squadra, anche quella toscana ha dovuto fare di necessità virtù. Sarebbe stato bello vedere dal vivo per la prima volta insieme Johann Zarco e Jorge Martin, i nuovi piloti, ma si dovrà aspettare.

Nonostante tutto, lo spirito di squadra sembra già essersi creato.

Ci siamo visti un giorno per le fotografie e c’era l’atmosfera di un team già consolidato - racconta il team manager - Ci muovevamo come ci conoscessimo già da almeno un anno, non ci sentivamo in imbarazzo. Con Zarco ci conosciamo da tempo, benché non ci frequentassimo tutti i giorni, e con Martin c’è stata subito una bella intesa, come se lui si sentisse nel posto giusto al momento giusto”.

Jorge sembra molto orgoglioso di correre per Ducati.
Già a novembre aveva chiesto una tuta con il logo Pramac per iniziare poi a gennaio ad allenarsi con la Panigale V4. Si sente bene e lo scorso anno, anche se solo di sfuggita, qualche volta ci eravamo visti. Mi sembra ci sia l’atmosfera giusta per partire con serenità, che è la cosa più importante”.

"Questa stagione è la più difficile per debuttare in MotoGP, Martin non deve crearsi aspettative"

Si partirà il 5 marzo dal Qatar, con 6 giorni di test prima delle gare. Non sono pochi per un debuttante come Martin?
Il problema non è tanto la quantità di giorni, ma le tempistiche, per questo motivo saranno una bomba ad orologeria. Negli passati si facevano due test a novembre, poi c’erano due mesi di completo relax per metabolizzarli e anche prepararsi fisicamente, per mettersi in ordine, per così dire. Poi c’erano altri due test prima del campionato per mettersi a posto con la moto e iniziare a lavorare con i dettagli. Quelli di novembre praticamente servivano solo per capire cosa stava succedendo. Ora, invece, nel primo test un debuttante non ci capirà niente, poi ne avrà un altro dopo pochi giorni, e magari sarà ancora sofferente per il primo. Faccio un esempio, tutti i debuttanti quando salgono sulla Ducati per la prima volta si distruggono le mani”.

E dopo due settimane ci sarà la prima gara…
L’anno scorso dicevo che il 2021 sarebbe stata la migliore stagione per debuttare in MotoGP, perché non ci sarà sviluppo delle moto e avrà un punto a favore a livello tecnico. Invece, con questa distribuzione dei test, sarà un inizio molto, molto difficile. L’importante è che Martin non si crei grande aspettative, come era successo a Pecco due anni fa dopo dei test in Malesia straordinari. Gestire una gara in MotoGP è complicato, dovrà solo fare la sua gara senza incasinarsi, perché più giri fai e più impari, questo è quello che dovrà fare Martin nei primi Gran Premi”.

"Zarco ha preso in mano la sua vita, è nel posto giusto al momento giusto"

Se Martin è un debuttante, Zarco è un pilota ormai maturo ma con molti alti e bassi in MotoGP.
Parlando con Johann, l’ho sentito molto motivato e non teso. Penso che sia un pilota che ha preso coscienza dei propri mezzi e si è costruito un autostima che probabilmente prima non aveva, vivendo un po’ all’ombra di alcune persone. Ora fa tutto da solo, è lui la punta, vuol dire che ha preso in mano la sua vita, sia nel senso personale che in quello professionale. Inoltre, a livello tecnico, è nel posto giusto al momento giusto, perché quella scorsa è stata una stagione di avvicinamento a Ducati e in questa avrà una moto più evoluta in una squadra molto può vicina a Ducati, quindi potrà sfruttare bene questa occasione”.

Per Zarco è l’ultima occasione?
Io non credo, le stagioni possono essere viziate anche da degli episodi, come Pecco che l’anno scorso si è infortunato quando era all’apice. Spero che non la viva come l’ultima chance e credo che non lo stia facendo, perché significherebbe mettersi addosso una tensione che può diventare pericolosa e non permetterti di esprimerti al meglio”.

Sarà anche coinvolto nello sviluppo della Desmosedici?
Penso di sì, Johann ha uno stile di guida particolare e credo verrà sfruttato, anche perché ha esperienza con altre moto, Yamaha, Honda e KTM. Per Ducati può essere un buon punto di riferimento e Pramac si è sempre prestata a questo tipo di lavoro, che è un valore aggiunto”.

Quali sono gli obiettivi per quest’anno, considerando che ormai i team satellite possono giocarsi il Mondiale, come ha dimostrato l’anno scorso Petronas con Morbidelli?
Tecnicamente le differenze sono sempre meno perché i regolamenti tecnici sono sempre andati a favore dei team satellite. Pramac con Ducati ha aperto un filone, prima i team ufficiali si ‘rubavano’ i piloti l’uno con l’altro, ora invece li crescono nella squadra satellite e vengono scelti insieme. Quindi non più piloti che portano ossigeno alla cassa della squadra, ma piloti che crediamo nel giro di due o tre anni possano passare nel team ufficiale. Se poi un pilota ci mette meno, se fiorisce mentre nella squadra ufficiale qualcuno zoppica, allora la situazione si riequilibra ancora di più. L’anno scorso Morbidelli è esploso e ha battuto Vinales e Rossi.

Ma c’è un obiettivo?
Non ce lo poniamo in questo momento, ma vorremmo rompere il ghiaccio con una vittoria, che l’anno scorsa ci è sfuggita di mano per almeno tre volte. Quello è l’obiettivo principale: vincere il primo Gran Premio con Ducati, considerando che l’ultimo era stato con Honda, poi si vedrà. Miller lo scorso anno è arrivato 7° in campionato, ma a soli 7 punti dal 3° posto. Difficile dire di più senza avere fatto ancora nemmeno un giro”.

"Per Bagnaia il team ufficiale sarà un nuovo inizio, Miller ci arriva in un momento strategico per la sua crescita"

L’ultima domanda è sui suoi tuoi ex pilota, Miller e Bagnaia che ora sono nel team ufficiale Ducati. Cosa ti aspetti da loro?
Pecco ha bruciato le tappe, nonostante con noi abbia raccolto meno di quello che avrebbe potuto per varie vicissitudini, un po’ è stata sfortuna e un po’ la sua testardaggine. Penso che si sia meritato il team ufficiale e che sia per lui un nuovo punto di partenza perché è un pilota su cui si può costruire qualcosa. Jack ha fatto una crescita professionale e personale inaspettata, ha lavorato su quegli aspetti che prima trascurava, questo passaggio arriva in un momento strategico per la sua crescita. Non so se lotteranno per il Mondiale, ma sicuramente faranno una grande stagione”.

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