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Roberts: "La mia MotoGP ideale? Tecnologia giapponese e motore italiano"

Kenny racconta il suo passato da manager e costruttore con la Modenas V3 e la Proton V5: "ho imparato che gli ingeneri di F1 non capiscono le moto, ho speso tanto perché ero più interessato al progetto che ai soldi"

MotoGP: Roberts: "La mia MotoGP ideale? Tecnologia giapponese e motore italiano"

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Kenny Roberts non è stato solo un grande campione come pilota, ma anche come team manager. Con la squadra e la Yamaha ha vinto ben 4 titoli, uno in 250 con John Kocinski e 3 in 500 con Wayne Rainey. Non è finita, perché a un certo punto il californiano decise anche di diventare costruttore: in 500, nel 1997, debuttò la Modenas KR V3, mentre in MotoGP, nel 2003, scende in pista la sua 5 cilindri marchiata Proton, che nel 2005 passerà poi al motore KTM e a nella stagione successiva a quello Honda.

Nell’intervista rilasciata al canale YouTube MotoStarr (QUI trovate un precedente estratto) Roberts ha raccontato interessanti retroscena anche sulla sua carriera di manager e costruttore.

Sono sempre stato interessato alle moto e alla tecnologia, non solo come pilota, e ho continuato a esserlo - ha spiegato - Mi piaceva aiutare gli altri a guidare meglio, non solo me stesso. Sono stato il primo ad avere nel team un preparatore per i piloti, poi degli ingegneri che lavoravano insieme a quelli Yamaha per migliorare la ciclistica. Nel 1987, il primo anno della mia squadra, avevo solo 5 meccanici ed era tutto lì, quando ho lasciato avevo circa 45 persone che lavoravano per me”.

"Il matrimonio fra ingegneri di Formula1 e moto non funzionò"

Quando decise di costruire la sua moto fece base in Gran Bretagna, patria delle scuderie della Formula1, ma non tutto andò liscio.

“Conoscevo delle persone che lavorano in F1, Yamaha a quei tempi faticava e così ho deciso di costruire la mia moto, ma non avevo tecnologia per farlo - ha continuato - Così ho assunto delle persone dalla F1 e le ho messe a lavorare sulla moto, ma gli ingegneri di auto non capiscono le moto e viceversa, il matrimonio non ha funzionato”.

In quegli anni erano i 4 cilindri a farla da padrone, ma Roberts puntò sul tre cilindri.

Non lo volevo particolarmente, ma avevano cambiato regole le moto 3 cilindri potevano pesare meno e noi non volevamo semplicemente copiare Yamaha. Il 3 cilindri non aveva velocità dei 4 ma un’accelerazione molto buona ed era più leggero. Il 4 cilindri era più veloce sul dritto, ma non era così buono in altre aree”.

Kenny si legò alla malese Modenas per il progetto, mentre lo sponsor era Marlboro.

Feci un accordo con il Primo Ministro malese con il capo della Modenas, ma morì poco dopo in incidente in elicottero e questo fermò progetto per un po’ - ha continuato il racconto - Quello che volevamo era fare una moto e venderla, ma il board di Modenas era concentrato sulle auto”.

"Per progettare e costruire la KR 5 cilindri ci mettemmo solo 6 mesi"

Quando arrivò la MotoGP Roberts si buttò in un altro progetto, questa volta con Proton.

Volevamo una 4 tempi, i soldi c’erano. Ci mettemmo solo 6 mesi pre progettare e costruire il 5 cilindri. Era migliore del motore Suzuki con cui correva mio figlio Kenny”.

Quell’avventura durò solo 3 anni.

Avrei dovuto essere più intelligente, ho speso tanti soldi perché ero più interessato nel progetto che al denaro” ha ammesso Robert.

E se dovesse costruire una MotoGP oggi, come la farebbe?

Sarebbe difficile trovare budget, ma probabilmente andrei in Giappone per la tecnologia e in Italia per il motore” la sua risposta.

Chissà se in futuro non succederà, perché Kenny ha rivelato di avere pensato di tornare in MotoGP con una sua moto.

Ci ho lavorato su 9 anni fa, chissà se ci sarà ancora l’occasione” ha chiosato.

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