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MotoGP, Jorge Lorenzo, dal dominio in Yamaha al trionfo del Mugello con Ducati

Lo spagnolo ha annunciato il proprio ritiro. Questi i passaggi più importanti di una carriera straordinaria, dal debutto in 125 al quinto titolo in MotoGP

MotoGP: Jorge Lorenzo, dal dominio in Yamaha al trionfo del Mugello con Ducati

Jorge Lorenzo ha detto basta, annunciando il proprio ritiro dal motomondiale che avverrà al termine del Gran Premio di Valencia. Un 2019 davvero devastante dal punto di vista sportivo e soprattutto degli infortuni ha portato il grande campione spagnolo a prendere questa decisione, mettendo fine ad una carriera che è stata in ogni caso lunghissima e ricca di trionfi. Lorenzo è infatti uno dei piloti più vincenti della storia del motomondiale e queste sono le tappe principali della sua carriera.

2002 - TROPPO GIOVANE PER DEBUTTARE

Jorge Lorenzo si affaccia per la prima volta nel paddock del motomondiale in occasione del Gran premio di Spagna a Jerez. Si tratta della terza gara della stagione 2002, ma c’è un piccolo problema anagrafico che impedisce a Jorge di salire in sella già dal venerdì. Lorenzo è infatti nato il 4 maggio, ed il 3 maggio del 2002 non ha ancora compiuto i 15 anni necessari per entrare in pista nel mondiale. 

Lorenzo festeggia dunque il proprio compleanno di sabato, facendo il proprio debutto nel motomondiale a 15 anni appena compiuti in sella ad una Derbi, iniziando a scrivere la magnifica storia di cui è protagonista nel motomondiale. 

JORGE LORENZO SPEGNE LE CANDELINE A JEREZ

2006 E 2007- I PRIMI TITOLI IRIDATI IN 250

Dopo tre stagioni in 125 in cui Jorge è stato spesso protagonista ma mai del tutto in lizza per la vittoria del mondiale, lo spagnolo passa in 250 nel 2005 chiudendo al 5° posto la stagione di debutto nella classe di mezzo del mondiale. La sua guida pulita è esaltata sulla 250, ma il talento immenso di Jorge si palesa in 250 nel momento in cui sale su una Aprilia.

Jorge vince le prime due tappe della stagione e fa sue altre sei affermazioni di tappa. Fa innamorare Gigi Dall’Igna, all’epoca ancora alla corte di Noale e si laurea campione del mondo a fine stagione prendendosi il ruolo di erede di Dani Pedrosa, all’epoca appena sbarcato in MotoGP e vincitore del mondiale nella 250 nelle due stagioni precedenti. 

Lorenzo si afferma sempre di più anche come personaggio e tanti sono i soprannomi che iniziano ad accompagnarlo, primo su tutto “Porfuera” per la sua grande capacità di portare attacchi all’esterno della traiettoria rispetto ai rivali, con manovre spesso ai limiti della fisica.

Si dice che nello sport sia molto più difficile ripetersi, piuttosto che vincere. Jorge riesce alla terza stagione in 250 a prendersi il secondo titolo, dominando una stagione durante la quale coglie nove vittorie e volge lo sguardo verso la MotoGP. Tanti i costruttori interessati al suo talento, ma l’occasione perfetta arriva dalla Yamaha, che vuole un successore per Colin Edwards nel ruolo di compagno di Valentino Rossi e punta sul giovane spagnolo per il futuro.

JORGE SI LAUREA CAMPIONE NEL 2006 IN 250

2010 - PRIMO TITOLO IN MOTOGP BATTENDO PEDROSA E ROSSI

Jorge debutta in MotoGP nel 2008 e dopo aver impressionato con pole e vittorie nella primissima fase della stagione, inizia una lunga sequenza di cadute anche molto pericolose. Il suo approccio alla massima categoria è stato troppo aggressivo e la violenta MotoGP gli ha presentato un conto molto salato da pagare. Lorenzo verso metà 2008 arriva anche a dire di avere paura di morire in sella e di stare meditando il ritiro. Poi però trova la forza di continuare e nel 2009 diventa il grande rivale di Valentino Rossi nella lotta per il titolo.

Ormai completamente maturo, vince il titolo nel 2010, anche approfittando in parte dei problemi fisici di Rossi, che decide a metà stagione di cambiare aria e di andare in Ducati. In Yamaha Lorenzo si sta conquistando sempre di più il ruolo di prima guida e i due piloti hanno personalità troppo forti per convivere pacificamente sotto lo stesso tetto. Lorenzo è ormai nell’Olimpo della MotoGP ed in pochi sembrano poterlo battere in pista.

IL PRIMO TITOLO IN MOTOGP NEL 2010

2012 - STONER ALZA BANDIERA BIANCA, E’ BIS IRIDATO

Nell’istante in cui Casey Stoner è salito sulla Honda a fine 2010 è apparso chiaro a tutti che sarebbe stati lui lo sfidante per il titolo nel 2011. L’australiano batte tutti ed è il candidato numero uno anche per la stagione successiva, ma un infortunio che lo tiene fermo per diversi gran premi apre la strada al suo compagno di squadra Pedrosa e Jorge Lorenzo.

Lo spagnolo della Yamaha ha ereditato da Rossi la responsabilità per lo sviluppo della M1 e sembra che il lavoro gli riesca bene, perché raccoglie sette vittorie ed una sequenza impressionante di podi che lo porta a conquistare il titolo iridato in MotoGP per la seconda volta. E’ il quarto titolo di una carriera che inizia ad essere davvero impressionante.

2013 - ASSEN E LA SFIDA CONTRO TUTTO E TUTTI

Nel 2013 atterra sul pianeta MotoGP un certo Marc Marquez, ma Jorge Lorenzo non ha alcuna intenzione di deporre le armi e rinunciare al titolo di campione. Si è ritrovato in squadra il suo vecchio acerrimo rivale Valentino Rossi, ma al primo GP della stagione domina, mettendo in chiaro di voler vincere a tutti i costi il quinto titolo.

Lorenzo arriva ad Assen da leader della classifica iridata, con già  tre vittorie ed altri due podi al proprio attivo. Una caduta davvero spaventosa durante le prime libere sembra metterlo fuori combattimento, con una clavicola fratturata. Ma Jorge non vuole mollare e tenta un’impresa incredibile. Vola a Barcellona, si fa operare dal Dottor Mir per ridurre la frattura e poi rientra ad Assen, dove parte regolarmente per il GP e conquista un incredibile quinto posto. 

Un’impresa storica, che fa comprendere quanto sia determinato lo spagnolo a mantenere il ruolo di uomo da battere in MotoGP.

ASSEN 2013, UN'IMPRESA INCREDIBILE

2015 - IL TITOLO MENO FESTEGGIATO DELLA STORIA

La storia del mondiale 2015 è nota a tutti, Una lotta furibonda tra Lorenzo e Rossi per tutta la stagione, con lo spagnolo che si prende il titolo a Valencia. Nei box però non si festeggia come sempre, perché le polemiche per i fatti di Sepang e per la severa presa di posizione di Lorenzo non sono affatto sopite.

Jorge si sente tradito dalla Yamaha, con cui ha vinto i suoi tre titoli in MotoGP e decide di accettare l’offerta della Ducati, che lo tenta con una proposta economica altissima ed l’idea di vincere con la stessa moto con cui Rossi aveva fallito. Jorge vive tutto il 2016 da separato in casa, preparandosi alla grande sfida con Borgo Panigale che inizierà a Valencia nei test invernali e sarà molto più difficile del previsto.

2018 - LA VITTORIA AL MUGELLO FUORI TEMPO MASSIMO

Il tempo è tiranno e Jorge ne sa qualcosa. Dopo aver lottato in tutti modi con la Desmosedici, al Mugello arriva la svolta. Lorenzo guida in modo magnifico, domina in gara e conquista la prima affermazione in rosso. A fine stagione il conto salirà a tre vittorie, ma quella del Mugello è decisamente speciale.

Purtroppo arriva però fuori tempo massimo, perché ormai Ducati l’ha scaricato, offrendo la sua sella a Danilo Petrucci per il 2019. Jorge è furente e si accorda con la Honda. L’avventura in Ducati finisce così, ma è una sfida che in un certo modo Jorge ha vinto perché all’inizio nessuno pensava che sarebbe riuscito a portare la Ducati sul gradino già alto del podio.

In realtà per gran parte del 2018, Lorenzo e la Ducati hanno rappresentato la coppia più in forma in pista e lo spagnolo è apparso l’unico realmente in grado di impensierire Marc Marquez per il titolo. A fine stagione, sale sulla Honda per la prima volta e, come si dice, il resto è storia. 

JORGE LORENZO VINCE AL MUGELLO NEL 2018
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