AGGIORNAMENTO - È stata ufficializzata una penalità di 16 secondi a Joan Mir, per cui il secondo posto conquistato sul traguardo è sfumato. Joan si ritrova ultimo classificato al momento.
Joan Mir ha finalmente portato la Honda sul podio in questo 2026 in cui più che finire le gare, lo spagnolo è finito a terra. Ma tutti sono d'accordo sul fatto che tantissimi errori di Joan sono stati commessi proprio per quella voglia di lottare al top pur non avendo una moto abbastanza veloce per farlo.
Barcellona poteva essere una trappola per Mir, con tutto quello che è successo in un GP a dir poco caotico. Ma la sua freddezza, gli hanno consegnato un podio super meritato ed un secondo posto dal sapore agrodolce, visto che il pilota ha confermato la separazione da Honda a fine stagione.
Il suo secondo posto per adesso è anche in forse, perché nel momento in cui scriviamo non è ancora stata chiusa l'investigazione sulla pressione gomme che lo riguarda.
"Non è stato un inizio di stagione facile, avevo spesso il potenziale per stare nei primi cinque - le parole di Mir - Non ho mai mollato ed oggi ne è l’esempio. Questo era quello che volevo nei primi cinque round. Come avete visto, io sono costretto a guidare costantemente al limite e se vuoi lottare per il podio, non puoi guidare sempre in questo modo. Puoi lottare per una sesta posizione, ma se vuoi lottare sempre per il podio serve altro. Sono felicissimo di aver fatto podio qui a Barcellona, non è la pista migliore per noi e siamo stati veloci. Penso anche a Johann ed Alex, perché oggi abbiamo corso un rischio enorme e spero che stiano bene e che ci siano al Mugello o in ogni caso presto".
Ti senti orgoglioso di questo podio proprio quando hai annunciato la separazione con Honda?
"Io conosco le mie capacità, so cosa sono in grado di fare anche con questa moto. Io penso che fosse a Jerez che avevo deciso di andare via dalla Honda. Presto saprete dove andrò. Ma ora voglio godermi questo podio. Non cambierà nulla qualsiasi risultato dovesse arrivare da qui a fine anno, ormai la decisione è presa".
Oggi è successo di tutto. Come hai mantenuto la concentrazione?
"Non è stato facile dal punto di vista psicologico per noi piloti. Sapere che alcuni piloti sono in ospedale e correre lo stesso non è facile, non ti puoi allenare per cose del genere, serve l’esperienza per gestire cose così. Il fatto è che oggi il rischio era altissimo. Qui a Barcellona succede sempre qualcosa in partenza. Ieri è successo con Binder e me, L’anno scorso anche. Dobbiamo pensare a come rendere quella prima curva più sicura. Dobbiamo imparare da cose come queste, è esperienza che serve alla MotoGP a gestire al meglio le situazioni. Tre partenze qui sono state un rischio molto grande".
Sembravi a tuo agio alle spalle di Acosta.
"Sono stato alle spalle di Pedro ed ho lasciato fare a lui il lavoro duro ad inizio gara. Guidava benissimo, in alcuni momenti ho anche visto che stavamo guidando in modo molto simile, quindi non mi sono dovuto sforzare troppo per restargli vicino. Di Giannantonio guidava in modo leggermente diverso, quindi non era facile stargli vicino. Mi sono preso troppo tempo per passare Pedro, ma volevo evitare di cadere e fare errori. Non potevo cadere di nuovo! Magari avrei potuto lottare con Diggia per la vittoria, ma prima di correre devi camminare e va bene così".
Come pensi che si debba intervenire per il futuro a Barcellona?
"Questo rettilineo è lungo, arriviamo alla prima curva velocissimi. Un piccolo errore è facile da commettere e può diventare un grande problema. Magari si deve portare la griglia in posizione più avanzata per arrivare alla prima curva con una velocità più bassa. Qui c’è un rischio oggettivo lì e dobbiamo parlarne per trovare una soluzione".
Pensi che da ora in avanti sia possibile lottare più spesso per il podio con la Honda?
"Non credo. Mi devo prendere troppi rischi per raggiungere questi risultati. Non puoi farlo per 22 gare per ogni singolo giro. Dobbiamo migliorare per poter guidare con un po’ di margine in più e poi lottare davvero alla pari con tutti".
Questo podio è ancora a rischio...
"Sarebbe un peccato. Ma non puoi controllare certe cose. Sento questo podio come mio, non so cosa sia successo con la pressione. Da quello che vedevo, sembrava che tutto fosse a posto. Per me non possiamo prestare troppa attenzione a quello che accade e che non possiamo controllare".
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