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Vinales: “Il mio futuro? L’obiettivo primario è vedere se recupero”

“Ho ancora un anno di contratto e KTM ha il diritto di rinnovarlo, ma è normale che possano aver pensato a un altro piano, visto che sono infortunato. Io sento di poter recuperare, ma bisogna capire quando”
Vinales: “Il mio futuro? L’obiettivo primario è vedere se recupero”

Dopo essere stato costretto al ritiro in Texas e aver saltato gli appuntamenti in Spagna e in Francia, Maverick Vinales è finalmente pronto per tornare in sella alla KTM RC16 del team Tech3 sul circuito di Barcellona. Il posto migliore per il catalano per ricominciare la sua stagione e dimostrare alla KTM che merita la sua fiducia anche per il futuro

Restare in panchina nelle ultime gare non è stato facile, ma Maverick sa che non aveva altra scelta che quella di operarsi per poter riprendere a guidare al meglio delle sue possibilità.

“Sono un maestro della pazienza? Sì, soprattutto vedendo i miei compagni di squadra andare così bene. È stato un momento difficile da trascorrere sul divano, ma è stata comunque una buona scelta quella di sottopormi al secondo intervento perché era veramente necessario. Era obbligatorio togliere la vite e pulire tutte le articolazioni, se non adesso in estate, e questo è stato un buon momento per farlo - ha raccontato - Nelle ultime tre settimane ho vissuto per lo più al Red Bull Athlete Performance Center. Ci siamo occupati del recupero e di recuperare la forza. Sono tornato ad averne parecchia. Ho solo un muscolo che si sta allungando, perché l’hanno lacerato con i macchinari per poter entrare. È una cosa che richiede tempo, ma sento di avere una buona potenza”.

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Quella del Montmeló è un’ottima pista su cui tornarne, trattandosi di un tracciato non troppo impegnativo per il fisico.

È per questo che ho spinto tanto per tornare qui: penso che rientrare al Mugello sarebbe stato un disastro. Con il Montmeló avrò un rientro graduale, per vedere come reagisce la spalla - ha commentato Vinales - Ad essere onesto, non sono troppo preoccupato: penso troverò la forza. Non so quanto sarò competitivo venerdì o sabato, ma so che lo sarò ogni giorno di più”.

Seppur non su una MotoGP, del resto, il pilota spagnolo ha già fatto il suo ritorno in sella con delle buone sensazioni.

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“Ho guidato una Supermoto. Non è la stessa cosa ma almeno adesso so che è diverso rispetto a prima, quando c’era sempre qualcosa che mi limitava e quando scendevo dalla moto mi sentivo strano. Ora mi sento normale ed è un buon segno - ha osservato Vinales - Non mi ero mai sentito così bene fisicamente dall’anno scorso in Germania? In termini di mobilità, sì. Per quanto riguarda la potenza, mi sono allenato molto durante l’inverno. Quindi, sono più forte nelle spalle, ma non riesco ancora a caricare molto peso sul petto e sulla schiena. In quella zona sono un po’ meno in forma rispetto all’inverno, ma penso sia sufficiente per guidare. Adesso dobbiamo vedere dove sono le carenze e poi lavorarci su”.

Nessun fastidio a intermittenza come per Marc Marquez per l’alfiere KTM, che si è trovato a fare i conti con una limitazione costante e crescente: Il problema più grande per me è stato che durante le FP1 del venerdì andava tutto bene. Poi però, sessione dopo sessione, sentivo sempre meno potenza e meno mobilità e alla fine del weekend il braccio era completamente distrutto. Era chiaro che il problema fossero la vite e tutto il tessuto cicatriziale che aveva intorno”.

Nessuna novità in vista per quanto concerne la sua collaborazione con Jorge Lorenzo

È come prima, ma devo essere al 100% per trarre davvero vantaggio da Jorge. Quindi, in questo momento, ci troviamo in una fase molto diversa rispetto a quella in cui eravamo in inverno - ha chiarito Maverick - L’inverno è andato bene, però non so in che momento questa vite abbia iniziato a dare problemi, perché sono arrivato abbastanza bene a Sepang e poi ho improvvisamente perso tutto. Mi sono fermato per due settimane dopo l’incidente a Sepang e poi ho cominciato ad avere molti problemi alla spalla. Quindi, attualmente non posso sfruttare l’aiuto di Jorge come dovrei: devo prima di tutto essere al 100%. Ovviamente siamo in contatto, ma la cosa più importante in questo momento è sapere se sarò al 100%”.

Diverso è invece il discorso che riguarda la RC16, visto che il 31enne non ritroverà la stessa identica moto che ha lasciato: Credo siano arrivati degli aggiornamenti da Jerez. È una cosa positiva, perché non avendo un ricordo recente della moto, partirò così com’è”.

Guardando ai risultati raccolti nelle ultime gare, il catalano ha fornito una propria valutazione sulle prestazioni in gara della KTM.

“Sono abbastanza buone. A Jerez ho visto che il quarto settore era davvero difficile per i miei compagni di marchio, ma a Le Mans è andata bene. Li guardavo dal divano, desiderando di essere lì a lottare - ha ammesso - Stanno lavorando bene e, trovandomi in Austria, sono stato molto in contatto con la fabbrica, che era a mezz’ora di distanza da me. Sembra procedere bene”.

Parlando invece del proprio futuro, il portacolori del team Tech3 ha affermato: “La situazione è che ho ancora un anno di contratto e KTM ha il diritto di rinnovarlo. Quindi, devo aspettare e vedere. Ovviamente, il principale obiettivo mio e della KTM è quello di vedere se recupero. Perché se non recupero, posso anche essere il migliore del Mondo ma qui si tratta di affari, di gare. Se mi riprendo, invece, è tutta un'altra storia. Devo muovermi prima che KTM faccia una scelta e decida magari di salutarmi? Non saprei. Abbiamo un rapporto veramente buono, soprattutto io e Aki (Ajo ndr.) e non credo che lo farebbero. Sanno chiaramente cosa posso fare, lo vedono dai dati ogni singolo giorno. La nostra preoccupazione è relativa al mio recupero. La mia sensazione è che posso riprendermi, ma bisogna vedere quando. Se fosse nel 2030 sarebbe un po’ troppo lontano”.

Vinales non è poi voluto entrare troppo nel merito del fatto che il prossimo anno potrebbero esserci solo due RC16 in griglia.

“Non ne ho idea. Spero di no, perché è un marchio che adoro. Ma non lo so, non ne so nulla. Forse voi giornalisti avete più notizie di me - ha commentato - I miei piani? So di essere un cavallo da corsa, ma se sono infortunato non posso fingere di essere pronto e bello. Devo lavorare e recuperare e, quando poi mi sarò ripreso, avrò la forza per dire la mia. Ma fino a due settimane fa non riuscivo nemmeno a fare certi movimenti con il braccio, quindi è normale che abbiano detto: ‘forse dobbiamo trovare un altro piano’. Lo capisco perfettamente. Adesso è il momento di lavorare, di ritornare e di mostrare ciò che ho mostrato loro l’anno scorso. Il mio piano è questo: recuperare e poi correre al 100%”.

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Daniela Piazza