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Toprak: "Contento per il punto, ma abbiamo preso 25 secondi dalla testa"

"Non è un buon risultato. Avevo continui bloccaggi all'anteriore e la moto non si fermava. Fabio frenava molto meglio. Qui a Austin dopo 14 giri semnbra di guidare una Goldwing! Miglioramenti di Yamaha? Magari l'anno prossimo"

MotoGP: Toprak: "Contento per il punto, ma abbiamo preso 25 secondi dalla testa"

Al termine della gara di Austin, Toprak Razgatlioglu, 15°, avrebbe avuto da festeggiare il suo primo punto in MotoGP. “Avrebbe avuto”? Beh, usiamo il condizionale perché se oltre a essere il tuo primo bottino in classe regina, quel punto, quel singolo e sparuto punto, rappresenta anche l’intero raccolto della casa per cui corri nell'arco di un intero weekend, cos’è che c’è da festeggiare? Il quasi-nulla.

E infatti, il Toprak Razgatlioglu giunto davanti ai microfoni dopo il Gran Premio delle Americhe, è sembrato molto più impensierito dal risultato generale di Yamaha che soddisfatto per il proprio risultato personale. La situazione del turco appare paradossale: essere la migliore delle M1 in pista è la ragione stessa per cui essere preoccupati. E si capisce, perché se tutto quello che la tua moto può darti te lo sei già preso, ed è un quindicesimo posto a 25 secondi dalla vetta, significa che la massima ambizione sarà vincere una lotta fra poveri. Sai che festa...

Sono contento, ma non del tutto - mette subito in chiaro Toprak - perché, okay, abbiamo fatto un buon lavoro come Yamaha, però in generale quei venticinque secondi dalla testa… non sono davvero un buon risultato. Dobbiamo migliorare ancora”.

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Cosa non andava oggi sulla M1?
“In gara ho provato a fare del mio meglio, come sempre. Soprattutto all’inizio ho cercato di superare Fabio. Ma Fabio, in particolare alla curva 5, era davvero molto forte. Non capisco come facesse la sua moto a frenare così bene, perché la mia gomma anteriore si bloccava sempre in frenata. Non potevo provare a frenare più tardi perché la moto non si fermava. Però alla fine anche la sua gomma ha iniziato a calare, e dopo il sorpasso in un’altra curva ho semplicemente cercato di trovare il mio ritmo”.

E sul passo come ti sei sentito?
“Credo che sia stato difficile per tutti i piloti su questa pista perché dopo dodici, quattordici giri davvero la moto diventa sempre più pesante e sembra una Goldwing! - ironizza il turco - Ma comunque, per me, aver preso un punto è una cosa positiva. È il mio primo punto".

Ma questo non si soddisfa fino in fondo.
“Come ho detto, in generale non posso essere contento perché siamo a venticinque secondi dal primo. Però comunque ho imparato tanto, perché oggi ho seguito Fabio per molti giri. Ho imparato, ho visto qualcosa, ho capito meglio alcune cose".

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Guardando a Jerez, cosa ti aspetti?
Jerez è molto difficile. L’ultima volta che ci ho guidato ero con la Superbike. Con la MotoGP ho fatto un test ed tutto un altro mondo: lo stile di guida e la moto sono diversi. Devi portare molta più velocità dentro la curva. Spero di adattarmi rapidamente a questo stile, perché nei test guidavo ancora con lo stile della Superbike”.

A che punto è lo sviluppo della Yamaha?
“Yamaha sta spingendo davvero tanto per migliorare ancora. Vedremo quando riusciremo a fare un grande passo avanti. Magari alla fine dell’anno, non lo so, magari a metà stagione, magari l’anno prossimo. Vedremo”, ha concluso.

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Gianluigi Mazza