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Oliveira: “Non sono arrivato in Superbike per rimpiazzare qualcuno”

“Era da tanto che non salivo sul podio ed è speciale farlo davanti ai tifosi portoghesi. La mia carriera è molto diversa da quella di Toprak e credo di non aver nulla da ricalibrare per il resto della stagione. BMW? Ha la struttura di un team di MotoGP”

SBK: Oliveira: “Non sono arrivato in Superbike per rimpiazzare qualcuno”

Il primo podio di Miguel Oliveira in Superbike non poteva arrivare in un luogo migliore del circuito dell’Algarve a Portimao. È stato proprio davanti al suo pubblico, infatti, che il portoghese ha assaporato per la prima volta la gioia di portare la BMW M 1000 RR in uno dei primi tre posti in gara, chiudendo la prima manche del weekend alle spalle delle Ducati di Nicolò Bulega e Iker Lecuona. Un terzo posto arrivato con la complicità di una scivolata di Yari Montella nelle prime tornate di Gara 1, che ha spalancato a Miguel le porte di un podio speciale. Al quale immaginava di poter ambire già nella giornata di ieri.

Era da tanto tempo che non salivo sul podio e farlo davanti ai tifosi portoghesi è sicuramente specialeha raccontato Oliveira, prima di parlare delle emozioni che ha provato vedendo tutti i suoi tifosi. “È davvero bello, anche se è un po’ troppo nel paddock, perché non riesco ad andare a pranzo e a tornare indietro: devo calcolare bene i tempi per non dovermi fermare a scattare troppe foto - ha detto ridendo - Però è fantastico vedere tutta la gente che c’è qui e questo risultato è un po’ anche per loro, per ricompensarli dopo le lunghe stagioni in cui non mi hanno potuto vedere qui”.

Un bagno di folla per l’idolo di casa, abituato a sentire il calore del pubblico già dai tempi della MotoGP.

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“Devo dire che in termini di persone che chiedono foto o autografi non c’è una grande differenza tra la MotoGP e qui, perché anche in MotoGP c’è un un sacco di gente nel paddock - ha osservato - Il fatto che il podio sia nel paddock però è speciale, perché sono proprio lì. Immagino che se fossi un tifoso sarebbe fantastico vedere un pilota così vicino a me. Posso soltanto immaginare come si sentano”.

Dopo essere stato il primo vincitore portoghese di una gara di MotoGP in Portogallo, con il terzo posto odierno l’alfiere BMW è diventato il primo portoghese a salire sul podio dal 1989.

“Come ci si sente? Bene, non saprei, non sono proprio un tipo da statistiche e tendo a non prestare troppa attenzione a queste cose perché credo che sia bello essere semplicemente me stesso - ha risposto - Il fatto è che sono un pilota portoghese e non ce ne sono in giro molti. Quindi, per quanto mi riguarda, è semplicemente una cosa particolare”.

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Sebbene gli siano serviti soltanto due appuntamenti per centrare il suo primo podio in Superbike, e il primo per la BMW dall’addio del Campione Toprak Razgatlioglu, Oliveira ritiene di non dover ricalibrare i suoi obiettivi per la stagione

“Prima di tutto, voglio dire che non sono arrivato qui come rimpiazzo di qualcuno o per seguire i risultati o le orme del pilota che occupava questa sella prima di me: sono me stesso, ho una carriera unica e molto diversa da quella del pilota che mi ha preceduto. Però sento di essere perfettamente tarato, perché sentivo che sarebbe stato possibile stare tra i primi cinque e, nel migliore dei casi lottare per il podio, ed è esattamente quello che è successo oggi, sia in qualifica che in gara - ha sottolineato - Ho beneficiato di una piccola caduta di Montella e sono salito sul podio. Il passo c’era sicuramente e, anche se non ci stiamo tutti sul podio perché ci sono solo tre posti, credo sarebbe stata una gara piuttosto serrata. Ho anche imparato alcune cose per domani e non credo di dover ricalibrare nulla per il resto della stagione. Ho ancora un difficile compito davanti a me con tre circuiti nuovi e questo è già abbastanza”. 

Il risultato odierno rappresenta comunque un passo avanti nel percorso di adattamento di Miguel alla sua nuova realtà.

“Penso si tratti sicuramente di un passo avanti, perché so di essere nel mio Gran Premio di casa e che i GP casalinghi sono speciali, ma in mattinata ho dimostrato di essere veloce, nel pomeriggio ho mostrato di avere il passo e credo che questo evidenzi un vero passo avanti nella giusta direzione - ha affermato - Di sicuro ci è mancato qualcosa per lottare per la vittoria, ma non so se fosse realistico da parte mia pretenderlo al secondo Round. Partiremo da qui e vedremo dove arriveremo”.

Pur non volendo ricalcare i passi di Razgatliglu, in alcune staccate lo stile di guida del 31enne ricorda parecchio quello del pilota turco. È così che vuole essere guidata la BMW?

“Questo fine settimana qualcuno mi ha chiesto quanto sia io ad adattarmi alla moto o quanto sia la moto ad adattarsi a me, e diciamo che, arrivando da un paddock diverso e da una moto diversa, sono giunto qui con una mente molto aperta - ha spiegato Oliveira - Non ho alcun riferimento con altre moto di questo paddock e questo gioca a mio favore, perché il team mi ha chiesto di guidare la moto in una certa maniera, ci provo e sta funzionando. Alla fine, voglio adattarmi alla moto al meglio e portarla a un buon livello e se poi potremo portare la moto verso qualche aspetto del mio stile di guida ci lavoreremo”. 

Il portoghese ha poi concluso parlando di quanto sia diverso l’approccio della BMW rispetto a Case come la KTM, l’Aprilia e la Yamaha con cui ha lavorato in MotoGP: È difficile da dire, perché arrivo da un periodo di circa sette anni in cui sono passato di squadra in squadra in MotoGP e poi sono arrivato in Superbike. Posso dire che la cosa in comune sono la professionalità e il modo in cui è strutturata la squadra, che ha la stessa struttura di un team di MotoGP. Stanno facendo un lavoro fantastico sotto questo aspetto e sono convinto che da parte loro abbiamo sicuramente gli strumenti per avere successo”. 

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Daniela Piazza