Ci sono quattro Ducati davanti a tutti al termine della seconda e ultima giornata di test a Phillip Island, ma nessuna di quelle è guidata da Alvaro Bautista. Il pilota spagnolo è rimasto in rosso, ma ha cambiato squadra, passando al team Barni, e soprattutto capotecnico, interrompendo la lunga relazione con Giulio Nava e ora ha Luca Minelli al suo fianco. L’11° tempo finale è figlio anche di tutti questi cambiamenti e Alvaro è il primo a saperlo.
“Sto lavorando per conoscere il team e la moto perché non siamo riusciti a fare nessun test durante l’inverno, come del resto tutti gli altri - inizia a spiegare - Sono partito, più o meno, con lo stesso setup con cui avevo finito la scorsa stagione in Spagna, ma questa moto è un po’ diversa e, soprattutto, questa pista è l’opposto di Jerez. Ieri avevo faticato tanto, questa mattina abbiamo fatto un cambiamento che mi ha aiutato un po’, ma non è sufficiente”.
Come detto, Bautista deve costruire il rapporto con la squadra e il tempo è come sempre tiranno.
“Il mio capotecnico deve imparare a conoscere le mie sensazioni - continua - Per esempio, se la moto non entra bene in curva, puoi alzarla o abbassarla per aiutarmi in quella fase, dobbiamo capirci. Quindi, oggi abbiamo fatto molte prove e, sinceramente, mi sono sentito un po’ perso perché non riuscivo a guidare come volevo. A ogni uscita provavo qualcosa di diverso e l’ultima è stata molto positiva: ho iniziato a sentire qualcosa di diverso e a guidare in modo differente. Abbiamo chiuso i test in maniera positiva e vedremo se nel fine settimana di gare potremo continuare a conoscerci e a capire cosa mi serve per andare forte con questa moto”.
Alvaro è un pilota di grandissima esperienza, ma in questo momento ha bisogno di un po’ di rodaggio.
“Il modo di lavorare è un po’ diverso, quindi bisogna abituarsi - sottolinea - È strano, specialmente perché con Giulio mi bastava spiegarli le mie sensazioni e lui sapeva immediatamente come intervenire sulla moto . Con Luca abbiamo bisogno di più tempo, è diverso”.
Passare dal team ufficiale a uno privato, però, non sembra avere particolari controindicazioni.
“Nel box l’unica differenza sono le facce, il metodo di lavoro e il numero di persone sono gli stessi. Fuori dal box, qui non abbiamo l’hospitality, ma non è quello il problema - scherza Alvaro - L’importante è quello che c’è nel box e Barni vuole solo il meglio. Non dico di avere più supporto in questo team, ma più possibilità di avere parti diverse, perché la squadra può modificarle per adattarle alla mia corporatura. Questo potrebbe essere un vantaggio e cercherò di sfruttarlo”.
Senza dimenticare che anche la Panigale V4R è cambiata.
“Al momento è un po’ diversa. Non sono ancora arrivato al 100% del suo potenziale, quindi non posso dire se sia meglio o peggio - afferma Bautista - È una Ducati, il DNA è quello, ma ci sono delle differenza e bisogna sistemare il setup perché quelli che usavamo in passato non sono i migliori per questa moto”.
L’unico problema è che il tempo è ormai finito. I test invernali sono ormai in bacheca e fra pochissimi giorni saranno tutti in pista per il primo Round del 2026.
“In questo momento non penso di potere lottare per una qualsiasi posizione, voglio dire che sono concentrato su me stesso. Non credo che il mio passo sia tra i migliori, dobbiamo lavorare e so che c’è ancora molto margine di miglioramento. Sono sulla strada per arrivare al mio meglio, sarebbe stupido oggi pensare a una posizione perché non conosco il livello degli altri e io posso ancora crescere” conclude Alvaro.