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La Superbike cambia format nel 2026, ma era davvero necessario?

Dorna ha deciso di posticipare le gare per un motivo ben preciso. Nel paddock, però, c’è già qualche malumore tra addetti ai lavori e non solo. È la scelta giusta o si tratta di un “cambiare tutto per non cambiare nulla”?

SBK: La Superbike cambia format nel 2026, ma era davvero necessario?

Una delle novità del prossimo Mondiale Superbike sarà il cambio di format. Se fino a quest’anno Gara 1 e Gara 2 erano fissate alle ore 14, dal 2026 verranno posticipate alle 15:30, ovvero un’ora e mezza più tardi.

La decisione maturata da Dorna è piuttosto semplice: fare in modo che il pubblico rimanga presente in circuito fino al termine dell’ultima gara, evitando che le tribune si svuotino lentamente come accaduto in questi anni, quando SSP o SSP300 chiudevano il programma di giornata.

Se da una parte c’è la certezza che gli spettatori resteranno nel paddock ad attendere l’evento clou della giornata, ovvero la gara della Superbike, dall’altra non mancano dubbi e perplessità tra gli addetti ai lavori. Uno dei punti critici riguarda ad esempio l'impegno dei meccanici della SBK, che saranno i primi ad arrivare in pista e gli ultimi ad andare via. Alle 9 saranno infatti già in pista per il warmup del mattino mentre alle 16:30 saranno gli ultimi a iniziare a sbaraccare i box, sperando che le gare si svolgano senza intoppi di bandiere rosse. 

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E che dire poi di chi lavora nelle hospitality, il cui personale sarà chiamato ad attendere un’ora e mezza in più rispetto al passato per sbaraccare tutto il materiale presente nel paddock. Con l'ultima gara in programma alle 16:30, le operazioni di smantellamento delle strutture inizieranno un'ora e mezza dopo rispetto al solito, prolungando di fatto la presenza in circuito.

In tutto ciò è vietato dimenticarsi del pubblico a casa, ovvero di coloro che seguono il campionato davanti alla TV. Prendendo il pubblico generalista come esempio, una gara posticipata alle 15:30 rischia di “spezzare” il pomeriggio del telespettatore. Fino a quest’anno, la manche delle 14 poteva essere considerata una sorta di ciliegina di fine pasto; ora, invece, è come obbligare il fruitore a rimanere sintonizzato davanti allo schermo più a lungo. Senza dimenticare, inoltre, le concomitanze con la Formula 1, il cui via alle gare europee è previsto per le ore 15.

Come detto, dubbi e incertezze al momento non mancano. Non resta quindi che attendere il prossimo anno per capire se questo esperimento funzionerà oppure no. In tutto ciò la certezza è che non ci sarà una Q1 e Q2 come accade ad esempio in MotoGP, Moto2 e Moto3. Molti piloti l'avevano invocata al fine di una Superpole più scremata senza l'intoppo di bandiere gialle o 20 piloti in pista in un turno da 15 minuti. 

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Vedremo se questa proposta tornerà o meno nel 2027. 

 

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Riccardo Guglielmetti