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Paolo Simoncelli: "Le ceneri di Marco sono in camera sua, dorme ancora lì"

"Marquez? Mi è sempre piaciuto: corre e pensa come Marco. Ci avrebbero fatto divertire. Speriamo che Bagnaia si sia messo a posto il cervello. Ha sottovalutato il peso di un compagno come Marc. Liberty Media ? Pensa solo allo spettacolo"

 

MotoGP: Paolo Simoncelli: "Le ceneri di Marco sono in camera sua, dorme ancora lì"

Paolo Simoncelli ha dato vita alla Sic58 Squadra Corse nel 2013, a neppure due anni di distanza dalla scomparsa del figlio Marco e da allora è stato un protagonista del Motomondiale permettendo a molti giovani di esordire e di cominciare a porre le basi per il sogno chiamato MotoGP.

 Ormai pronto alla pensione, dall’alto dei suoi 75 anni non ha avuto peli sulla lingua quando dal Corriere della Sera è stato stuzzicato su cosa non funzioni della formula introdotta da Liberty Media, fresca di passaggio di consegne da Dorna.

Questi americani mirano a cambiare tutto. Sembra che non vada bene niente di quello che abbiamo costruito. Vogliono togliere dai conteggi ufficiali i titoli vinti nelle categorie inferiori, contano solo quelli nella top class. Così mio figlio Marco, i Gresini o i Nieto sparirebbero. Vogliono cancellare la storia e ambiscono solo allo spettacolo. Ma allora che facciano un circo. La soluzione poi sarebbe semplice: ogni squadra della MotoGP dovrebbe avere un team in Moto3 e Moto2”, la sua denuncia al quotidiano.

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Ad indispettirlo anche i piloti della nuova generazione, troppo impostati e plasmati da chi li gestisce. “A 18 anni sono già influenzati dai loro manager e hanno fisici da classe regina. Dormono e mangiano come un Marquez e vanno in palestra 5 giorni su 7. Inoltre il limite di età di ingresso nel Mondiale è stato alzato per via degli incidenti mortali nel CEV, quando bastava fare griglie meno piene”, il suo parere.

A proposito di Marc il suo dominio in sella alla Ducati nel 2025 non lo ha sorpreso. “Sapevo che era il più forte. Mi è sempre piaciuto, corre e pensa come mio figlio, non rinuncia mai e ci prova sempre. Se Marco non fosse morto, ci saremmo divertiti un botto. Sai che sportellate...”, ha sostenuto.

Se lo spagnolo ha dato vita ad una stagione da ricordare, l’opposto è accaduto a Bagnaia, andato in tilt dopo un avvio discreto. Speriamo si sia sistemato col cervello. Non era preparato ad un compagno così forte. Pecco viene dal gruppo di Valentino e a forza di ascoltare tutte le cose che si dicono in quel gruppo ha sottovalutato il compagno. L’anno prima aveva perso il Mondiale vincendo 11 gare. Ha pensato. “Mi basterà solo cadere meno”. Ma Marc in pista è una bestia e lo ha mandato in crisi”, l'amara sentenza.

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Malgrado sia trascorso oltre un decennio dalla scomparsa di Marco, il dolore e la rabbia non si sono affievoliti:Sono incazzato con Dio. I genitori non dovrebbero mai sopravvivere ai figli. Tuttavia non ho nessun rimpianto. E’ morto facendo una cosa che lo rendeva felice”.

Quindi, alla domanda dove si trovino le ceneri del figlio ha chiosato: “In camera sua. Non è cambiato niente, dorme ancora lì”.

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Chiara Rainis