Diciottesimo in campionato, con un totale di 74 punti, Yari Montella è stato il migliore degli esordienti al via della stagione 2025 del Mondiale Superbike. Una magra consolazione per il pilota campano, che non può ritenersi soddisfatto per come è partita la sua avventura nella classe regina delle derivate di serie.
Tante, troppe, le cadute che hanno scandito i weekend di gara del 25enne, intrappolato in una spirale negativa da cui è riuscito a riemergere soltanto nell’ultimo appuntamento del calendario. Proprio il punto da cui Montella cercherà di ripartire per costruire un 2026 in cui ripagare la fiducia del team Barni, capitalizzando il talento e la velocità che quest’anno è riuscito a mostrare soltanto a sprazzi.
“È stato un anno duro e complicato. Un debutto di quelli che ‘ti segnano’ - ci ha raccontato Yari in esclusiva - Ho avuto dei momenti davvero giù, perché spingevo ma cadevo sempre nello stesso tranello. Però ho resistito, ho stretto i denti, e adesso sono pronto per quello che verrà”.
Immagino che il bilancio non sia particolarmente positivo.
“Mi darei un 5. Un’insufficienza. Sono contento del fatto di essere stato veloce, ma non di non essere riuscito a concretizzare. Alla fine, della velocità me ne faccio poco e niente, perché la possiamo vedere soltanto io e il team. Ho bisogno di concretizzare, cosa che quest’anno non sono riuscito a fare. Anche per questo le mie vacanze sono state molto brevi: ho fatto giusto una settimana e mezza di riposo e poi mi sono rimesso al lavoro per il 2026. Volevo riposarmi il giusto, perché, con quello che è successo, è stato un anno tosto e veramente difficile anche a livello emotivo e mentale. Ma al contempo avevo anche voglia di ricominciare la preparazione. Questo è stato un anno particolare e il prossimo sarà importante per me, quindi ho preferito non perdere tempo e mettermi subito a lavorare per farmi trovare pronto. Però, in generale, sono soddisfatto di aver almeno dimostrato di essere veloce e sono contento che Barni mi abbia riconfermato per il 2026”.
Cosa è andato storto quest’anno?
“Ho fatto tanti piccoli errori e tante cadute. Ma non per eccesso di velocità, di quelle ne avrò fatte due o tre in tutto l’anno. Tutte le cadute e i danni che ho fatto sono stato in momenti di gara delicati, in condizioni di gruppo e in fase di sorpasso. Come dicevo, è stato un anno un po’ particolare, perché mi è sembrato di entrare in una specie di vortice fino all’ultimo Round a Jerez”.
Quanto è stato importante portare a termine tutte e tre le gare in Andalusia?
“Ho affrontato il Round soltanto con l’intento e la voglia di portare a termine le gare, qualunque fosse stato il risultato. Visto che avevamo già confermato la mia presenza in Superbike per l’anno prossimo, piuttosto che pensare a finire bene il 2025 puntando alla Top 10, io e la squadra abbiamo deciso di prendere l’appuntamento a Jerez come una gara già in ottica 2026. Ci siamo accontentati di quello che sarebbe venuto, senza strafare, per ricostruire un po’ della fiducia che ho perso a furia di sbattere il muso a terra. L’obiettivo era proprio quello di evitare di chiudere l’anno con un’ulteriore caduta, che avrebbe rischiato di farmi passare un inverno un pochino sottotono”.
Quanto ti è stata vicina la squadra in quei momenti così difficili?
“Mi ha aiutato molto. In quei momenti in cui facevo una caduta dopo l’altra, Barnabò veniva da me in prima persona per chiedermi se loro, come squadra, potevano fare qualcosa per aiutarmi. Sono stati molto bravi e molto cordiali con me. Hanno cercato di venirmi incontro, di capirmi, di starmi vicino e di aiutarmi il più possibile. Questo è molto importante per un pilota, perché ti dà sicurezza in un momento così delicato e ti fa bene, perché ti aiuta a ritrovare un po’ di fiducia”.
Ti immaginavi così la Superbike, o c’è qualcosa che ti ha sorpreso in positivo o in negativo?
“Mi aspettavo che fosse una categoria dura, ma la verità è che è stata più dura del previsto. Confrontando i fogli di quest’anno con quelli delle stagioni precedenti si vede che è una categoria di un livello altissimo. Da una parte sono contento, perché se arrivi a un determinato risultato significa che sei davvero in grado di farlo e non lo hai raggiunto perché il livello basso, o ci sono dei piloti che vanno forte e gli altri sono un po’ mediocri. Rispetto alla Supersport, dove ero arrivato a un livello tale da riuscire a stare davanti, a essere veloce e costante e a farmi trovare pronto in ogni tipo di condizione e circuito, qui mi sono trovato a fronteggiare qualcosa di nuovo, con l’obiettivo di tornare al punto in cui ero nell’altro campionato. Per il resto, la Superbike è come me l’aspettavo: è una categoria completa, una classe regina”.
Il prossimo anno ci saranno un po’ di novità, tra cui la nuova Ducati. Ti sei già fatto un’idea di come sarà?
“Sarà sicuramente uno step evolutivo, ma alla fine la avranno tutti. L’obiettivo sarà quello di capirla il prima possibili, anche se fortunatamente ho avuto modo di svolgere già una giornata a Vallelunga con il test team. La caratteristica Ducati è rimasta quella: la moto non è stata stravolta, sono stati fatti soltanto degli aggiornamenti positivi. Nel 2026 conto di sfruttare l’esperienza che ho maturato quest’anno e di migliorare i miei risultati”.
Avrai anche un nuovo compagno di squadra. Cosa potrà insegnarti un campione come Bautista?
“Ho avuto modo di conoscerlo un po’ a novembre, quando abbiamo fatto una tre giorni di allenamento ad Aragon con le moto in versione Standard, e devo dire che mi sta simpatico. È una persona tranquilla e quello che posso sicuramente imparare da lui è la voglia che ha alla sua età di continuare a lavorare e di cercare qualunque tipo di cosa che possa farlo andare più forte, aiutarlo a migliorare, e a essere più costante”.
La voglia che ha ancora di vincere si vede anche dalla battaglia che sta portando avanti contro il peso minimo moto+pilota.
“Sì. Questa sua voglia di lavorare, di dimostrare e di fare qualcosa in più per ottenere i risultati è una cosa che ti stupisce. Perché lui è un due volte Campione della Superbike, un pilota che si è già creato la sua posizione, ma continua comunque a spingere e a martellare. La trovo una cosa molto bella e si percepisce quando parli con lui e, soprattutto, quando lo conosci in un contesto come quello di gara”.
Cosa pensi ne dell’addio di Petrucci al team Barni? Lo immagini subito competitivo con la BMW?
“È comprensibile: l’obiettivo di tutti è quello di vincere i Mondiali e di farlo, magari, con un team ufficiale e ha colto l’opportunità che gli si è presentata di andare in BMW. Non ho parlato con lui dopo il suo primo test, ma dai tempi che ho visto, credo che la moto sia abbastanza adatta al suo stile di guida. Sono curioso di vedere come potrà adattarsi a questa moto nelle prime gare di campionato. Ma anche di vedere come saranno i nuovi avversari che arriveranno l’anno prossimo. Sarà sicuramente un altro anno con un livello altissimo”.
Tutti si aspettano che Bulega ammazzerà il campionato. Un po’ come ha fatto Marc Marquez quest’anno in MotoGP.
“Diciamo che, dati alla mano, è quello che si prospetta. Le gare sono gare e non si può mai sapere, perché non c’è nulla di così scontato. Però vedendo quello che ha fatto quest’anno e gli avversari che ci saranno il prossimo, lui, al momento, è forse un passettino avanti”.
Ti ha sorpreso vedere come sono andati lui e Toprak nelle loro prime prese di contatto con la MotoGP?
“Hanno fatto entrambi qualcosa di positivo, perché dà valore e merito a quella che è la Superbike. Da anni ormai, devi essere un pilota al top per vincere qui. Un tempo la Superbike era catalogata come serie B, come lo scarto della MotoGP, ma con gli anni è diventata una categoria di punta, dove per vincere bisogna andare forte. Toprak potrebbe fare fatica in MotoGP, ma non credo che non possa arrivare a lottare con i piloti al vertice. Lui è uno che si adopera, così come Bulega, e ritengo abbiano dimostrato di avere le possibilità per poter far bene in entrambi i campionati”.
Quale sarà la parola d’ordine del tuo 2026?
“Concretizzare. L’obiettivo principale sarà quello di migliorare quanto fatto in questo 2025, stare nella Top 5 in tutte le gare e fare un anno da protagonista. Mi piacerebbe riuscire a fare qualcosa di simile a quanto fatto da Sam Lowes, che ha sfruttato un anno duro come quello di debutto per fare qualcosa di buono nella stagione successiva”.


