Maverick Vinales ha voluto provarci. Dopo aver alzato bandiera bianca in Indonesia per le problematiche alla spalla sinistra che lo attanagliavano dalla caduta del Sachsenring, il portacolori del team KTM Tech3 ha voluto rimettersi casco e tuta per prendere parte ad un ultimo round stagionale che per lui potrebbe rappresentare una sorta di palestra, più che di un weekend di gara vero e proprio non essendo del tutto forma.
"Mi sento meglio rispetto a Mandalika. Anche se non sono ancora al 100%, non sono nemmeno troppo lontano. Prima di venire mi sono allenato su una 600 e una 1000 per capire il mio livello e in termini di riscontri cronometrici sono risultato competitivo, dunque sono pronto. Vedremo con la MotoGP che ha una potenza diversa, ma c’è stato sicuramente un miglioramento. I tendini avranno bisogno ancora un po’ di tempo per sistemarsi perché in sella si assumono posizioni particolari, ma per quanto riguarda la vita di tutti i giorni ho pienamente recuperato. Nel complesso i passi avanti sono evidenti e sto guadagnando via via sempre più forza", ha dichiarato.
Da domani si potranno fugare tutti i dubbi…
“Sì perché se sulle moto stradali ho ritrovato la fluidità, con la MotoGP è tutto da vedere. Il primo passo sarà dunque ritrovare la fiducia e quindi provare le parti nuove. Per questo è importante essere qui. Avevo valutato la possibilità di fare anche Portimao, ma sarebbe stato troppo stressante trattandosi di due fine settimana consecutivi, dunque ho preferito concentrarmi su Valencia e il successivo test”.
Come ti sei allenato in questi giorni per cercare di riprenderti al massimo?
“Ho lavorato sulla forza. L’unico problema è che la mobilità non è ancora perfetta e questo impedisce di rafforzarsi in quanto non riesci a fare bene tutti i movimenti, ma ci sto arrivando. Adesso riesco a tenere una posizione naturale in sella. Avverto dolore solo quando freno sul dritto e vado in appoggio, ma probabilmente con l’adrenalina non lo sentirò più”.
La curva 1 potrebbe rivelarsi critica…
“Cercherò di aiutarmi con le gambe. Ad ogni modo ciò che conta è aver ritrovato la posizione naturale in sella”.
Nelle ultime settimane hai perso anche diversi chili. E’ per via della limitazione nei movimenti?
“Per tutta la stagione ho tenuto un peso di circa 67 kg. Dopo il primo ritorno dall’infortunio al Montmelo e in Indonesia, ero sui 62 – 63 kg. Adesso però sto recuperando e sono a 64. Il problema comunque non è quello. Era il dolore a darmi fastidio. In Indonesia, ogni volta che cambiavo direzione sentivo male e i muscoli si indurivano e non riuscivo a spingere. Al Centro Specializzato Red Bull mi hanno misurato la forza e le connessioni nervose. Alcuni muscoli erano molto tesi, ma adesso è tutto sistemato, sono molto più reattivo sulla parte sinistra. Prima non c’era connessione. In alcune piste non riuscivo a fare nulla proprio per questa contrazione muscolare”.
In tua assenza sulla RC16 si è seduto Pol Espargaro. Cosa pensi delle sue prestazioni?
“E’ andato benissimo. Si è anche preso cura del mio gruppo di lavoro che è molto importante e ha fatto molto bene. In Portogallo è stata dura per lui avendo dei brutti ricordi. E’ positivo che abbia potuto guidare per dimenticarli. Probabilmente adesso starà molto meglio. Le sue performance nel complesso mi hanno sorpreso, specialmente quelle del venerdì”.