Aveva stupito tutti nella prima parte di stagione, poi Johann Zarco ha fatto il passo del gambero sparendo pian piano nelle retrovie. Il Portogallo però, gli si è rivelato amico e il GP lo ha concluso in nona posizione. Nulla di eclatante, ma sufficiente per ridare al transalpino un po' del morale perso.
“È bello tornare a punti ed evitare cadute. Sono obiettivi minimi, ma alla luce delle difficoltà incontrate nelle trasferte asiatiche preferisco adottare il basso profilo. Felice comunque del risultato. La gara è andata abbastanza bene. Quando ero dietro a Quartararo non sono riuscito a superarlo. Abbiamo due stili differenti e due moto diverse, per cui non sono riuscito a sfruttare il mio vantaggio e ho faticato molto alle sue spalle. Ho cercato di stargli il più vicino possibile in modo da evitare l’attacco di Ogura, ma è stata dura mantenere il ritmo. Lui è molto forte in staccata e la sua M1 ha una buona percorrenza, di conseguenza al massimo mi avvicinavo in ingresso, ma la sua velocità in curva era più elevata”, ha analizzato la sua corsa.
“Sono dunque contento di aver ritrovato la fiducia in sella, ma in termini di passo non ci siamo. Non sto guidando come vorrei e questo mi impedisce di lottare con gli altri. Non so se ci sarà una soluzione in termini di assetto per Valencia trattandosi di una pista molto diversa, ad ogni modo per l’inverno dovremo trovare un modo per migliorare la nostra prestazione in gara. Le qualifiche riesco a farle bene, così come le partenze. Avrei tutto per combattere, ma poi in corsa devo accettare di vedere gli altri scappare ed è difficile. Al momento, quindi, non posso che essere soddisfatto del piazzamento odierno”, ha aggiunto.
Il rammarico per quello che poteva essere e non è stato è evidente. “La top 6 era fattibile, ma nelle ultime tornate se il calo della gomma è stato nella norma, il comportamento della moto è peggiorato molto. Al momento non ho soluzioni, per cui non posso dire oltre”, la sua riflessione.
Infine, guardando al 2026 e al rischio che la nuova moto possa ripresentare le vecchie problematiche, il pilota di Cannes ha affermato: “Il prototipo l’ho provato molto tempo fa, per cui no so”.
Marini: "Portimao il fine settimana più complicato della seconda parte della stagione"
Se il portacolori del team LCR ha concluso la prova tra i primi dieci anche se con fatica, quello della squadra Honda ufficiale Luca Marini si è dovuto accontentare dell’11esima piazza.
“E’ stato il weekend più complicato della seconda parte di stagione un po’ per tutti i piloti della Casa giapponese. Portimao è una pista unica, quindi cosa succede qua è un po’ a sé, tuttavia il distacco dai primi tre è stato enorme. Negli ultimi tempi eravamo più vicini, ciò significa che del margine per migliorare ce n'è tanto e che comunque ci sono ragioni per preoccuparsi visto che sul podio sono salite tre moto diverse. Ci vuole un altro passo”, ha ammesso l’italiano convinto che l’eventuale perdita delle concessioni non sarà un male per l’Ala Dorata e nemmeno un rallentamento al suo recupero.
“Non credo sarà drammatico e poi il 2026 sarà più tranquillo per tutti dal punto di vista dello sviluppo. Per quanto ci riguarda il grosso del lavoro è stato fatto negli ultimi due anni. Da quando sono arrivato la moto è stata stravolta, per cui adesso dobbiamo solo affinare il pacchetto che abbiamo, ad esempio rivedere due o tre cose di aerodinamica e trovare più grip dietro, ma abbiamo già delle idee già abbastanza chiare”.
Il marchigiano ha portato in gara il nuovo codone che però non lo ha convinto al 100%. “C’è ancora da lavorare. Non siamo ancora al punto che ci aspettavamo, ma è stato positivo portarlo qua ed utilizzarlo per l'intero weekend, perché era rischioso posticipare a Valencia quando si ha un solo giorno a disposizione e non si sa come sarà il meteo. Ho perso un po’ di tempo nel provarlo, ma va bene così”, ha chiosato.