Il suo percorso in rosso lo ha concluso regalando al team Ducati Aruba una doppietta grazie al secondo posto ottenuto in Gara 2. Alvaro Bautista ha dunque smesso i panni da pilota ufficiale con un weekend di alto livello che gli permetterà di andare in vacanza con serenità seppur non senza qualche rammarico e un po' di amaro in bocca.
"Ho fatto del mio meglio. Nei primi giri sono stato un passeggero e ho cercato di perdere il meno possibile. È qualcosa che mi è spesso capitato nel passato, ma adesso è ancora peggio. Dopo 8/9 giri torno ad essere un pilota, a seconda della pista. Penso di aver fatto un’ottima Gara 2 cercando di fare una buona performance da subito così da perdere meno successivamente ed infatti sono giunto al traguardo con un distacco meno elevato da Bulega. Addirittura in alcune fasi sono stato anche più veloce di lui”, ha dichiarato facendo poi un bilancio delle sue ultime annate.
“Sono orgoglioso di me e del mio team. Non abbiamo mai mollato malgrado la situazione delle ultime due stagioni. Anche nelle difficoltà abbiamo sempre cercato di migliorare e questo mi fa essere più fiero che contento, specialmente oggi”, ha sottolineato.
Guardando al 2026 e cosa potrebbe fare per non avere le stesse problematiche del recente biennio, lo spagnolo ha confidato senza giri di parole: “Ho un’idea ed è quella di rimuovere la regola della zavorra e di non essere più un passeggero ad inizio gara. Detto ciò che Barni sta lavorando sodo da questo punto di vista, ma la cosa più corretta per il campionato, a mio avviso, sarebbe mettere tutti i piloti nella stessa condizione. Personalmente non sono d’accordo che si venga penalizzati per il proprio fisico. Da subito dissi che non era il modo migliore per equilibrare le forze in campo, per cui credo sia giunto il momento di rivedere la normativa e trovare una soluzione diversa intervenendo magari in una seconda fase, ma almeno consentire di cominciare il campionato tutti allo stesso livello. Anche sotto il profilo della sicurezza non è stato un provvedimento ottimale e lo abbiamo visto chiaramente ieri nell’incidente di Rea. Con più peso a bordo la moto si ferma più tardi. Più in generale guidare una moto più pesante crea maggiore inerzia e aumenta il rischio caduta. E chiaramente quando si scivola si può investire anche altri. Dunque ritengo si debba modificare il regolamento".
Stuzzicato poi su una possibile strategia di squadra pianificata per fermare Razgatlioglu il 40enne ha replicato: "No, non avevamo previsto niente del genere. Era difficile che avvenisse qualcosa come in Superpole Race. E’ vero che nelle gare può capitare di tutto, ma Toprak aveva bisogno soltanto di 4 punti per conquistare il titolo. Certo, se si fosse presentata l’opportunità per Bulega e io fossi stato in testa forse sarei stato invitato a far passare Nicolò, ma non è successo".
Infine, sul possibile pentimento del team factory Ducati di averlo lasciato andare alla luce delle sue prestazioni ha chiosato: "I miei ultimi risultati non sono figli del desiderio di provare ad altri che hanno sbagliato. Sono soltanto per me e per confermare a me stesso che posso essere ancora competitivo. All’Estoril forse ero un po’ più lontano qui, invece, più vicino malgrado le difficoltà del venerdì. Ducati ha i dati e sa quale è il mio potenziale e cosa posso fare. A dispetto delle mie prestazioni di alto livello i risultati non sono stati in linea".